La crisi industriale nel bolognese aumenta. Dopo la mobilità alla Sasib, un’altra azienda locale viene colpita si tratta delle officine Grafiche Calderini.
L’azienda ha messo in mobilità 11 lavoratori su 103 a causa del bilancio negativo si parla di un passivo, nei primi 6 mesi del 2006, di circa 2 milioni di euro.
E’ necessario un cambio d’investimento da parte dell’azienda in macchinari ed occupazione per evitare che si arrivi ad un crack definitivo e la relativa chiusura e licenziamento dei lavoratori dello stabilimento di Ponte Rizzoli.
Per questo come Partito Comunista dei lavoratori sosteniamo la lotta degli operai della Calderoni rivendicando:
– l’immediato ritiro della mobilità per i lavoratori
– la nazionalizzazione delle aziende in crisi sotto controllo operaio
– la fine delle politiche concertative
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