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Bonapartismo e fascismo

Bonapartismo e fascismo

Karl Marx spiega in’’Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’’che la borghesia in certi momenti di crisi politico-istituzionale può affidarsi ad una personalità particolarmente carismatica che concentri nelle sue mani il potere assicurando l’ordine borghese.

Il leader in questi casi deve agire come rappresentante diretto di una classe:la classe media.

Marx afferma’’Bonaparte con la forza del potere esecutivo resosi indipendente,sente che la sua missione consiste nell’assicurare l’ordine borghese.Ma la forza di quest’ordine borghese è la classe media.Egli si considera rappresentante della classe media e in questo senso emana decreti.Ma egli è diventato qualche cosa solo,perché ha spezzato il potere politico di questa classe media e ogni giorno torna a spezzarlo.Perciò si considera avversario del potere politico e letterato della classe media’’.

Il principio della separazione dei poteri viene meno e ‘’il Politico’’ espropria il Parlamento del potere legislativo;possiamo pensare all’abuso dei decreti legge fatti dall’attuale Governo in Italia.

Il Bonaparte di turno proclama la vittoria del popolo ma noi ben sappiamo che il popolo è la negazione della classe.

Quindi il bonapartismo si pone l’obiettivo di superare periodi d’instabilità politica attraverso la mediazione d’interessi sociali(e quindi economici)contrapposti;possiamo pensare all’attuale slogan che accumuna gl’interessi degli imprenditori a quelli degli operai.

Tutto questo comporta un momentaneo irrigidimento della sovrastruttura;il diritto assume dei connotati non progressivi ma regressivi senza perdere la sua essenza democratico-borghese.

Trotsky analizzando la situazione in Italia a seguito del biennio rosso(1918-1920)affermò che il bonapartismo può anticipare il fascismo;le attenzioni di Trotsky erano rivolte al governo Giolitti che mediò interessi sociali contrapposti come quelli socialisti e fascisti.

Ma la nozione stessa di fascismo dev’essere chiarita con un approccio che sia scientifico e marxista

Il fascismo è una forma di reazione capitalistica al movimento operaio.

Il marxista catalano Andres Nin affermerà’’il fenomeno sorge sempre in momenti in cui le contraddizioni di classe raggiungono il grado di tensione più acuto e si pone apertamente il problema del potere.Per questo,per paradossale che possa apparire,un paese non è mai tanto vicino al fascismo come quando è più vicino alla rivoluzione proletaria’’.

Siamo prossimi ad una rivoluzione proletaria?Date le condizioni dei vari partiti d’avanguardia direi proprio di no!

Gli stalinisti dal basso della loro demenza teorica hanno considerato fascista qualsiasi forma di violenza dello stato;per loro era fascista la dittatura militare di Primo Rivera come quella di Augusto Pinochet.

Nin ancora afferma”Questa enorme confusione parte da un errore comune:quello di considerare sinonimi del fascismo tutte le forme di reazione e il ricorso a metodi violente come sua esclusiva caratteristica.Nel primo caso,lo zarismo russo dovrebbe considerarsi fascismo.Nel secondo i giovani barbari radicali e i requetes carlisti erano organizzazioni fasciste.Questi esempi sono sufficienti a dimostrare quanto questa concezione sia profondamente sbagliata”.

Che dire,la lucidità dell’analisi di Andres Nin stupisce ancora oggi;del resto il marxista catalano è stato uno dei più grandi teorici rivoluzionari di sempre.

In verità il fascismo è una risposta alla rivoluzione socialista attraverso un movimento di larghe masse che poggia su un’ampia base sociale;Pinochet,generale finanziato dalla CIA,aveva un movimento sociale di larghe masse?

L’ignoranza teorica degli stalinisti non ha mai avuto limiti!

Il fascismo inoltre differisce profondamente dal bonapartismo;quest’ultimo infatti va a mediare interessi contrapposti mentre il primo è uno strumento di guerra civile.

I diritti democratici vengono banditi con la violenza,le organizzazioni operaie sono distrutte per via extralegale.

Il bonapartismo va ad armonizzare i conflitti di classe;pensiamo alle sue versioni operaie(Stalin,Castro,Chavez…);direi che le borghesie nazionali possono facilmente conservare i loro profitti.

La sovrastruttura non può permettersi uno stato di guerra altrimenti non riuscirebbe ad adattarsi ai cicli economici;il processo gli globalizzazione pone una progressiva liquefazione sovrastrutturale che un marxista deve analizzare con grande attenzione.

Inoltre aggiungerei che il’’diritto liquido’’va a creare dispositivi totalizzanti di gran lunga superiori a qualsiasi fascismo;penso che questo sia un elemento di riflessione molto importante.

La politica dei singoli stati deve essere rapportata alle esigenze dei mercati continentali e questo vale anche per il folcloristico regime nazional-populista in cui si trova attualmente l’Italia.

Testi consultati:

1)Karl Marx’’Il diciotto Brumaio di Luigi Bonaparte’’

2)Lev Trotsky’’Scritti sull’Italia’’

3)Andres Nin’’Reazione e rivoluzione in Spagna’’

Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e Livorno

P.S.

Merita una particola attenzione il bonapartismo staliniano,in quanto la burocrazia scaturita(rapporto dialettico)dal Partito Bolscevico era un’escrescenza nazionalista dovuta all’isolamento dell’Urss.

Stalin affermò che il conflitto di classe andava ad attenuarsi;da li la necessità dei Fronti Popolari e della collaborazione con la borghesia progressista.

Tutto questo non solo ha portato a risultati catastrofici per il movimento operaio(vedi la Spagna nel 1936,l’Italia nel 1943 e il Cile nel 1973)ma ha generato una confusione teorica a cui i marxisti rivoluzionari devono porre rimedio facendo ricorso alle analisi dell’Opposizione di sinistra..

Stefano Zecchinelli sez. Pisa

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