Le cifre fornite dall’Istat sul progressivo impoverimento di salari e stipendi sbugiardano una campagna elettorale dominata dalle rivendicazioni delle imprese. E mettono sotto accusa le politiche di rapina contro il lavoro sostenute da tutti i governi negli ultimi 20 anni: politiche non contrastate o addirittura concertate dalle burocrazie sindacali.
E’ necessaria una battaglia generale del movimento operaio per l’aumento dei salari dei lavoratori pubblici e privati, lo sblocco dei contratti, la detassazione dello stipendio entro il tetto dei 1500 euro netti. Paghi chi non ha mai pagato. Non il lavoro.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
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