Gli ultimi avvenimenti politici hanno consolidato la forza elettorale della Lega Nord.
Ovviamente l’ascesa di questo movimento che si presenta con una certa demagogia populista merita una analisi che non può prescindere dal metodo marxista.
Questo’’Fenomeno’’(almeno così viene definito)ha generato una confusione molto grande nella sinistra’’colta’’quindi è opportuno soffermarci con un approccio scientifico.
Una delle accuse che viene rivolta alla Lega Nord è quella di fascismo.
I marxisti devono conoscere il nemico se vogliono combatterlo nel modo più opportuno,quindi inizierei a spazzare via la vulgata comune.
Chiarirò molto brevemente che cos’è il fascismo e cercherò di applicare queste categorie alla Lega.
Il fascismo è un movimento di larghe masse il quale dispone di una base sociale e di un’ideologia propria.
Fino a qui la Lega rientra pienamente nei canoni del fascismo;andiamo avanti.
Le frange sociali su cui poggia il fascismo sono la piccola borghesia e il sottoproletariato,in quanto classi prive d’indipendenza economica;anche qui ci troviamo perfettamente in linea con il movimento leghista.
Il fascismo è un movimento internazionale;cosa non capita dagli intellettuali nostrani(e non solo)anche la Lega è un movimento internazionale,per le ragioni che esporrò a breve.
E per concludere anche la Lega ha una sua ideologia,trovando i suoi riferimenti nel comunitarismo gerarchico del filosofo francese Alan De Benoist(vicino all’estrema destra francese).
Mi sembra inopportuno soffermarmi in questa sede su questo filosofo;dirò soltanto che il suo minestrone che mette insieme marxismo e irrazionalismo tedesco(Nietzsche e Heidegger)è degno della’’distruzione della ragione’’di Lukacs.
Passiamo a vedere la caratteristica fondamentale del movimento fascista.
Andres Nin afferma’’Per questo,per paradossale che possa apparire,un paese non è mai tanto vicino al fascismo come quando è più vicino alla rivoluzione proletaria’’.1
Le borghesia fanno ricorso al fascismo quando si pone il problema del potere;quindi diventa necessario l’irrigidimento della sovrastruttura.
Mi sembra chiaro che non corriamo questo pericolo,ma andiamo avanti!
Non bisogna considerare qualsiasi forma di reazione violenta dello Stato come fascismo;sulla base di ciò anche lo zarismo russo o la dittatura militare di Pinochet erano fascisti.
Questi esempio sono importanti per far cadere qualche luogo comune.
La democrazia non è un valore immanente e le borghesia mal volentieri rinunciano a lei;questa come sappiamo è il migliore involucro politico che l’imperialismo possa darsi.
Torniamo alla Lega Nord.
Il suo successo politico coincide con il processo di europeizzazione iniziato col Trattato di Maastricht del 1992.
Gli Stati hanno adeguato con estrema flessibilità la loro sovrastruttura politica alle esigenze del mercato unico europeo;inizia la stagione delle privatizzazione e lo smantellamento dello stato sociale.
In Italia abbiamo assistito al crollo della vecchia classe politica sotto i colpi dei Tribunali borghesi;il Gran Capitale con la fine dell’Urss non aveva più motivo di mantenere la conventio ad excludendum verso l’atlantissimo PCI,diventato poi PDS.
Il Tribunale’’è un organo del potere statale’’2,quindi se la borghesia ha deciso di affidarsi ad una nuova classe politica avrà le sue ragioni.
Ecco in questo momento la Lega Nord si affaccia sul panorama politico che conta(insieme al vecchio MSI che poi diventa AN).
Sappiamo molto bene che è l’economia(mercato unico)a determinare la politica,la quale diventerà sempre più impopolare.
I meccanismi del nuovo capitalismo assoluto,caratterizzato dalla produzione illimitata fanno saltare la distinzione fra destra e sinistra che resterà solo in una prospettiva accademica.
Quindi chi vuole avvicinarsi all’argomento tenga ben presente che il capitalismo odierno non presenta dicotomie(Bobbio)ma è un processo unitario e totalizzante.
Se la borghesia si presenta davanti le classi medie per quello che realmente è difficilmente riuscirebbe ad avere il suo consenso quindi gli offre un programma’’socialisteggiante’’ e un bersaglio su cui scatenare il proprio odio:i lavoratori migranti che andranno ad ampliare l’esercito dell’industria di riserva.
In realtà bisogna riscontrare che le destre hanno sempre fatto ricorso al’’nemico metafisico’’3;in passato è stato l’ebraismo ora potrebbe essere l’Islam.
Questa scelta non è casuale se ragioniamo in termini di geopolitica;gli stati arabi sono determinanti nella lotta al sionismo braccio armato dell’imperialismo uscente,quello americano.
Ma ritorniamo alla Lega!
Abbiamo messo a fuoco alcune caratteristiche del fenomeno Lega;non mi soffermo sull’ideologia da Miglio a De Benoist,perché ritengo che questa non è la sede opportuna.
Cerchiamo di rapportare le caratteristiche di questo movimento politico alle esigenze del mercato unico europeo e quindi alla globalizzazione.
Bisogna rilevare che siamo davanti un fenomeno internazionale;i movimenti federalisti trionfano in tutti i Paesi alfieri del processo d’integrazione europeo(nei paesi tenuti ai margini trionfano le destre post-fasciste).
Sono risvolti politici molto diversi dalla fascistizzazione di cui si parla;da una parte abbiamo l’irrigidimento della sovrastruttura(fascismo)dall’altra la sua liquefazione(neoliberismo).
Inoltre la liquefazione sovrastrutturale crea dei dispositivi totalizzanti che possono di gran lunga superare le manganellate fasciste:io non sottovaluterei il fenomeno!
Il sociologo Zygmunt Bauman ha introdotto il termine glocalizzazione per spiegare alcune dinamiche della mondializzazione.
La libera circolazione dei beni(mercato unico)deve essere rapportata alle realtà locali,vediamo in che modo.
Quest’approccio analitico è fondamentale per un marxista se vuole comprendere la nuova struttura economica.
La circolazione dei servizi deve essere rispettosa delle realtà locali,anche per ciò che riguarda la cultura;l’uso di tecnologie per fornire servizi locali su base globale e internazionale;la creazione di strutture locali che poi diventano multinazionali a livello globale.
Inoltre i regionalismi sono una tappa fondamentale per il passaggio dagli imperialismi nazionali a quelli continentali.
Ecco smascherata la Lega Nord!
Il fenomeno è molto più complesso di quanto vogliano far credere’’Il Manifesto’’,’’Liberazione’’e tutti gli intellettuali della sinistra nostrana.
Penso a questo punto che possiamo cestinare gli articoli di Vattimo,Burgio e Fausto Bertinotti!
Cercherò di ritornare al volo sulle ideologie,dato che si è accennato ai sistemi socioculturali.
Alan De Benoist(come Gianfranco Miglio)trovano i loro autori di riferimento in Nietzsche,Heidegger,negli elitisti(Pareto….)ma soprattutto in Carl Schmitt.
Il loro è un comunitarismo gerarchico e organicistico,in cui il corpo sovrano interpreta la volontà popolare,come vuole la classica tradizione conservatrice delle destre.
Quindi la cultura diventa un giochino nelle mani della borghesia;quanti accademici sono soliti affiancare Carl Schmitt a Kelsen nella teoria del diritto internazionale.
La comunità in rapporto alle gelide ragioni del mercato diventa una multinazionale locale al servizio dell’imperialismo.
Ecco svelato l’inganno di De Benoist e dei movimenti federalisti europei!
I marxisti rivoluzionari devono studiare con grande attenzione la nuova struttura economica;la crisi del capitalismo mondiale spingerà gli stati a smantellate democraticamente qualsiasi forma di tutela sociale!I rivoluzionari non possono farsi trovare impreparati ma come ben sappiamo’’se non c’è teoria rivoluzionaria non può esserci movimento rivoluzionario’’.
Note:
1)Andres Nin’’Reazione e rivoluzione in Spagna’’
2)Lenin
3)Hannah Arendt
Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa e di Livorno
Stefano Zecchinelli
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