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il partito comunista

ragionamento su alcuni aspetti dell’attuale situazione politica e sociale fondamentali per la costruzione di un partito comunista

Il partito comunista

La classe dirigente dei partiti comunisti si è guadagnata stipendi favolosi e status sociale che la borghesia è stata contenta di riconoscergli visto il ruolo ben svolto di contenimento delle rivendicazioni proletarie.

Alla vecchia analisi dei borghesi quali nostri nemici va aggiunta in tale categoria la classe politica. Affinchè i nostri rappresentanti politici non passino più dall’altra parte bisogna eliminare le cause materiali di ciò, e cioè non concedere più a costoro i privilegi di cui godono, rendendoli compartecipi dell’espropriazione del plusprodotto creato dal proletariato. I politici hanno diritto mensilmente a usufruire di una quota di salari e stipendi sottratta al proletariato.

Purtroppo non so fornire le esatte percentuali della ripartizione dell’esproprio borghese, per cui lo schema è puramente esemplificativo.

Il prodotto sociale del proletariato, e quindi valore più plusvalore, viene così ripartito

( percentuali da definire )

1) proletari ( attivi e non)

2) servizi sociali

3) stipendi, pensioni e prebende della classe politica e manageriale statale

4) borghesia.

Mentre il capitalista se chiude l’azienda termina l’opera di esproprio, i politici mantengono questo diritto a vita, diritto che acquisiscono in breve tempo e che attualmente in Italia hanno la possibilità di consolidare in soli due anni sei mesi e un giorno (30 mesi e un giorno – il nuovo welfare stabilisce un potenziale limite al contratto di lavoro a tempo a 36 mesi, estendibile per ulteriori 36. e lo chiamano limite!!!!).

Se il comunismo vuole abolire le classi, non può non abolire tra le altre la classe politica, e i membri del partito comunista non possono in alcun modo in nome dello sfruttamento del proletariato godere di quei privilegi, altrimenti partiamo già sconfitti in partenza.Consideriamo che il 75% degli italiani dichiara meno 20.000 euro all’anno, e che se sottraiamo una quota di evasione restiamo comunque sopra i due terzi di essi; consideriamo che il 35% dei lavoratori italiani e 9 milioni di pensionati non raggiungono i 1000 euro al mese e stabiliamo quindi quanto possiamo retribuire eventuali nostri incaricati per restare credibili agli occhi di quei proletari. Va definita anche la durata degli incarichi e la loro possibile o meno continuazione.

Rileggendo un po’ i nostri classici si vede che questi problemi erano comunque stati avvertiti.

Marx riteneva assolutamente valido il modello della Comune di Parigi dove tutti i funzionari dello Stato ricevevano salari da operaio. Engels rilevava come la tendenza della burocrazia statale fosse quella di diventarne padroni, e cioè di usarla per i propri scopi privati. Lenin voleva che i funzionari dello Stato venissero modestamente retribuiti, che tali funzioni venissero adempiute a turno da tutti, e che scomparissero infine in quanto funzioni di una speciale categoria di persone. Una trattazione sistematica avveniva con le tesi dell’aprile ’17 dove affermava alcuni principi chiari in merito a compiti politici e amministrativi e cioè:

1) diritto di revoca immediata

2) nessun funzionario deve ricevere più del salario di un operaio qualificato

3) nessun esercito permanente e nessuna casta privilegiata di ufficiali, ma il popolo armato. Gli ufficiali devono essere eletti.

4) Nessuna elite burocratica. Ogni carica si deve occupare a rotazione fra il popolo.

( piccola digressione:

Lasciatemi osservare con piacere che Lenin utilizza il termine “casta”. Lì siamo in piena rivoluzione, e a proposito voglio inserire solo per inciso una idea di Marx su un tema cha va poi trattato specificamente: il comunismo è pssibile empiricamente solo come azione dei popoli tutti in una volta simultaneamente.)

Tutte quelle idee su caste e quant’altro erano molto importanti, e una riprova ci è data da Trokty e quindi a posteriori quando dice che necessità contingenti della rivoluzione avevano imposto il riformarsi dell’esercito e della burocrazia e che ciò avrebbe reso il regresso verso il capitalismo sempre possibile:” gli operai in marcia verso il socialismo dovranno rovesciare quei due corpi staccatisi dalla società.

pasquale de vita

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