Il ventesimo secolo, ormai concluso da qualche anno, è stato caratterizzato da un enorme sviluppo scientifico e tecnologico che ha trasformato profondamente la società.
Quando Marx sviluppò le sue idee, ovviamente, non poteva immaginare ciò che sarebbe accaduto; intanto lo sviluppo tecnologico avanza inarrestabile e ciò richiede un completamento della teoria marxista. Infatti l’ automazione dei processi mette in discussione la centralità della classe operaia che rischia di perire prima di riuscire a scalzare la borghesia dal potere. Ma come si potrà invece mai rendere puramente meccanica l’ opera di un medico, l’ attività ricerca di un matematico o di un fisico, il pensiero di un filosofo e la creatività di un artista? Pertanto la rivoluzione comunista del terzo millennio non può avere successo senza il contributo determinante degli intellettuali. In particolare un ruolo di rilievo spetta agli scienziati. Del resto il pensiero comunista è un pensiero estremamente razionale, tutto è logicamente pianificato; allora, al fine di mettere in atto la grande rivoluzione comunista del nuovo millennio, come si può rinunciare al contributo di persone che agiscono quotidianamente a rigor di logica ? Inoltre nel mondo scientifico la gerarchia dei valori è stabilita in base a un criterio meritocratico: chi pubblica seriamente è gratifcato per i propri sforzi, gli altri restano nella mediocrità (tranne tristi eccezioni, peraltro eliminabili); quale migliore esempio di equità, allora? Solo coinvolgendo gli intellettuali in generale e gli scienziati in particolare sarà possibile far nascere ed esportare la rivoluzione comunista nel terzo millennio.
Bruno De Maria
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