Tutti i dati portano alla conclusione che la falsità pervade ogni ambito politico pur di avere un consenso elettorale da una parte e una divisione sociale dall’altra
Sembra che, come spesso mi capita di osservare, ogni occasione è buona per abbindolare la gente comune. In questi periodi c’è un mantra, una litania senza fine, che proviene da ogni telegiornale di ogni schieramento politico e non politico: il “femminicidio”.
Termine alquanto assurdo visto che si vuole far passare il concetto che un omicidio di una donna sia qualcosa di diverso da un omicidio; cosa dovremmo fare allora? per ogni tipo di omicidio un reato diverso? se uccido un banchiere diventa banchiericidio? e un pensionato? pensionaticidio? un prete? preticidio? un cugino? un cuginicidio?
Evitiamo di diventare così decerebrati e smettiamola con questa farsa. Si tratta di uno strumento bello e buono per avviarsi verso una strada pericolosa; e non solo la strada è assai pericolosa per i diritti della società, ma per giunta falsa visti i dati statistici. Si sa, visto che, cercare di far passare una persona più uguale di qualcun’altro è troppo complicato, la soluzione è semplice, se la legge è uguale per tutti, è la legge che deve dire chi è più uguale (facendo passare per santi i giudici che la applicano).
Ora, come ho detto, non solo questo è pericoloso perché un povero lavoratore potrà avere leggi diverse rispetto a un signorotto, un imprenditore o un banchiere, ma è anche falso. È falso perché gli stessi dati storici (fonti statistiche ISTAT – Eures 2013) dicono che nel 2012 abbiamo raggiunto il minimo storico di casi di omicidi volontari. I media invece continuano a battere che si tratta di una emergenza dilagante!
E non solo i media e la politica continuano a battere il tamburo su dati che dimostrano l’infondatezza del problema ma anche interpretandoli in maniera volutamente errata.
Mi spiego:
dagli anni 90 ad oggi il numero di omicidi volontari è diminuito costantemente come è possibile vedere dai dati esposti a questo sito:
http://www.west-info.eu/it/minimo-storico-per-gli-omicidi-in-italia-omicidio-volontario-assassini-crimini-delitti/
oppure
leggendo articoli dell’ANSA come questo:
http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/legalita/2013/07/11/526-omicidi-2012-minimo-ultimi-40-anni_9008949.html
ma nel complessivo il numero di omicidi verso le donne è rimasto immutato.
Quindi, se la matematica non è un’opinione, se nel 1992-1994 la percentuale di omicidi su donne era del 15% sul totale è palese che oggi sia salita al 30 visto che il totale degli omicidi è diminuito.
La stessa cosa accade in america con il fenomeno “armi in casa”: nonostante i crimini a mano armata negli Stati Uniti siano diminuiti, i media bombardano la gente per creare un’opinione pubblica che legittimi il disarmo della gente. Infatti anche in America la gente ha percepito un aumento dei crimini a mano armata nonostante la realtà dei fatti.
Ora insistere su questa storia dei femminicidi, non è solo rende i politici complici di un complotto contro l’uguaglianza della società, ma rende criminali anche i media e i giornali (a ruolo paga delle cricche politiche) che continuano ad insistere su un problema inesistente.
Per non parlare di quei gruppi di donne femministe che dalla ricerca dell’uguaglianza sono passate a pretendere più diritti di quanti l’uomo detiene e rischiano di incrinare l’uguaglianza di tutti gli individui di fronte alla legge. Donne che non solo ODIANO gli uomini, che ad oggi di fronte a una separazione si trovano su una strada senza figli e senza casa, ma che sono del tutto coscienti e in malafede visto che loro stesse pubblicano questi dati _scrivendo_ che il quantitativo è rimasto pressocché uguale, ma che a cambiare è solo la percentuale sul complessivo.
http://femminicidio.blogspot.it/2010/07/femminicidi-in-italia-il-rapporto-eures.html
BASTA DIVISIONI
Fabio Tomat
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