A mio parere la nascita del PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI è un evento che una parte non irrilevante dell’elettorato di Sinistra attendeva da tempo, soprattutto e non paradossalmente dopo le ultime elezioni.
Molti di noi non avrebbero voluto vedere Bertinotti ricoprire una carica istituzionale che era già di per sé una tacita dichiarazione di compromesso con una coalizione che tanto poco rappresentava nei programmi e, rappresenta ancora meno con la sua politica di Governo, le istanze del popolo di Sinistra.
Detto questo vorrei pensare che la costituzione di una nuova e reale forza politica alternativa non voglia essere l’ultimo atto della storia della Sinistra, ma anzi che questa debba rappresentare il collante per tutti coloro che votando prima PCI, Democrazia Proletaria, PDUP, e poi PRC, PdCI ed anche –ma solo da ultimo- DS, hanno assistito ad una inesorabile disgregazione della Sinistra stessa, andata nel tempo sempre più parcellizzandosi e snaturandosi.
E’ oramai chiaro che il Capitalismo, inteso nel senso più totale del termine, stia dimostrando inequivocabilmente la propria incapacità a garantire ai più una vita decorosa e vivibile, incapacità tale da non risparmiare neppure la maggior parte dei bambini di questa Terra, costretti ad un ‘infanzia violata dalla fame e dallo sfruttamento.
Ma poi…, ma poi non sono solo i singoli uomini ad essere soffocati nella loro dignità di cittadini e lavoratori, ma il genere umano nella sua totalità costretto a vivere in un MONDO oramai giunto ad un livello di degrado ambientale senza ritorno, perché troppi sono gli interessi economici in ballo se si volesse davvero “ripulire” la Terra !
A mio parere è giusto dare voce al disagio sociale che stiamo vivendo, ma il rischio più grande è il non essere capiti, il venire fraintesi, come è successo in passato, a chi non rinnegando le proprie radici comuniste, è divenuto oggetto dei vari Berlusconi & Co di una vera “caccia al Comunista cattivo che mangia i bambini”.
A mio parere non è dunque importante dirsi Comunisti, ma trarre da ciò che di più attuale e moderno contiene il messaggio comunista, l’ispirazione per la costituzione di programmi di rinnovamento sociale, prima ancora che politico.
E’ basilare non farsi tentare dal fascino autodistruttivo dell’essere un partito d’elite.
Bisogna parlare una lingua che tutti possano capire e soprattutto vogliano capire. I poveri di oggi non sono solo quelli dei quartieri più degradati delle periferie delle grandi città, ma quelli che si aggirano nei centri commerciali con i carrelli pieni di tutto ciò che è inutile e di rate che impoverendoli mese dopo mese, serviranno a pagare tanta inutilità privandoli gradualmente della possibilità di avere il necessario.
Il Comunismo dovrebbe essere solo il punto di partenza per la creazione di un pensiero nuovo, in grado di arrivare a tutti i livelli della società (anche là dove la società è cattolica) , in modo capillare e con progettualità concrete.
E’ necessario trovare le parole per far capire che i media non solo equiparano la pubblicità di un detersivo alla presentazione di un leader politico, con tutto ciò che ne consegue, ma ci spingono a non saper distinguere più il necessario dal superfluo, impoverendoci economicamente e spiritualmente.
A mio parere il primo “dictat” è ESSERCI sempre, ovunque vi siano disagi, malcontento, ovunque vi siano donne e uomini a cui dare il coraggio di dire NO!!!!!!
Alex-drastica
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