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Predicare bene e razzolare male

Poche settimane fa si è sviluppata una ampia polemica per la decisione della segreteria CGIL di permettere l’intervento alla sua Conferenza di programma dei soli rappresentanti dei partiti del centrosinistra (Bersani, Vendola e Tabacci).

Senza prendere posizione ufficiale sulla questione, la FIOM aveva lasciato intendere un suo, sia pur moderato, dissenso rispetto a tale scelta di esclusione.

Ma, evidentemente, le buone intenzioni hanno i loro limiti.

Così la FIOM regionale della Lombardia ha pensato bene di organizzare, la mattina del 15, un incontro dei delegati della regione con Vendola, Ingroia e Mucchetti (del PD), incontro concluso da Landini, escludendo il nostro partito.

Non sono valse le nostre sollecitazioni a ritornare su tale decisione, né la protesta personale con Landini.

Ciò nonostante precedenti occasioni in cui Landini e Ferrando avevano condiviso la tribuna in occasioni analoghe, ma lontane dalle scadenze elettorali, ad esempio in Veneto.

Il motivo ci pare evidente: nonostante la sua fraseologia radicale, il gruppo dirigente della FIOM è interessato ad avere rapporti solo con forze che possano domani contare sul terreno governativo o parlamentare, nella speranza che la aiutino ad uscire dall’empasse in cui una politica, contraddittoria e inadeguata ai livelli di scontro, la ha portata nei confronti del padronato.

Una forza realmente operaia e rivoluzionaria viene percepita quindi oggi come un problema ed è quindi preferibile ignorarla e cercare che sia ignorata dai lavoratori.

Ma nonostante questi burocrati “di sinistra”, il PCL non si fa annullare. E’ stato presente a questa iniziativa con un massiccio volantinaggio, così come è presente in questi giorni di fronte a tutte o quasi tutte le più importanti fabbriche metal meccaniche, nello specifico della Lombardia, per indicare un progetto alternativo a quello dei Vendola e degli Ingroia-Di Pietro- Ferrero- Diliberto e la necessita che la classe operaia e la sua avanguardia rilancino su di essa una radicale battaglia anticapitalistica.

Nè i riformisti politici governisti , né i burocrati “di sinistra” ci potranno impedire di sviluppare con coerenza tale battaglia.

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

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