Pacifismo,antimilitarismo,resistenza
E’ opportuno ritornare a discutere nel movimento di pacifismo e non-violenza,quest’ultima frontiera di Bertinotti e Rifondazione Comunista.
Se nel movimento l’unità è necessaria, fondamentale però è che essa sia perseguita nei contenuti di classe e non di schieramento politico-istituzionale.
E’ quindi urgente mettere alcuni paletti e batterci contro la sindrome da “governo amico” che purtoppo ha pervaso una parte del variegato movimento.
Innanzitutto, quando si parla di pacifismo, noi non pensiamo al pacifismo pseudo-cattolico come quello di Pax Cristi,Tavola della pace ed altri promotori della marcia Perugia-Assisi, ma crediamo che questa parola deve essere tradotta nel linguaggio politico come anti-militarismo.
Per noi tutte le guerre di aggressione sono guerre imperialistiche per occupare territori ed allargare la propria area d’influenza; dunque non esistono guerre “preventive” o “umanitarie”.
Nello stesso tempo siamo a fianco di tutti i popoli che lottano per la liberazione della propria terra e che rispondono alla violenza dell’imperialismo guidato dagli USA; pertanto siamo con la resistenza palestinese,irachena,libanese.
E qui cade il discorso della non-violenza teorizzata da Bertinotti e PRC. Noi diciamo chiaramente che i comunisti non possono accettare, dal punto di vista teorico, la non-violenza; il teorizzare la non-violenza è un errore politico disastroso. A tale proposito vorrei chiedere al compagno Bertinotti come giudica l’azione di via Rasella fatta dai partigiani romani durante la guerra di liberazione. Per noi è un’azione di resistenza; per Bertinotti,secondo la sua teoria della non-violenza, sarebbe stata un attentato terroristico.
E per tornare al concetto fondamentale di anti-militarismo, e non tanto di pacifismo, diciamo ai compagni del PRC e della sinistra di Governo, che tanto esaltano la missione militare italiana in Libano, che essi stanno in pratica difendendo una missione militare che è stata inviata lì non tanto per interporsi tra due eserciti, e per giunta solo nel territorio di uno solo di essi (Libano) , ma solo per tenere a bada la resistenza libanese,difendere Israele e gli interessi delle multinazionali; questa è la vera natura di quella missione.
E’ compito dei compagni del Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori chiarire tutte queste cose nel movimento e costruirci sopra una battaglia politica.
Adolfo Grandinetti- mcPCL Cosenza
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