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LETTERA DI MICHELE TERRA USCITA SU LA REPUBBLICA – BOLOGNA – 1 AGOSTO 2013

Bene ha fatto La Repubblica a parlare del “pasticcio” della riforma dei vitalizi per i consiglieri regionali.

Al di là della propaganda dei partiti presenti nell’Assemblea legislativa regionale, per i cittadini “normali”, a fronte dei privilegi mantenuti dai consiglieri, l’imbroglio fa ancora più male.

I consiglieri regionali già percepiscono indennità da alcune migliaia di euro mensili e avranno una buonuscita a termine della legislatura pari a circa una mensilità netta per ogni anno di mandato; nel caso dovessero rinunciare al vitalizio si vedrebbero restituire i “contributi” già versati e quelli a venire andare direttamente in busta paga.

Orbene, davanti alle svariate riforme pensionistiche, sempre peggiorative, vorrei sapere a quale lavoratore dipendente sia mai stata data la possibilità di uscire dall’Inps per farsi restituire i contribuiti per poi riceverli ogni mese con lo stipendio. Io ad esempio, avrei optato per questa scelta, rinunciando volentieri ad una pensione che non vedrò mai, o che bene che vada mi verrà erogata ad ottant’anni suonati, magari in buoni pasto.

Come si vede i vitalizi – forse – vanno, ma rimangono anche questa volta i privilegi del ceto politico istituzionale, perché i diritti pensionistici acquisiti valgono per chi guadagna 6.000 euro, mentre per chi ne guadagna 1.200 l’unica certezza è quella di non aver più certezze.

Michele Terra

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