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PROGRAMMA DEL
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
PER LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2009
IN SARDEGNA

PROGRAMMA DEL

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

PER LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2009

Due bande politiche si contendono il

governo della regione sarda, entrambe capeggiate da borghesi: quella di

Cappellacci e l´altra di R. Soru. La prima si fonda sulla borghesia sarda vera

e propria. L´altra, quella di Soru, si

fonda su quelle che erano le tradizionali burocrazie del movimento operaio

della Sardegna. Entrambe le bande hanno lo stesso fine: proseguire nello

smantellamento di tutte le conquiste che i lavoratori e le lavoratrici hanno

ottenuto con le lotte che ebbero inizio con l´ondata di lotte iniziata con lo sciopero del 5 marzo

1953 e proseguita fino ai primi anni ´70

quando, per la prima volta, nello stato italiano, dopo il biennio rosso e poi,

dopo, la lotta armata di popolo contro il nazifascismo, emersero tutte le

condizioni oggettive per un rovesciamento socialista del capitalismo.

Le differenze tra queste due bande politiche

era solo sulla tattica per arrivare a quel fine.

Ma oggi il crack generale del

capitalismo rende ormai superate quelle tattiche ed entrambe si apprestano a

governare solo col bastone.

Il Partito Comunista dei Lavoratori

per la IV Internazionale è schierato contro entrambe le bande ed in questa

campagna elettorale, come nelle lotte e nelle mobilitazioni, si batte per unire

tutta la classe lavoratrice e per conquistare un governo dei lavoratori che

faccia pagare la catastrofe del capitalismo a capitalisti e banchieri. Un

governo che si fondi sul controllo ferreo dell´economia da parte degli

organismi democratici dei lavoratori e delle lavoratrici.

La rivolta popolare greca capeggiata

dalla gioventù studentesca e lavoratrice mostra la strada alle masse sarde e di

tutta l´Europa. Il voto al Partito Comunista dei Lavoratori per IV

Internazionale rafforzerà il vento della rivolta:



gherra, gherra a s´egoismu,

gherra, gherra a

s´oppressore”.

Siti internet: www.pclsardegna.org www.pclolbia.blogspot.com

Per contatti: info@pclsardegna.org pclolbia@yahoo.it

CRISI:

STOP AI LICENZIAMENTI

In Sardegna assistiamo da anni alla chiusura di

stabilimenti industriali e di aziende da parte dei padroni a causa di sporchi giochi

di ristrutturazioni aziendali o di crisi, col conseguente licenziamento di

migliaia di lavoratori: dallo zuccherificio di Villasor fino alla Palmera,

passando per la Legler e via discorrendo negli anni precedenti sono migliaia i

lavoratori finiti in cassa integrazione. Con la crisi economica internazionale

in corso, che si prefigura sempre più come una catastrofe per le condizioni di

vita di vaste masse popolari, la situazione peggiora sempre di più: secondo un

rapporto della Cgil nel 2008 le ore di cassintegrazione rispetto al 2007 in

Sardegna sono aumentate del 36%; nel 2009 migliaia di lavoratori rischiano di

perdere il posto di lavoro, a partire dal Petrolchimico di Porto Torres, in cui

le intenzioni dell´Eni sono quelle della chiusura, e dalla Meridiana, in cui

come per Alitalia si paventa il rischio di licenziamenti o la truffa del

“contratto solidale”, cioè dell´abbattimento salariale per tutti i lavoratori.

Ancora una volta a pagare la crisi dei padroni sono

i lavoratori: è ora di dire basta! Entrambi gli schieramenti, quello del

multimilionario Soru e quello del delfino di Berlusconi, Cappellacci,

balbettano sulla questione dei licenziamenti mentre appoggiano in toto la

politica dei padroni licenziatori e gli regalano milioni di euro. Le ridicole

proposte della ricerca di un nuovo padrone o del finanziamento pubblico ai

padroni delle aziende in crisi hanno dimostrato sempre la loro inutilità: il Partito Comunista dei Lavoratori lancia

una campagna per la nazionalizzazione senza indennizzo ai capitalisti e sotto

controllo dei lavoratori di tutte le aziende in crisi e che licenziano,

l´unica alternativa alla cassa integrazione e alla perdita del posto di lavoro.

Non si capisce infatti perché debbano essere i padroni a licenziare chi lavora,

e non i lavoratori a licenziare chi si arricchisce sulle loro spalle senza

muovere un dito. Neanche un centesimo di indennizzo deve andare ai pescecani: i

debiti li paghino loro!

Rivendichiamo anche un salario minimo garantito da

parte della regione ai disoccupati in cerca di lavoro e un servizio di

collocamento pubblico e sotto controllo dei lavoratori ai fini di evitare il

clientelismo di stampo mafioso.

BANCHE E MUTUI USURAI

Quante famiglie sono costrette a subire il cappio

al collo dei mutui usurai con le banche e, di fronte alla crisi che abbatte

sempre di più il salario, vivono il ricatto dell´infame pignoramento della

casa? Quanti piccoli pastori e piccoli agricoltori sono ridotti alla fame per i

debiti con le banche?

Di fronte a questa vergogna il Partito Comunista

dei Lavoratori rivendica l´esproprio

senza indennizzo e la nazionalizzazione sotto controllo popolare del Banco di

Sardegna e delle banche usuraie, l´annullamento

dei debiti contratti da lavoratori, pensionati, giovani, piccoli pastori e

piccoli contadini impoveriti.

La nazionalizzazione delle banche consentirebbe,

inoltre, di disporre di un ingente quantità di risorse da destinare a scuola,

sanità, trasporti e alla creazione di nuovi posti di lavoro, soldi altrimenti

destinati alla speculazione di un manipolo di banchieri pescecani.

SERVIZI

SOCIALI, TRASPORTI, SCUOLA

Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica:



L´ingente aumento dei fondi pubblici destinati ai

servizi sociali e ai trasporti pubblici, possibile a partire dall´abolizione

dei finanziamenti pubblici ai privati.



La gratuità dei trasporti per i lavoratori e i

giovani



Il potenziamento del sistema ferroviario sardo



La regionalizzazione senza indennizzo e sotto

controllo dei lavoratori delle compagnie di navigazione, ora in mano ai privati

che per il proprio profitto personale fanno pagare un costo eccessivo per il

trasporto marittimo, oltretutto per un servizio scadente.

Punto fondamentale per il PCL, inoltre, è la lotta

alla privatizzazione dell´acqua e del sistema idrico. Rivendichiamo la ripubblicizzazione del servizio idrico

tramite l´esproprio e la regionalizzazione di Abbanona, ma non sotto la

gestione incompetente e mafiosa dei manager e dei servi dei politici locali:

vogliamo che il sistema idrico pubblico sia posto sotto controllo popolare,

per una gestione trasparente e di qualità, per soddisfare appieno i bisogni

della popolazione.

Inoltre il sistema delle condotte idriche in

Sardegna è vecchio e mal funzionante, cosa che produce un enorme spreco di

acqua corrente. La manutenzione delle condotte idriche porterebbe alla

creazione di nuovi posti di lavoro per tantissimi disoccupati in una regione

dove la disoccupazione raggiunge l´11% della popolazione.

Per la scuola rivendichiamo il potenziamento dei

sistema scolastico sardo a partire dall´assunzione a tempo indeterminato e

l´immissione in ruolo di tutti gli insegnanti precari, il controllo edilizio

degli edifici scolastici ad opera di commissioni di studenti, insegnanti e

personale non docente, la gratuità dei libri di testo e la costruzione di nuove

scuole. Tutto ciò richiede uno stanziamento di fondi da parte della Regione,

possibile a partire dall´abolizione dei fondi pubblici alle scuole private e la

loro destinazione alla scuola pubblica.

Onde evitare la dispersione giovanile avanziamo la

proposta della creazione di Centri Polivalenti di aggregazione giovanile,

comprendenti laboratori artistici, sale di proiezione, biblioteche e sale di

registrazione gratuite, gestiti direttamente dai giovani.

SANITA´

Per la

Sanità, esigenza primaria dei cittadini, avanziamo una serie di punti che

costituiscono un programma di svolta per l´istituzione di un sistema sanitario

pubblico, di qualità e gratuito:

1) Via i manager dalla sanità con i

loro ingiustificati mega-stipendi e la loro sostituzione con dei dirigenti pagati

alla pari degli altri lavoratori dipendenti eletti direttamente dai

lavoratori; il controllo della qualità dell´operato dei dirigenti sanitari e

possibilità di revoca immediata di questi da parte dei lavoratori stessi, nel

caso di abusi e illeciti amministrativi.

4) Abolizione immediata delle agenzie

interinali, strumento di oppressione dei lavoratori e di furto di soldi

pubblici. Assunzione di personale amministrativo e sanitario direttamente da

parte dell´ente pubblico, sotto controllo delle rappresentanze dei lavoratori

RSU.

5) Stabilizzazione a tempo

indeterminato di tutti i lavoratori precari della sanità.

6) Obbligo di scelta, da parte dei medici, di

lavorare o nel settore pubblico o in quello privato, per evitare che un medico

che lavori in entrambi i settori riduca la qualità di quello pubblico per avere

un tornaconto nell´ambulatorio privato. Abolizione di ogni finanziamento

pubblico alla sanità privata, che mira a far profitti sulla pelle della

gente.

7) Esproprio senza indennizzo delle

cliniche private con accertati casi di malasanità.

8) Riduzione dell´orario di lavoro a 30

ore per il personale turnistico e a 32 ore per quello non turnistico, e

consistenti aumenti salariali del personale sanitario. Incrementare subito gli ambulatori

pubblici territoriali e interni alle strutture ospedaliere, così da

togliere più cittadini possibile, in particolare quelli meno abbienti, dalle

grinfie del privato. Incrementare l´assistenza domiciliare integrata

(ADI), in particolare per le persone anziane: oltre a favorire l´ammalato,

l´assistenza domiciliare rappresenta un effettivo risparmio per lo Stato.

9) Apertura di reparti di odontoiatria

pubblici, uno per ogni struttura ospedaliera, aperti 24 ore su 24. Oggi solo

l´8% dei dentisti lavora nel settore pubblico. Controlli e cure odontoiatriche

gratuite per tutti, dall´infanzia fino alla vecchiaia.

10) Incremento massiccio degli uffici di

CUP (Centri unificati di prenotazione), con lo scopo di eliminare le liste di

attesa create ad hoc per avvantaggiare le strutture private. Istituzione di

commissioni popolari per tenere sotto controllo le liste d´attesa.

11) Istituzione di commissioni dei

lavoratori per il controllo della qualità e della sicurezza nella sanità e per

vigilare sugli sprechi di farmaci e presidi.

12) Istituzione di farmacie comunali che

garantiscano la gratuità dei farmaci necessari alla cura delle malattie più

diffuse, in particolare che vadano incontro alle esigenze degli anziani.

13) Abolizione dei D.R.G.

(Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi), cioè di finanziamenti erogati alle

strutture ospedaliere in base alla quantità di interventi eseguiti e non

in base alla qualità di questi e alla loro effettiva utilità. Questo sistema ha

generato un furto di soldi pubblici e ha portato a vergognosi scandali (vedi S.

Rita in Lombardia).

14) Finanziamento della ricerca

scientifica per la cura delle malattie e la completa libertà di ricerca al di

fuori delle multinazionali farmaceutiche e dei privati: la ricerca scientifica

deve diventare un mezzo per il benessere sociale, e non un profitto di pochi.

AGRICOLTURA E PASTORIZIA

Tantissimi piccoli pastori e piccoli contadini si

sono impoveriti in questi ultimi anni schiacciati sia dai debiti con le banche,

sia dall´imposizione dei prezzi del latte e dei prodotti agricoli da parte dei

grandi industriali e dai grandi rivenditori: chiediamo per la pastorizia la nazionalizzazione senza indennizzo e

sotto controllo operaio delle industrie di lavorazione del latte e dei grandi

caseifici, che mandano in rovina i piccoli pastori imponendo un prezzo del

latte bassissimo; il controllo operaio sull´industria e la pianificazione

economica garantirebbero condizioni di vendita accordate più giuste e

favorevoli anche per i pastori. Lo stesso discorso vale per l´agricoltura e per

i piccoli contadini rovinati dai grandi magnati industriali.

Per tutti i piccoli pastori e contadini indebitati

rivendichiamo l´annullamento dei debiti

contratti con le banche, possibile solo con la loro nazionalizzazione sotto

controllo popolare.

Rivendichiamo una pianificazione straordinaria

della produzione agricola con l´impiego di mezzi moderni, sotto il controllo

dei braccianti agricoli e di cooperative di piccoli contadini, che

svilupperebbe le potenzialità dell´agricoltura in Sardegna e creerebbe nuovi posti

di lavoro.

CASA

Il problema della casa interessa migliaia di lavoratori, giovani e

senzatetto: tante sono le persone che non se ne possono

permettere una o che lo possono fare soltanto col cappio al collo dei mutui.

Tante sono invece le grandi proprietà immobiliari, soprattutto vicino alle zone

costiere, in mano ai grandi speculatori immobiliaristi, molte delle quali

occupate soltanto un mese all´anno o, peggio, lasciate sfitte per far lievitare

i prezzi sul mercato (l´altro, come sembra evidenziare l´inchiesta giudiziaria

Dirty Money in Gallura, molte delle quali costruite, probabilmente, col denaro

sporco della `Ndrangheta). Il Partito

Comunista dei Lavoratori rivendica l´esproprio senza indennizzo delle grandi

proprietà immobiliari, a partire da quelle in mano alla `Ndrangheta, delle case

sfitte e delle mega-ville per le vacanze dei vari Briatore e Berlusconi e il

loro affidamento a chi non possiede una casa.

Rivendichiamo inoltre un piano straordinario di

investimenti pubblici per l´edilizia popolare, per sottrarre chi non possiede

ancora una casa dal dover ricorrere ai mutui usurai delle banche.

FUORI IL G8 E LE BASI MILITARI DALLA SARDEGNA

Entrambi gli schieramenti borghesi, sia quello di

centrodestra che quello di centrosinistra (con Soru in prima fila), non hanno

risparmiato le loro lodi per la decisione del governo Prodi di tenere il G8, il

summit dei capi di stato dei più potenti paesi imperialisti della Terra, in

Sardegna, raccontando che sarebbe stata un´occasione di “sviluppo” per la

regione e che avrebbe offerto più possibilità di lavoro ai sardi. La verità è

un´altra: come dimostra l´inchiesta apparsa su L´Espresso, il G8 a La Maddalena

si è dimostrato una grande occasione di sperpero di denaro pubblico, di

speculazione e di sfruttamento dei lavoratori sardi e non; dall´inchiesta è

emersa la grande truffa degli oltre 3800 euro per metro quadro per costruire

l´albergo che ospiterà i “grandi della Terra” (a fronte dei “normali” 1200 euro

per le ordinarie proprietà di lusso a La Maddalena), ovviamente finanziate col

denaro pubblico: si calcola che i fondi pubblici destinati soltanto all´impresa

che realizzerà i lavori per l´albergo si ammontano dai 59 ai 73 milioni di

euro, soldi che potevano essere spesi per i servizi pubblici e per creare nuovi

posti di lavoro.

Dall´inchiesta, inoltre, sono emersi i legami tra i

responsabili dei lavori del G8 e le imprese a cui sono stati affidati gli

appalti, di cui tra l´altro una di proprietà di un imprenditore fiorentino

coinvolto nell´inchiesta del magistrato De Magistris sui legami tra politica e

imprenditoria.

Sono emerse inoltre le vergognose condizioni di

lavoro degli gli operai assunti per i lavori fatte di turni massacranti,

minacce del caporalato e le tante irregolarità dei padroni. Un sindacalista

della Fillea-Cgil, a cui va tutta la nostra solidarietà, è stato persino

denunciato dalle forze dell´ordine con l´accusa di “violazione del segreto di

Stato” soltanto per aver scattato delle foto nei cantieri per denunciare le

irregolarità e l´insicurezza in cui vengono assunti gli operai. Si tratta di

una vera e propria rappresaglia anti-sindacale.

Si calcola che il totale dei soldi pubblici (pagati

con le tasse dei lavoratori) destinati alle imprese che effettueranno i lavori

per il G8 ammontino alla cifra esorbitante di 300 milioni di euro! Quante case,

scuole, ospedali potevano essere costruiti con questi fondi, e quanti nuovi

posti di lavoro potevano essere creati?

Anche per tutti questi motivi il Partito Comunista

dei Lavoratori è in prima fila nel contrastare l´avvento del G8 il Sardegna, il

summit dei briganti imperialisti che decidono le sorti dei paesi poveri del

mondo; il PCL si impegnerà a costruire il fronte di opposizione al G8 chiamando

alla lotta i lavoratori e la gioventù della Sardegna.

Altra questione importante è la presenza delle basi

militari americane e non in Sardegna: oltre a costituire un evidente pericolo

per la salute delle popolazioni sarde, esse occupano terreni che potrebbero

essere utilizzati per la produzione agricola e impediscono ai pescatori di

lavorare nei mari vicini. Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica la

cacciata delle basi militari americane o italiane dalla Sardegna e la bonifica

dei terreni e dei mari in cui sono situate; ciò offrirebbe nuovi posti di

lavoro e nuovi terreni per avviare una pianificazione agricola dalle enormi

potenzialità.

DOVE PRENDERE I SOLDI?

Ci si potrebbe obiettare: “è un bel programma, ma

non ci sono soldi per realizzarlo”. I soldi ci sono, basta prenderli dove

stanno: nei profitti dei padroni, nei mega stipendi dei manager delle aziende

pubbliche semi-privatizzate, nei fondi pubblici dati all´istruzione e alla

sanità private, nei portafogli dei banchieri, nei soldi pubblici dati al G8 e

alle imprese (che nonostante ciò licenziano i lavoratori) etc.

UN PROGRAMMA SOCIALISTA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI

E´ chiaro che questo programma, che prevede

l´esproprio dei mezzi di produzione in mano ai padroni e agli speculatori, non

potrà essere mai attuato nel quadro dell´attuale sistema capitalistico, tanto

più nella fase di una sua crisi catastrofica: occorre un ribaltamento radicale

dei rapporti di produzione e occorre che tutto il potere politico ed economico

passi nelle mani dei lavoratori, non più di un manipolo di sfruttatori e dei

loro lacchè. Il governo dei lavoratori, a maggior ragione sotto la crisi del

capitalismo i cui costi verranno scaricati sui lavoratori e sulle masse

popolari, ripropone nell´immediato la sua esigenza, prima che la società

sprofondi nella barbarie.

Né Soru, né

Cappellacci, governino i lavoratori!

Partito Comunista dei Lavoratori

info@pclavoratori.it

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