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TUTTO IL POTERE AL POPOLO!!!

“E’ ora,è ora,potere a chi lavora!” era lo slogan che più di ogni altro emergeva con tono orgoglioso dalle fila delle manifestazioni di operai e studenti degli anni anni ’70,quegli anni che troppo spesso sono stati definiti Anni di piombo così come si presentano nella rivisitazione terrifica effettuata da coloro che allora vinsero, con l’inganno e la repressione, un movimento di rinnovamento culturale e politico che avrebbe restituito al nostro Paese,se avesse perseguito fino in fondo i propri intenti,quello splendore e benessere e libertà che forse solo il Rinascimento italiano ha donato a questa terra!Una borghesia che già da allora lavorava alla restaurazione del proprio ruolo di classe dominante,reincrudendo la forza e la violenza del comando sul lavoro,evidenziando il venir meno della sua funzione storica in quanto elemento progressivo e attestandosi quale vero e proprio parassita della società umana, trasformandosi sempre più in quel capitalismo finanziario che oggi conosciamo, se non proprio nelle sue reali e virtuali dinamiche di mercato, almeno per gli effetti deleteri che apporta e causa alle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Ma la loro concezione mistificante del mondo e dell’uomo si mostra oggi in tutta la sua inadeguatezza nel far fronte ai bisogni materiali ed esistenziali di un’umanità che chiede con forza di emanciparsi dalla propria condizione di minorità e sudditanza. Aver stigmatizzato quegli anni come un’epoca volta esclusivamente al terrorismo ed alla violenza, resterà come una ulteriore macchia e colpa sulle loro coscienze di cui prima o poi la storia renderà conto. Oggi il soggetto antagonista si fa sempre più vasto e variegato facendo emergere l’elemento umano al di là delle differenze razziali o di appartenenza a culture e nazionalità diverse, viene meno la diversificazione tra condizioni di vita e di lavoro nei diversi siti di produzione, il capitale imprime la sua logica ricattatoria del salario e la propria arroganza impietosa in ogni luogo del pianeta, la classe degli oppressi perde i suoi connotati operai per estendersi a figure generate dal ristagno dell’evoluzione socio-economica causata dal capitale stesso e dall’emancipazione culturale dei soggetti sociali. Oggi ancora e più che mai è di nuovo possibile riaffermare con forza l’idea che esprimeva quel “E’ ora,è ora, potere a chi lavora!”, ma anche a chi non ha un lavoro, a chi è straniero e viene quì a fare una vita d’inferno per dare un po’ di euro ai propri familiari nei Paesi d’origine, a chi subisce la violenza delle cure psichiatriche, alle donne sfruttate e maltrattate, alle etnie che vengono vessate e dis-integrate dalla nostra ‘civile’ società. E’ necessario che si costituiscano organismi settoriali, ma coordinati, di mutuo appoggio per l’autodifesa del popolo,della gente che lavora,che è disoccupata, che viene vessata perchè ammalata(e povera)anzichè assistita, bisogna agire, creare un Banco di Mutuo Soccorso nazionale,prima, ed europeo dopo, che abbia la doppia funzione di assistenza per chi necessita e di sottrazione del proprio denaro alle banche assassine del capitale. Credo che creando realtà nuove che diano l’idea di un nuovo modo ed inusuale di fare politica e che costituiscano già da ora l’esempio di un nuovo modo di vivere, possa essere costituito un reale contropotere ed entusiasmo, una nuova solidarietà e cooperazione realmente comprensive ed onnipervadenti tali da costituire una pietra miliare nel percorso dell’emancipazione umana restituendo al partito la sua vera funzione organizzatrice ed organica ed alla politica la sua reale dignità di arte di occuparsi della vita pubblica.

Anton Petrov

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