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LA PASSIVITA’ DELLE OPPOSIZIONI DI FRONTE ALLA CRISI DI BERLUSCONI
 

 

Di fronte ad un governo in profondissima crisi, le opposizioni parlamentari balbettano. E le sinistre non avanzano alcuna proposta indipendente. E’ clamoroso. Tanto più a fronte di un governo che, seppur delegittimato dal voto popolare, insulta i precari, annuncia 40 miliardi di ulteriori tagli sociali, rivendica il sostegno a Fiat e Confindustria nella distruzione del contratto nazionale di lavoro.

 

Ma la ragione della passività è molto semplice. I vertici del centrosinistra condividono le ricette di Draghi e Confindustria e si candidano a gestirle al posto di Berlusconi. Come possono mobilitare le masse contro misure che Confindustria appoggia? Quanto alle sinistre, sono terrorizzate di essere scaricate dal PD o di perdere la passerella agognata delle primarie.  Il risultato è che un Berlusconi “bollito” sopravvive e ringrazia.

 

Occorre una svolta. Tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, tutte le forze della campagna referendaria, uniscano le proprie forze in una mobilitazione di massa straordinaria, radicale e a oltranza, che imponga a Berlusconi le dimissioni. Se non ora quando?

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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