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uniti e determinati nella lotta

“Uniti nella lotta” è la parola d’ordine che ha rimbombato per le strade di Roma. Questa parola d’ordine nella manifestazione del 25 novembre era una realtà perchè i lavoratori dell’Alcoa in produzione erano uniti a quelli già in cassa integrazione dell’Euroallumina, Otefal e di altre aziende.

I lavoratori erano determinati a non subire nessun impedimento da parte delle forze di polizia al servizio del governo più reazionario e corrotto della storia della repubblica. I lavoratori erano determinati a non farsi né scortare né assediare in piazza Barberini, perciò con energia hanno saputo rompere l’assedio.

Qual è dopo il 25 di novembre la questione più importante? Non allentare la tensione e la volontà di lotta, perché l’accordo che è stato strappato non rappresenta niente di nuovo nella lotta contro i padroni dell’Alcoa ed il governo. I lavoratori hanno ben chiaro che il ritiro delle procedure per la cassa integrazione non sono una concessione ma sono stati strappati con l’occupazione della fabbrica e con le due manifestazioni romane ed in particolare quella del 25.

I compagni e le compagne del Partito Comunista dei Lavoratori in questi giorni s’impegneranno per dar vita ad un coordinamento permanente dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta. Sono troppe le situazioni di lotta isolate e disunite e questo rafforza l’offensiva padronale e demoralizza i lavoratori.

Solo l’unità delle lotte può strappare risultati seppure minime e molto parziali, questa veritàla i lavoratori dell’Alcoa l’hanno sbattuta in faccia a tutti coloro che si ostinano a rifiutare ed ostacolare l’unità delle lotte.

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