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Sinistra/ Ferrando (Pcl) ad Affaritaliani.it: fuga in massa di circoli del Prc e del Pdci verso di noi

da AffariItaliani.it- il primo quotidiano on line

URL: http://www.affaritaliani.it/politica/ferrandosinistra141008.html

Mercoledí 15.10.2008 14:30

“Siamo assolutamente per l’unità delle sinistre contro il governo e il padronato, ma sul terreno della costruzione dell’unità dei comunisti ci sviluppiamo come partito indipendente attorno ad alcuni punti programmatici che consideriamo discriminanti. Siamo per l’unità però attorno a principi chiari, ogni altra forma di unione come quella che è stata alla base di Rifondazione Comunista finisce per disintegrarsi”. Intervista a tutto campo di Affaritaliani.it al leader del Partito Comunista dei Lavoratori, Marco Ferrando. “Dopo tanti processi di crisi vogliamo costruire l’unità su basi di granito. Siamo l’unico partito della sinistra in Italia che sta crescendo”.

I principi? “Primo: assoluta autonomia e alternatività a qualunque governo borghese di Centrodestra o di Centrosinistra sul piano nazionale e locale. Consideriamo il Pd come un partito dell’establishment, del mondo della grande impresa e delle banche. Il grosso dei suoi interessi sta nel mondo imprenditoriale che fa affari con Berlusconi. Senza una rottura e con il Partito Democratico e una ricollocazione all’opposizione delle giunte locali guidate dal Pd non si può costruire una sinistra autonoma e coerentemente alternativa. La differenza con Ferrero e Diliberto è che loro stanno in giunte come quella di Penati alla Provincia di Milano che sul terreno della xenofobia ha simulato politiche para-leghiste. Ma altri esempi sono le giunte Marrazzo nel Lazio e Burlando in Liguria. Insomma, assoluta autonomia dai Democratici e da Veltroni”.

Il secondo punto – secondo Ferrando – è il “programma anticapitalista, non una semplice critica al capitalismo. Siamo per l’abolizione della proprietà privata della grandi imprese e delle banche e per la nazionalizzazione degli istituti di credito e non dei loro debiti sotto il controllo dei lavoratori e senza indenizzo. Siamo per una prospettiva di governo dei lavoratori. Bisogna riorganizzare dalle fondamenta l’intera società a partire dal recupero di un controllo pubblico sui principali mezzi di produzione, di credito e di scambio. La nostra è un’alternativa socialista che ci distingue in modo netto da Ferrero, Bertinotti e Diliberto, i quali ripropongono quello che chiamano il compromesso riformatore con la borghesia dinamica”.

Il suo è un appello a Rifondazione e al Pdci?

“Avrebbe una risposta scontata. I nostri principi li abbiamo sottoposti pubblicamente due anni fa, quando ci siamo rivolti a tutti i comunisti. Questa ricomposizione unitaria alla base ha raccolto moltissimi compagni del Prc e del Pdci ma ha trovato un netto rifiuto dei gruppi dirigenti, inclusi Diliberto e Ferrero. Poi, siccome non siamo settari, siamo disponibili a realizzare un’unità d’azione comune contro il governo insieme a questi partiti, come la manifestazione dell’11 ottobre scorso. Ma non c’è alcuna possibilità di un’alleanza sul programma e non per volontà nostra”.

Quindi ci sarebbe una fuga da Rifondazione e Comunisti Italiani verso il vostro Pcl…

“E’ un processo in crescita, esploso in particolare nell’ultimo anno, immediatamente prima e soprattutto dopo la sconfitta elettorale dell’Arcobaleno. Con noi sono passati diversi settori di base. I gruppi che vengono nel Pcl solitamente sono circoli di base, approdati a noi sono nell’ordine di diverse decine tra collettivi, circoli, sezioni e coordinamenti locali del Prc e del Pdci. Poi anche piccoli settori di gruppi dirigenti locali e molti lavoratori di queste formazioni politiche e dei sindacati di base. Le altre forze della sinistra radicale sono state travolte dall’esperienza del governo Prodi, nella quale hanno avuto una corresponsabilità nelle scelte politiche contro cui erano nate. La crisi ha portato a un’emorragia progressiva e a valanga, molti compagni sono andati a casa e molti altri verso di noi. Abbiamo fatto argine a sinistra”.

E in futuro?

“Ci presentermo con la nostra identità alle elezioni europee e in tutte le Amministrative, prima di tutto in Abruzzo, dove stiamo completando la raccolta del firme. Poi nel 70% delle province italiane dove si vota nel 2009, ovunque saremo presenti come partito”.

Un esempio di esecutivo dei lavoratori al quale si ispira Ferrando è “il governo dei Soviet che c’è stato in Russia tra il 1917 e il 1921. Un governo dei lavoratori come noi lo intendiamo, con organismi di base del mondo del lavoro che esercitano il potere politico in forma coordinata e centralizzata, in rapporto con il partito comunista, e in questo modo riorganizzano l’intera società. E’ il rovesciamento del capitalismo ma non ha niente a che vedere con lo stalinismo e niente a che vedere con le forme burocratiche tipo Urss o Cina. Il modello e il primo Lenin. Il troskismo è la continuità del bolscevismo. L’attuale crisi catastrofica del capitalismo internazionale e il fallimento della vecchia illusione di una riforma sociale del capitalismo sono la conferma dell’attualità storica, oggi, di un programma anti-capitalistico”.

redazionale

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