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PER UN NUOVO MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLE DONNE

E’ vero! E’ giunto il momento di dire basta! Basta ai comportamenti lesivi della dignità delle donne: dalle immagini

pubblicitarie ai ben più gravi casi di molestie sessuali, dallo sfruttamento del lavoro domestico di cura alla violenza

inaudita che colpisce, fino alla morte, dentro le “rassicuranti” mura domestiche. Questo clima corrotto e soffocante,

tipico dei regimi in decadenza, ammorba il vivere civile, proponendo alle giovani generazioni modelli che

svalutano la dignità e le potenzialità umane. E’ la classe al potere, la borghesia, che produce la cultura dominante

diffondendola attraverso le istituzioni, i media e i comportamenti quotidiani. I comunisti, donne o uomini che

siano, si battono per affermare valori alternativi e nella loro lotta per l’abbattimento del sistema capitalista

borghese e per la costruzione di una società socialista, si pongono il compito di ricostruire il movimento delle

donne. Le lotte del movimento femminista degli anni ’70 contribuirono enormemente ad elevare nelle donne la

coscienza della propria condizione e della possibilità di costruire percorsi di emancipazione anche all’interno del

quadro sociale borghese. La storia si è incaricata di mostrare nei fatti che le conquiste ottenute negli anni passati,

come pure i livelli di coscienza delle donne, sono stati rimessi duramente in discussione ed è quindi necessario un

nuovo slancio a partire da un sano sentimento di indignazione, che caratterizza anche la manifestazione

organizzata dalle donne in Italia oggi. Per dare nuova forza al movimento per i diritti delle donne avanziamo

alcune proposte che collocano le questioni di genere accanto alle questioni di classe:

. Per l’abrogazione di tutte le leggi sulla precarizzazione del lavoro: che per le donne si sono trasformate in

trappole per ricatti sociali e sessuali. Precarietà lavorativa che si traduce anche in un chiaro ostacolo

all’indipendenza e al diritto alla maternità.

. Per il diritto al lavoro e l’abolizione delle disparità tra i sessi: in Italia meno della metà delle donne ha un

lavoro retribuito, di queste il 27% lo perde dopo la prima gravidanza; a parità di competenze le condizioni

lavorative prevedono disparità in termini di retribuzione, precarietà, tipologia, qualifica e orari.

. Lottiamo contro i tagli alle spese sociali, primo elemento di peggioramento dei carichi del lavoro di cura

che grava sulle donne.

. Contro la cultura sessista e sciovinista che alimenta la violenza e lo sfruttamento del corpo delle donne.

. Per l’abrogazione di tutte le norme sull’obiezione di coscienza di medici e farmacisti, per la promozione

delle pratiche contraccettive, per lo sviluppo degli investimenti nella sanità sotto il controllo sociale, per un

controllo delle decisioni sul corpo totalmente affidato alle donne, per una maternità libera e consapevole.

. Per l’abrogazione della legge 40 sulla limitazione della procreazione assistita, contro la cultura religiosa e

fondamentalista, che impedisce di decidere autonomamente su tutti gli aspetti della propria esistenza.

. Contro lo sfruttamento delle donne migranti e non (sempre più spesso minorenni) che ogni notte, ridotte

in schiavitù, vengono vendute nell’indifferenza generale.

. Per l’abrogazione di tutte le leggi razziste e xenofobe, per la chiusura dei CIE, contro la cultura razzista

che alimenta la violazione dei diritti delle donne migranti e pratiche di violenza diffusa nei loro confronti.

Partito Comunista dei Lavoratori

Sezione “Pietro Tresso (Blasco)” di Venezia

Via San Donà 278 Mestre-Venezia Tel. 3480369743

pclvenezia@yahoo.it www.pclavoratori.it info@pclavoratori.it

f.i.p.via s. donà 278 mestre venezia

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