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GLI OPERAI DEVONO RESISTERE AL GOVERNO

lo sciopero dle 12 dicembre

da il Tirreno

La parola ai lettori

La manifestazione fatta a Massa e nel resto dell’Italia deve essere l’inizio di un’ondata di contestazioni per abbattere il governo Berlusconi e in linea generale il capitalismo.

Un corteo come in gran parte del Paese sotto l’acqua che non ha intimorito nessuno perché la posta in palio è altissima: LA SOPRAVVIVENZA.

Questo sciopero non era stato indetto inizialmente dalla CGIL, bensì dal sindacalismo di base e da una grande fetta di lavoratori delle fabbriche insieme alla sinistra del sindacato di Epifani, la FIOM. La mobilitazione popolare e le divergenze con CISL e UIL, in primis la cena a lume di candela con Berlusconi e Marcegaglia, hanno costretto la CGIL a scendere in piazza e a farsi sentire. Questo sciopero deve rappresentare la nascita della resistenza del movimento operaio per dare una risposta agli sfruttatori e alla crisi economica che avanza.

In questi ultimi anni i padroni e i banchieri, con la regia dei governi di centrodestra e centrosinistra hanno aumentato i loro profitti a scapito dei lavoratori, nei prossimi mesi se non ci sarà una risposta di massa degli operai di fronte a questa enorme crisi molte famiglie non potranno sfamarsi a lungo. Ricordiamoci della crisi Argentina del 2001 dove lavoratori e studenti insorsero contro il governo e costruirono attraverso le assemblee popolari la loro resistenza. Gli operai risposero alla chiusura delle fabbriche e ai licenziamenti di massa con l’occupazione degli stabilimenti e la ripresa della produzione nonostante l’assenza del padrone, garantendosi un salario per sopravvivere. Oppure gli scioperi francesi del 2006 degli studenti e l’anno scorso dei camionisti che paralizzarono tutta la nazione. Questi avvenimenti dimostrano come l’autorganizzazione dal basso e l’autonomia di classe dei settori sociali oppressi siano gli unici metodi che possano strappare risultati concreti, metodi che riescono a piegare il potere statale attraverso la creazione di un vero e proprio contropotere popolare. Rafforziamo l’unità dei lavoratori anziché dividere il fronte di lotta come stanno facendo altre confederazioni sindacali per abbattere le politiche antioperaie dell’ennesimo Governo Berlusconi.

Nicolò Menchelli

PCL Massa-Carrara

Nicolò Menchelli PCL Massa-Carrara

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