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Hugo Chavez: angelo o demonio?

Il Venezuela è terra di rivoluzionari.

Ieri, Simon Bolivar è stato il “libertador”, ha combattuto per l’indipendenza del sudamerica, trasmettendo il sogno di un America Latina unita, sogno ripreso da grandi rivoluzionari sudamericani, come Ernesto Guevara.

Oggi, Hugo Chavez, il Presidente che nel 1999 ha dato vita alla Repubblica Bolivariana del Venezuela, ridando speranza, dignità e riscatto sociale al popolo venezuelano.

I media sono stati sempre pronti alla demonizzazione di Chavez: populista, dispotico, amico di personaggi scomodi tra cui Fidel Castro e Admadinejad; ma la diffidenza ora lascia il posto alla notizia della sua morte, che in questi giorni riempie pagine di giornali e servizi televisivi. Ma ciò di cui non si parla, ma che comunque è evidente dalle immagini che ci provengono dal Venezuela, è il forte attaccamento del popolo al suo Presidente. Perché?

Forse, perché ha sfruttato la risorsa principale del Venezuela, il petrolio, per finanziare i programmi di welfare, procedendo alla nazionalizzazione dei pozzi petroliferi, e producendo la riduzione della povertà ed il riscatto dei ceti meno abbienti.

Forse, perchè ha creato una banca popolare con bassi crediti per scopi sociali e umani, ha creato le cooperative, ha abolito il latifondo e soprattuto ha fatto uscire il Venezuela dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.

Forse, perché ha sconfitto l’analfabetismo, abbassato le percentuali di mortalità infantile e di malnutrizione.

I suoi detrattori potrebbero rilanciare asserendo che mancano le libertà civili e i diritti umani in Venezuela.

Ma, la rivoluzione bolivariana, promossa da Chavez, così come tutte le rivoluzioni, devono difendersi da cospirazioni interne, nonché internazionali, dovute alle posizione assunte, su tutte l’antiamericanismo. Inoltre, la sua rivoluzione ha toccato gli interessi forti della finanza mondiale, in particolar modo del FMI e della Banca Mondiale. Pertanto, la folta schiera di nemici, ha cercato in tutti i modi la destabilizzazione del Paese, cercando di mettere fine alla rivoluzione. Quindi, le armi a disposizione di Chavez sono state quelle del controllo e della forza, affinché la sua rivoluzione potesse continuare.

Infine, il popolo lo ha eletto democraticamente per ben tre volte, e quindi, se sono le elezioni il “mezzo democratico” attraverso cui si dà mandato di governo, se ciò è riconosciuto in tutte le altre parti del mondo, lo deve essere anche per il Venezuela.

Ciò che è fatto, ormai è storia.

Andrea Vitale

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