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Tempi Difficili

Potete governarci, ispezionarci, spiarci, legiferarci, indottrinarci, catechizzarci; ad ogni nostro migliore impulso, ad ogni nostro movimento potrete censurare, tariffare, timbrare, squadrare, licenziare, riformare, raddrizzare; e ancora potete… tassarci, taglieggiarci, sfruttarci, spremerci e derubarci, e alla minima resistenza, alla prima parola di lamento, reprimerci, vessarci, giudicarci e condannarci. Imporci di lavorare fino a 80, 90, 100 anni, sicuramente vivremo più di voi che siete già vecchi e rosi dall’egoismo e dall’ambizione.

Voi, sceriffi di Nottingham, miliardari depressi, preti che parlate di soldi, contabili del nulla, scribacchini dell’ovvietà, non avete futuro, solo un tempo vi appartiene e ancora per poco (speriamo), questo presente scialbo e avido come voi. Sentinelle ottuse della nozione, schiavi dell’aritmetica, piegati ai dati di fatto senza un briciolo di fantasia, ingobbiti nella vostra petulante saccenza, pavidi esattori che si nascondono dietro il pretesto del rigore, della pubblica utilità, saccheggiatori delle più belle speranze, delle più sane aspettative in nome di un’ipocrita interesse generale,

avremo comunque figli più sorridenti dei vostri, a cui sapremo raccontare favole più sagge e costruttive delle vostre leggi, e nei loro sorrisi. nel dolce e paziente sostegno delle nostre mogli, nella generosità dei nostri amici, nella fiducia dei nostri genitori, nonostante la fatica e la rabbia, oltre la paura e l’incertezza a cui vorreste inchiodarci, sapremo essere allegri, perché la nostra allegria non è mai stupida ed è sicuramente più onesta e meno vuota della vostra serietà. E come dice Prèvert: nonostante tutto bisogna tentare di essere felici, non fosse altro che per dare il buon esempio

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