Girovagando sul sito di Antonio Di Pietro ho letto il suo ultimo articolo, riguardante l’indulto, che riporto qui:
“Lunedì si voterà per l’indulto.
L’Unione e la Cdl voteranno a grande maggioranza per la sua approvazione. L’indulto comprenderà reati finanziari, corruzione, falsi in bilancio attinenti anche alla Pubblica amministrazione. Sono tutti d’accordo perchè tutti in diversa misura sono coinvolti. Questo indulto non rientrava nel programma dell’Unione ed è un favore fatto a larghi settori della Cdl. E’ una prova generale del governissimo.
Io ho espresso la mia totale contrarietà e quella dell’Italia dei Valori in Consiglio dei ministri. Ho prospettato le mie dimissioni da ministro tra l’indifferenza dei miei colleghi. Per senso di responsabilità verso il Paese non posso ritirare la fiducia e correre il rischio di elezioni anticipate e di un ritorno di Berlusconi.
Se mi dimetto da ministro non potrò più essere utile ai cittadini per lo sviluppo delle infrastrutture del Paese, se non lo faccio e non ritiro l’Idv dal governo sono ostaggio di una situazione che mi fa schifo. I politici sono sempre più lontani dai cittadini, io credo invece che il politico debba essere al servizio dei cittadini e motivare le sue scelte con assoluta chiarezza.
Sogno un Paese diverso, senza logiche interne ai partiti. Oggi sono di fronte a un bivio: lasciare la mia carica di ministro o mantenerla.”
Non vorrei essere frainteso, ma in questo scritto, non posso che concordare con Di Pietro, e cercare di sostenerlo.
Girando altri blog alla ricerca di questo tema ho trovato un altra interessante considerazione di un ex PCI candidato nel 1999 con i democratici per l’ulivo, che dice:
“L’UNIONE deve essere una novità per un Partito Democratico meno partitico e che si costruisca su valori dell’Italia semplice ed onesta.
Credere è un primo passo, votare è il secondo, criticare è quello più importante.
Nell’articolo di oggi 24 luglio 2006 Eugenio Scalfari fa una riflessione sull’ambiguità delle scelteb dell’UNIONE sull’indulto:
“Ora l’indulto che il centrosinistra propone oggi alla Camera, con l’accordo di Forza Italia, realizzerà ciò che non era riuscito al governo Berlusconi. Di più: le persone responsabili di reati contro la pubblica amministrazione sono in tutto sessantasette; un numero esiguo che non contribuirà in nessun modo a quello sfoltimento della popolazione carceraria che è l’intento principale del provvedimento di clemenza.
C’è infine un’ultima ragione che ci spinge a criticare la posizione del governo e a concordare con quella di Di Pietro: gran parte dei parlamentari di An voteranno contro il provvedimento di Mastella. Per ragioni che non condividiamo, ma resta il fatto che i colpevoli di reato contro lo Stato per corruzione e concussione avranno sconti di pena col voto del centrosinistra e di Forza Italia e con il voto contrario di Alleanza nazionale. È una posizione piuttosto scomoda, non vi pare? “
Condivido, ecco perché critico la scelta che sta maturando, nell’UNIONE, ecco perché mi schiero con Di Pietro.
Se condividete la mia critica e preoccupazione, allora esprimiamoci sul web in modo deciso.
Sono coerente con le mie scelte e la mia storia politica.
Ho votato UNIONE, sono stato candidato nel 1999 per la provincia di Milano con i Democratici per L’Ulivo (Asinello), provenivo da una militanza nel PCI, uscito dopo che la battaglia di trasformazione del PCI in PDS ha portato un modesto (… è una mia opinione!) risultato in DS (che qualche volta ho votato valutando più le persone e la loro storia).
Nella militanza nel PCI soprattutto nella fase finale, lo scontro che sembrava esclusivamente politico in realtà nascondeva (quì in Provincia di Milano) una presenza con opportunisti che poi si manifestarono coinvolti con “mani pulite (tangentopoli) e altri che più opportunamente trasmigrarono passando nelle “area politiche di Forza Italia”.
In quelle lotte interne fui tra quelli sconfitti, ecco perchè l’uscita fino ad oggi impegnato cittadino del mondo, sensibile ma solo militante del quotidiano, ma pronto a schierarmi.
Ho vissuto tangetopoli come una aria di novità fino a portarmi nei Democratici con Prodi e Di Pietro, e sono convinto del percorso fatto; sicuramente, nel maggior parte, è simile a quella di tanti democrati, progressisti e con storia di sinistra.”
Ora, a voi la parola.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il pcl di questo provvedimento proposto dal centrosinistra.
Giovanni Chiarini, Piacenza
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