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Scissionisti del Prc “Via dalla maggioranza”

Lo “sceriffo” Sergio Cofferati è un “Ceausescu Liberista”,

assimilabile al “bandito Giuliano”, la definizione che una caustica

prima pagina del Manifesto ha dato del ministro Amato e della sua

crociata contro la microcriminalità. Ma anche l’Altra Sinistra – cioè

Verdi, Rifondazione e Cantiere – è “complice” dell’amministrazione, in

quanto “sembra sempre pronta allo sconquasso, ma poi vota i principali

provvedimenti della giunta”. Ne hanno davvero per tutti, Marco

Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori, e

Michele Terra, responsabile bolognese. La costola del Prc che si è

staccata un anno e mezzo fa e che, in gennaio, con il primo congresso,

diventerà a tutti gli effetti un partito, ha convocato ieri i

giornalisti per presentarsi come forza alternativa (alle ultime

elezioni hanno preso circa l’1%). “Il sindaco dice che certa sinistra

è benaltrista? Lui è così – sostiene Terra -, colpisce i più deboli,

come i lavavetri, e poi aumenta l’Irpef”. L’altra Sinistra, del resto,

“deve decidersi, a livello nazionale come locale. Io sfido i compagni

del Prc e dei Verdi a costituire nei luoghi di lavoro comitati per il

“no” alla riforma delle pensioni e sul precariato – incalza Ferrando

-. Un contributo vero contro la burocrazia della Cgil”.

Più sfumata la posizione del Pcl sul Vaffanculo-day di Beppe Grillo:

“Non c’è una adesione politica vera e propria – precisa Ferrando -.

Non condividiamo lo sciopero fiscale, né firmeremo la proposta di

legge d’iniziativa popolare. Ma, quello di Grillo, è un popolo con cui

vogliamo dialogare”

a.bo.

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