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L’ennesima bugia di Grillo: storia di una legge elettorale populista auto conservatrice.

Il Movimento 5 stelle a fronte delle aspettative deluse dalle recenti elezioni europee cerca di conquistare quella parte dell’elettorato persa rispetto alle scorse politiche. Per farlo indossa la maschera del figliol prodigo e ritorna suoi passi, rinunciando alle parole forti duramente criticate dal “mea culpa” post-voto e aprendosi alla trattativa con una lettera diretta al Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, dove si dichiarano pronti a lavorare per la nuova legge elettorale. Dal “Napolitano a casa” si passa a un dolce “come auspicato da anni dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” ; da “ebetino” a “gentile Presidente del Consiglio Matteo Renzi”.

Ma di cosa tratta la proposta battezzata come “Democratellum”?

L’obbiettivo è dar vita a un proporzionale selettivo per rispettare la volontà popolare, ma allo stesso tempo non costringere i partiti a formare alleanze che comprometterebbero la governabilità.

La selezione avverrebbe tramite delle circoscrizioni “intermedie” (una ogni 2-3 provincie). Si verrebbe a creare a questo punto uno sbarramento naturale garantendo una rappresentanza anche ai partiti fortemente radicati sul territorio. Novità assoluta è la possibilità da parte dell’elettore di esprimere anche una preferenza negativa che regalerebbe un senso di liberazione al cittadino medio autorizzato a sbarrare il nome del candidato odiato.

Ora il punto non è la condivisione o meno della proposta di legge, ma dimostrazione di quanto questa sia l’ultimo tentativo da parte di Grillo di salvare la nave che affonda.

Effettivamente il “Democratellum” presenta chiari intenti populistici qua dimostrati:

• La governabilità tanto auspicata è fortemente compromessa. Secondo la logica grillina un partito per avere la maggioranza all’interno del parlamento dovrà ottenere un consenso superiore al 40%: ecco che tornano necessarie le alleanze. Ma non dovevano essere impedite?

• L’introduzione della preferenza negativa non ha solo un impostazione palesemente populista dando l’occasione al cittadino di sfogare la propria rabbia con una crocetta, ma produce anche notevoli effetti negativi. Dal momento che saranno bersaglio di quest’iniziativa soprattutto i volti più noti (chi condannerebbe uno sconosciuto?), verranno premiati i partiti “identitari”, presunti garanti di una politica nuova e giovane, su cui il Movimento basa la sua propaganda.

Un illusione, fumo, che annebbia la vista di sempre più operai che in mancanza di una grande sinistra unita si affidano a tali proposte che in realtà tutelano le parti di una piccola borghesia assetata di potere. Fuori da ogni logica borghese il PCL lotta per combattere realmente al fianco dei lavoratori e delle vittime della società capitalista indicando l’unica vera via d’uscita: la rivoluzione.

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