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“NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA”

Il Senato ha sancito, con il decreto Ronchi, la futura spartizione degli acquedotti italiani, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, aprendo così la strada ad un vera e propria privatizzazione dell’acqua;

b) la cessazione entro il 31 dicembre 2011 degli affidamenti “in house” a

società totalmente pubbliche, controllate dai comuni.

Con questo decreto i Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.

Il provvedimento tenuto sotto silenzio dalle veline dei grandi mass media amici dei poteri forti e dal consueto immobilismo delle opposizioni parlamentari rischia di lasciare un segno indimenticabile per la cultura civile del nostro paese.

Consideriamo una priorità la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua e la conquista di nuove politiche pubbliche fondate sulla difesa dell’accesso libero ed uguale ai beni comuni fondamentali.

Le conseguenze di questa mentalità affaristica verranno ancora una volta pagate dai cittadini e dai lavoratori, attraverso l’aumento delle tariffe e la diminuzione delle manutenzioni, degli investimenti e dell’occupazione.

DENUNCIAMO CON FORZA

Il governo Berlusconi e il provvedimento che comporterà al cittadino, rispetto a oggi, un aumento medio del 30% sulle tariffe dell’acqua;

i partiti di opposizione che continuano a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua.

Immediato ritiro del decreto

Chiediamo ai Comuni di:

indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;

dichiarare l’acqua bene comune, quindi privo di rilevanza economica;

fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque sotto il controllo dei lavoratori.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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