Press "Enter" to skip to content

IRAQ, UNA MATTINA SI SON SVEGLIATI

L’IRAQ DAL 91 A OGGI E ALCUNI COMMENTI

IRAQ, UNA MATTINA SI E’ SVEGLIATO

Lo scopo di questo lavoro è quello di aggiornare i dati su quanto è accaduto e sta accadendo in Iraq. Tutta la serie di continui attentati che succedono giorno per giorno e che giustamente fanno notizia, complicano da un lato la visione complessiva di quello che è l’Iraq oggi.Non si può comunque prescindere da un breve quadro storico di quanto è successo negli ultimi 16 anni in Iraq. Faremo quindi una breve storia dell’Iraq dal 1991 a oggi perché è da quella data che è iniziato l’olocausto in Iraq.

Il termine olocausto lo uso nel significato di accanimento criminale di un popolo contro un altro popolo e quindi l’accanimento criminale statunitense e britannico contro il popolo iracheno. L’accostamento all’olocausto esiste anche nella campagna propagandistica effettuata dagli anglo-americani, tendente a far identificare gli iracheni come il male assoluto, un popolo il cui unico scopo di vita sarebbe stato, attraverso i loro leader nazionali, quello di attentare alla sicurezza nazionale anglo-americana, così come hitler dipingeva gli ebrei come continuamente indaffarati a rovinare la vita del popolo tedesco. Ne consegue l’accostamento hitler,clinton,bush,major,blair.

La prima guerra del golfo

Con quella guerra si distrussero la rete idrica e fognaria,chiaramente essenziali alla vita di ogni paese, la rete elettrica, che oltre ai principali scopi civili, era fondamentale per il funzionamento di ospedali, laboratori medici e produzione agricola. Vennero usate armi non convenzionali e si bombardarono reattori nucleari, impianti chimici e altri siti a rischio di disastro ambientale. Come tocco di pennello finale a questa loro impresa, gli americani spararono perfino sull’esercito in ritirata dal Kuwait, praticamente fucilandoli alla schiena.

L’embargo successivo alla guerra fu totale, impediva cioè qualsiasi scambio con l’estero, e ciò rese difficilissimo il ripristino delle infrastrutture del paese, e addirittura il sostentamento alimentare della popolazione, che fino allora importava beni per circa il 70% del suo fabbisogno alimentare.Gli effetti devastanti dell’embargo vennero subito notati dalla comunità internazionale, in particolare organizzazioni quali l’Unicef, la Fao e altri segnalavano sistematicamente all’onu i suoi effetti letali sulla popolazione irachena.

L’Unicef affermava nel 1996 che morivano 4500 bambini al mese per fame e malattie derivanti dall’embargo o che l’embargo rendeva impossibile curare. L’ambasciatrice usa all’Onu albright in una trasmissione televisiva americana affermava che anche se erano già morti 500000 bambini ne valeva la pena.

Nel ’98 l’Unicef ancora affermava che il numero dei bambini morti al mese sotto i 5 anni era salito a 7500 al mese, mentre prima della guerra erano 540. L’embargo negava anche il diritto all’istruzione oltre che alla vita. La malnutrizione era cronica e diffusa, basandosi su un apporto calorico inferiore alla metà di quello richiesto da una sana alimentazione. Il peso dei bambini in particolare era diminuito del 22%; un milione di bambini non avrà mai le normali facoltà mentali per carenza di proteine necessarie allo sviluppo del cervello.

Nel ’99, 70 membri del congresso statunitense inviarono una lettera a clinton invocando la sospensione dell’infanticidio travestito da azione politica.

I risultati complessivi dell’embargo fino al 2003 si possono riassumere in una cifra che può variare dai 2 ai 3 milioni di morti ( cifre da tenere in considerazione per una valutazione sui possibili effetti di morte della guerra del 2003 ) e una forte disgregazione del tessuto sociale con notevole aumento di fenomeni quali l’accattonaggio, bambini di strada, crimine e prostituzione.

In particolare per dare un’idea precisa di cosa abbia rappresentato l’embargo contro l’Iraq si può ricorrere a un’indagine fatta già nel ’96 da una commissione internazionale e i cui risultati furono portati in esame alla corte internazionale sui crimini di guerra riunita a Madrid nel novembre 1996. I membri della corte riunivano tra gli altri un ex ministro della giustizia statunitense, un membro dalla camera dei lord inglese, l’allora direttore del centro per i diritti costituzionali statunitense, un membro del parlamento tedesco e altri esperti di diritto provenienti da tutto il mondo.

Il verdetto finale ha rilevato il mancato rispetto dello Statuto di Norimberga e della Convenzione di Ginevra e ha incriminato per genocidio e crimini contro l’umanità gli Stati Uniti, il loro presidente bill clinton, l’ambasciatrice statunitense all’Onu albright, il Regno Unito e il suo primo ministro major, l’allora segretario generale dell’ONU butros-gali e tutti gli ambasciatori dal 1991 a oggi dei paesi che hanno fatto parte del consiglio di sicurezza.

Gli Stati Uniti hanno iniziato la loro condotta criminale durante la prima guerra del golfo usando armi illegali con uranio impoverito che hanno impregnato suolo, falde acquifere e altre risorse con effetti imprevedibili per il futuro. In seguito è stato commesso genocidio per fame e malattia, mediante l’impiego di sanzioni economiche che hanno funzionato da armi di distruzione di massa.Hanno alterato le funzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU mediante coercizioni politiche e economiche, impiegando minacce sistematiche per impedire azioni dirette a fermare l’embargo. Tutto ciò nonostante i rapporti pervenuti regolarmente per 5 anni da parte dell’unicef e della fao che descrivevano morti, danni e sofferenze causate dall’embargo. Ciò che prova la piena consapevolezza e intenzionalità di coloro che hanno portato avanti l’embargo.

Ancora nel 2000 l’Associazione internazionale di giuristi ha confermato il giudizio di crimini contro l’umanità e genocidio perpetrato ai danni della popolazione irachena.

Il nostro commento può solo aggiungere che i suddetti giudizi dati dal ’96 in poi, vanno estesi a coloro che nelle amministrazioni americane e inglesi hanno continuato fino al 2003 il lavoro dei loro predecessori;lo stesso vale per i membri di sicurezza dell’ONU.

Dopo tutto questo bel lavoro, anglo-americani e soci decidono che tutto questo ancora non basta e bisogna occupare militarmente il paese. Dopo tutti i danni che stavano già facendo con un embargo più che decennale, hanno avuto la faccia tosta di dire che gli iracheni li stavano aspettando a braccia aperte e con i fiori in mano; ma le bugie come sempre hanno le gambe corte.

La seconda guerra del golfo

Il resoconto di ciò che è successo in Iraq da marzo 2003 è lacerante per le coscienze, ma soprattutto ha scaraventato all’inferno qui e ora la popolazione irachena, sebbene ne abbia messo in evidenza l’orgoglio, la sua dignità, il suo coraggio. Credo che se davvero esiste l’inferno, Dio non sia riuscito a fare di più di quanto hanno fatto gli americani. La mortale e terrificante macchina bellica anglo-americana non fa altro che ingrossare le file della resistenza e il sentimento di odio nei confronti degli invasori; il termine odio probabilmente è inadeguato per esprimere quello che gli iracheni, e con loro una gran parte del mondo arabo, più altre persone sparse ai 4 angoli del pianeta provano per gli anglo-americani o, in qualche modo a ragione , per il mondo occidentale nel suo complesso.

Bisogna innanzitutto ricordare che è stato totalmente negato dalle stesse commissioni messe in piede dagli anglo-americani che in Iraq c’erano armi di distruzione di massa e legami con alqaeda. E’ quindi solo su false premesse che si è entrati a forza di bombardamenti in quel paese. Non solo sono entrati in Iraq con le bombe, ma una volta entrati hanno solo continuato ad alimentare il risentimento nei loro confronti.

Hanno lasciato innanzitutto saccheggiare il paese, e hanno preso loro stesso parte al saccheggio, secondo antica consuetudine. Poi hanno iniziato ad arrestare gente innocente e a torturarla. Le prime indagini su maltrattamenti verso i prigionieri sono iniziate già a maggio 2003. La croce rossa inviò un primo rapporto sulla situazione nelle carceri già ad ottobre 2003. Ad aprile 2004 venne alla luce il caso Abu grahib riguardo al quale la stessa croce rossa ha affermato che abusi e torture erano sistematiche e non si trattava di semplici aberrazioni o casi isolati. Ancora a settembre 2005 human rights watch accusa l’esercito americano di torturare sistematicamente i prigionieri. Tutto ciò semplicemente testimonia una costante nel comportamento degli invasori e del loro governo fantoccio.

Poi ci sono le brutalità assolute sulla popolazione civile, delle quali molte ovviamente non saranno salite alla cronaca o comunque non saranno state indagate.

Riporterò solo un paio di casi eclatanti.

A novembre 2005 una bomba esplose al passaggio di una pattuglia nel villaggio di Haditha, e un marine morì. Il resto della pattuglia pensò subito di vendicarsi: prima fermarono un taxi che si trovava a passare,ne fecero scendere i 5 occupanti e li ammazzarono sul posto. Non soddisfatti, iniziarono ad entrare nelle case più vicine ammazzando chiunque trovassero davanti. Si fermarono dopo aver ammazzato 24 persone, la maggioranza donne e bambini.

A marzo 2006 cinque soldati americani entrano in una casa dove da giorni si stavano recando perché attratti da una ragazza di 14 anni, tentando di convincerla ad andare con loro. Stufi di predicarla, entrano, ne ammazzano i genitori e la sorella di cinque anni, la violentano, poi la ammazzano e le danno fuoco.

L’unico commento lo faccio segnalando che quattro mesi dopo, due soldati dello stesso battaglione sono stati presi in ostaggio da un gruppo di combattenti iracheni, che li ha prima torturati e poi decapitati, dichiarando di aver voluto così vendicare l’episodio dello stupro omicida. Gli americani almeno qualcosa di buono l’hanno fatto: ora si possono anche vantare di aver ucciso qualsiasi sentimento di perdono e tutte le cialtronerie sulla pena di morte.

In generale si può dire che la resistenza irachena viene alimentata da tanti fattori e che è difficile risalire a quali siano i più determinanti. Tra l’altro gli americani hanno pensato bene che per mettere fine al torto che gli sciiti subivano sotto il regime precedente, adesso era il caso di lasciargli maltrattare un po’ i sunniti, cosa molto intelligente e lungimirante.

L’Iraq nel 2007

Gli americani sono in ogni caso sempre bene informati degli umori della popolazione e degli effetti delle loro azioni. Lo erano quando distruggevano il sistema idrico iracheno e bombardavano siti che potevano provocare catastrofi ambientali 16 anni fa; lo erano quando la mancanza di tutti i generi di prima necessità dovuta all’embargo ha fatto schizzare il tasso di mortalità della popolazione all’ennesima potenza. Così oggi sono informati di quanto sia vasto e stia crescendo il sentimento di odio nei loro confronti che la loro presenza nel paese sta alimentando, e l’aspetto più grave probabilmente è l’odio che sta crescendo anche tra le diverse etnie religiose irachene. Ci sono stati almeno una dozzina di attacchi kamikaze contro la popolazione civile che hanno causato centinaia di morti e feriti, senza contare quelli che fanno morti e feriti solo a decine. Va ricordato, che i famosi miliziani di alqaeda, o stranieri in generale, sono una percentuale assolutamente irrilevante all’interno del movimento di resistenza popolare iracheno, anche se rappresentano il 50% di coloro che compiono attacchi kamikaze, ed anche di questo gli iracheni devono ringraziare gli americani, visto che alqeda prima della guerra era completamente assente dall’Iraq.

Nonostante tutto gli iracheni hanno saputo organizzarsi contro gli stranieri, e la loro frammentazione in piccoli gruppi dimostra solo l’assoluta spontaneità e l’enorme diffusione del loro movimento e dell’odio nei confronti degli invasori, che dopo quattro anni tiene ancora sotto scacco l’esercito più potente del mondo che sta rischiando di avere la peggio. C’è stata almeno una dozzina di grosse battaglie urbane, come quella di Falluja per esempio, dove i guerriglieri erano addirittura diverse migliaia. Ci sono stati raid, come quello di Karbala di recente, dove una dozzina di guerriglieri travestiti da soldati americani, sono entrati in un palazzo dove ufficiali americani stavano tenendo una riunione. I guerriglieri falsi soldati una volta entrati nell’edificio hanno iniziato a farsi strada lanciando bombe, la cui esplosione ha ucciso un americano; poi si sono allontanati con quattro ostaggi che dopo un po’, per far terminare l’inseguimento hanno dovuto abbandonare per strada non prima di averli ammazzati.

Rapporti statunitensi affermano che i circa 40 gruppi armati presenti in Iraq, dovrebbero contare circa 100.000 guerriglieri, mentre quasi altrettanti sarebbero stati messi fuori gioco perché uccisi o fatti prigionieri.

Tutto questo sullo sfondo di sondaggi che rilevano come il 70% della popolazione irachena vuole che gli americani lascino il paese, anche se ritiene che gli americani non se ne vogliano più andare, e come il 50% di essa approvi gli attacchi alle forze della coalizione ( a fine 2006 gli attacchi contro le forze della coalizione erano circa 1000 alla settimana). Per far fronte ad una tale situazione, l’esercito americano si è visto costretto da un lato ad estendere la durata delle missioni dei soldati da 12 a 16 mesi, dall’altra ad abbassare i limiti che ponevano in precedenza all’arruolamento di persone con la fedina penale sporca. In ogni caso, il tasso di mortalità dei soldati statunitensi continua ad aumentare avendo superato di recente i 3 morti al giorno.

Il generale statunitense Mc Caffrey ha stilato di recente un rapporto in cui dipinge un piccolo quadro della situazione in Iraq. Nel rapporto si afferma che l’attuale governo gode di scarsissima fiducia. Non c’è nessun servizio che funzioni regolarmente in tutto il paese, non c’è nessuna zona del paese che sia sicura nelle mani delle forze della coalizione. Nessun membro del governo o della coalizione, nessun giornalista,diplomatico, operatore assistenziale di ong, può camminare nelle maggiori città senza una pesante scorta armata. La polizia viene vista come una milizia sciita responsabile di migliaia di assassini. La popolazione è disperata, terrorizzata da bande criminali che fanno sequestri, estorsioni, rapine,stupri.

Per avere un’idea complessiva della situazione abbiamo molti altri dati.

Si discute molto sul numero dei morti. Il ministero iracheno ha dato la cifra di 150000 morti fino ad ottobre 2006. Un gruppo di ricerca statunitense parla invece di 600.000, cifra molto più realistica se tiene conto di quello che era il tasso di mortalità già prima dell’ultima invasione, che negli ultimi anni prima della guerra era non molto inferiore ai 100.000 morti all’anno solo dovuti agli effetti dell’embargo.

2.000.000 di iracheni hanno lasciato il paese e altri 2.000.000 sono sfollati interni.Come se in Italia per qualche ragione 6.000.000 di persone mancassero all’appello e 5.000.000 di persone fossero sfollati.

La situazione sanitaria è regredita ai livelli degli anni ‘50 mentre erano all’avanguardia a fine anni ‘80.

Il 70% dei bambini ha subito traumi psicologici.

A Bagdad muoiono di morte violenta tante persone al giorno quante prima ne morivano in un mese ( oggi muoiono circa 1000 persone al mese di morte violenta), a Karbala le morti violente al mese sono passate da 1 a 55; a Tikrit da 0 a 17; a Kirkuk da 3 a 34.

Un recente rapporto della croce rossa afferma che la situazione generale continua a peggiorare. Cadaveri giacciono per le strade, così come i rifiuti. Negli ospedali il personale è assolutamente insufficiente e ridotto al lumicino.

Su tutto ciò, il Tribunale mondiale sull’Iraq, nel giugno del 2005, ha espresso un suo rapporto e parere. Ha incriminato per crimini contro l’umanità, chiedendo che vengano processati, il consiglio di sicurezza dell’Onu , la coalizione anglo-americana nel suo complesso, tutti i paesi che in ogni caso hanno dato anche il solo supporto logistico all’azione della coalizione,e le multinazionali coinvolte nella spartizione del bottino di guerra. Accusa le forze armate che reggono il paese di reprimere brutalmente atti di pacifica resistenza della popolazione, alla base tra l’altro della famosa battaglia di Falluja. Si accusa il consiglio di sicurezza dell’Onu di complicità con tutto quanto è accaduto in Iraq, e si accusano organi di stampa, tra cui BBC e CNN di aver platealmente e consapevolmente mentito e aver agito da organo agli ordini dei suddetti criminali di guerra.

Lo stesso tribunale si esprime a favore di azioni dirette contro i già citati criminali e che si dia maggiore slancio alla lotta internazionale per smantellare le basi americane all’estero.

Rammenta infine che secondo gli stessi principi stabiliti dall’Onu è legittima la resistenza popolare contro gli eserciti invasori.

DAL LETAME NASCONO I FIOR ( DE ANDRE’)

Cosa si può dire a conclusione:la resistenza del popolo iracheno è massima affermazione di dignità umana, a buona ragione diretta contro qualsiasi presenza militare straniera e sotto qualsivoglia maschera. La resistenza popolare irachena lascia acceso un lumicino di speranza per le sorti di un’umanità odierna che a confrontarla con i barbari, quest’ultimi appaiono dei veri gentiluomini, lasciando perdere che gli animali a nostro confronto ne escono addirittura angelicati.

Il movimento contro la guerra non può fare a meno di schierarsi contro qualsiasi governo che non esca immediatamente da qualunque tipo di alleanza che comprenda i succitati criminali di guerra, e non può che ritenere complici tutti coloro che portano avanti rapporti di qualsiasi tipo con i criminali di guerra . Purtroppo il nostro governo , ma non c’era da aspettarsi che questo, continua ad attestare la sua lealtà nei confronti dei più grandi criminali della storia, e cosa ti aspetti in uno stato dove a stento si riescono ad arrestare i ladri di polli, mentre le mafie gestiscono impunite la cosa pubblica.

Ciò nonostante, la lotta contro le basi Nato in Italia va portata avanti quale appoggio ai partigiani iracheni e non deve fermarsi quand’anche riuscisse a fermare la costruzione della nuova base di Vicenza, e in fin dei conti, la questione ultima da affrontare, resta quella di un superamento totale del tipo di società in cui viviamo.Bella ciao è tornata in circolo.

VIVA L’IRAQ LIBERO!

VIVA LA RESISTENZA POPOLARE CONTRO L’OPPRESSORE!

PASQUALE DE VITA

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *