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Piange il telefono

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Nonostante i numerosi appalti nel settore della telefonia (tra cui Telecom e Enel) e la grande mole di lavoro, i dipendenti della ICOT non vengono pagati da un semestre. Questo in tutti gli stabilimenti: Forlì, Pesaro, Roma.

I sindacati hanno proclamato lo sciopero a oltranza: quali prospettive, ora?

Innanzitutto la lotta deve essere perseguita con costanza fino all’ottenimento del risultato. Diminuire da 8 a 4-5 le ore di sciopero nel caso del pagamento di una o due mensilità soltanto rischia di depotenziare la lotta e di lasciare al padrone tempo e risorse per chiudere a suo favore la vertenza. Ciò che invece può dare maggiore forza ai lavoratori è la maggiore compattezza interna (facendo assemblee non divisi per sigle sindacali ma tutti insieme) e un fronte comune con i lavoratori delle altre aziende in crisi nella zona, spezzando l’aziendalismo a comparti stagni che favorisce i padroni … e i burocrati sindacali che non hanno interesse a far andare le lotte fino in fondo.

Necessario è fare pressione a Telecom, principale appaltatore, anche tramite la collaborazione e la solidarietà dei dipendenti Telecom.

La lotta paga, dalla Francia ce lo stanno urlando a pieni polmoni: prendiamo la palla al balzo e rompiamo il clima d’inerzia che ha permesso al Jobs Act di passare senza alcun reale ostacolo.

Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione Romagna “Domenico Maltoni”

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