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BRUCIARE BANDIERA SIONISTA È GESTO SIMBOLICO DI RIVOLTA E LIBERAZIONE

Roma, 5 gen. – (Adnkronos) – «Sotto il fuoco terrificante della macchina da guerra di Israele, i palestinesi non hanno alleati presso

i vertici dell’Onu o in Barack Obama: possono contare solamente sulla propria eroica resistenza, su una possibile sollevazione araba in tutto il Medio Oriente, sullo sviluppo della mobilitazione in

Occidente». Lo afferma Marco Ferrando del Partito comunista dei lavoratori, secondo il quale «è necessario promuovere una grande

manifestazione nazionale a Roma capace di coinvolgere unitariamente,

al fianco dei palestinesi, tutte le forze della sinistra e dell’associazionismo. Una manifestazione che rivendichi il diritto di protestare sotto Palazzo Chigi e sotto le ambasciate filo-sioniste,

come in tutti gli altri Paesi, e che respinga ogni intimidazione da

parte del governo e del Pd».

«Come nel resto del mondo, le bandiere di Israele bruciate

nelle piazze non significano affatto disprezzo del popolo ebreo, ma

disprezzo e rifiuto del regime sionista -aggiunge- Un regime che non

solo nega le migliori tradizioni dell’ebraismo, ma che si fa scudo del

popolo ebreo per giustificare l’oppressione dei palestinesi: e che

proprio per questo espone cinicamente il popolo ebreo ai rischi di

ritorno dell’antisemitismo. Bruciare la bandiera dell’oppressione

sionista è dunque un gesto simbolico di rivolta e di liberazione. Per

i palestinesi, e per gli stessi ebrei».

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(ANSA) – ROMA, 5 GEN – «Sotto il fuoco terrificante della macchina da guerra di Israele, i palestinesi non hanno alleati presso i vertici dell’Onu, nell’alta diplomazia europea o in Barack Obama: possono contare solamente sulla propria eroica resistenza, su una possibile sollevazione araba in tutto il Medio Oriente, sullo sviluppo della mobilitazione in

Occidente». Lo dice Marco Ferrando, del Pcl secondo il quale «è necessario e urgente promuovere una grande manifestazione nazionale a Roma capace di coinvolgere unitariamente, a fianco

dei palestinesi, tutte le forze della sinistra e

dell’associazionismo».

«Una manifestazione – spiega – che rivendichi il diritto di protestare sotto Palazzo Chigi e sotto le ambasciate filosioniste, come in tutti gli altri Paesi, e che respinga ogni

isteria e intimidazione da parte del governo e del Pd. Come nelle manifestazioni di tutto il mondo, le bandiere di Israele bruciate nelle piazze, non significano affatto disprezzo del popolo ebreo, ma disprezzo e rifiuto del regime sionista. Un

regime che non solo nega le migliori tradizioni dell’ebraismo ma che si fa scudo del popolo ebreo per giustificare l’oppressione

dei palestinesi: e che proprio per questo, oltretutto, espone cinicamente il popolo ebreo ai rischi di ritorno dell’antisemitismo nel mondo». (ANSA).

info@pclavoratori.it

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