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L’altro 11 settembre

Si tratta di un articolo sui fatti accaduti l’11 settembre 1973 in Cile.

Questo articolo non entra nel merito dei pro e dei contro del governo di Allende,ma il suo scopo e quello di ricordare che l’11 settembre del 1973 gli Stati Uniti favorirono un colpo di Stato dal quale nacque una dispotica dittatura durata parecchi anni.

“Qual’è il primo episodio al quale colleghi la data dell’11 settembre?”

Rivolgendo questa domanda ad una persona oggi, la risposta sarà sicuramente relazionata agli attentati terroristici che colpirono gli USA cinque anni addietro.

In realtà questa data è riconducibile ad un altro tragico evento.

L’11 settembre 1973 un colpo di Stato in Cile, preparato e benedetto dall’allora amministrazione statunitense capeggiata da Nixon, rovesciò il governo presieduto da Salvador Allende, democraticamente eletto tre anni prima, formato dalla coalizione Unidad Popular (composta da socialisti e comunisti).

Ad esso si sostituì una feroce dittatura militare, con a capo Augusto Pinochet, la quale lasciò dietro di se decine di migliaia di morti tra attivisti politici della sinistra e delle organizzazioni popolari, studenti, operai.

Il regime aprì ben 160 campi di concentramento (i primi furono gli stadi), si macchiò di torture, sparizioni, esilii e nel giro di pochissimo tempo, le condizioni del movimento operaio che aveva con il governo Allende ottenuto diverse conquiste, regredirono drasticamente.

Eppure quel giorno, quel maledetto 11 settembre, immediati furono i complimenti del governo americano nei confronti della giunta militare appena insediatasi per l’ottimo lavoro svolto.

Questo volantino nasce perché questi fatti non vengano dimenticati ed è giusto che le persone conoscano le responsabilità che gli Stati Uniti d’America, che oggi si ergono a paladini della democrazia e della libertà, hanno nelle tragedie di quel giorno e successive a quel giorno.

Riportiamo qui di seguito il discorso che il Presidente Allende tenne alle Nazioni Unite alla fine del 1972, un discorso che sicuramente rende l’idea della sua lungimiranza.

Un discorso che fa il punto sul capitolo antecedente al neoliberismo che oggi domina il mondo.

“Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi corporazioni internazionali e gli Stati.

Questi subiscono interferenze nelle decisioni fondamentali, politiche, economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato.

Per le loro attività non rispondono a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun Parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l’interesse collettivo.

In poche parole la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta.

Le grandi imprese multinazionali non solo attentano agli interessi dei Paesi in via di sviluppo, ma la loro azione incontrollata e dominatrice agisce anche nei paesi industrializzati in cui hanno sede.

La fiducia in noi stessi che incrementa la nostra fede nei grandi valori dell’umanità, ci da la certezza che questi valori dovranno prevalere e non potranno essere distrutti.”

Il Partito Comunista dei Lavoratori ritiene questa denuncia della mancanza di controllo sulle multinazionali e del loro ruolo nefasto più attuale che mai ed è per questo che combatterà con le sue modeste forze oggi, ma sicuramente numerose forze domani, contro l’imperialismo, il neoliberismo, contro le ingiustizie che dominano il mondo.

Con la speranza di poter riportare l’entusiasmo nelle genti come seppe fare il Compañero Allende.

Partito Comunista dei Lavoratori – Comitato promotore della Brianza

Vittorio Caimi

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