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Prove di regime

Il divieto imposto dalle Istituzioni locali ad un presidio pacifico antifascista in piazza Ferruccio Ghinaglia, assassinato dai fascisti il 21 aprile 1921, è un segnale di negazione del dissenso, di repressione, di conferma di “regime”.

Improvvisare una “zona rossa” in centro città a difesa della marcetta fascista , qual è in effetti , appare atto estremamente offensivo per Pavia e i suoi cittadini.

Lotta al fascismo si traduce quindi in lotta a quelle istituzioni borghesi che, a parole e nei fatti, legittimano i fascisti e le loro manifestazioni.

L’occasione migliore per ribadire con forza che PAVIA È ANTIFASCISTA.

Il PCL esprime solidarietà alle compagne e compagni feriti dalla ingiustificata violenza delle forze dell’ordine.

Ringrazia tutti i cittadini che hanno manifestato a difesa dell’antifascismo.

“Non dobbiamo illuderci che sia solamente il fascismo che terrorizza le piazze d’Italia; è la borghesia col suo governo, le sue spie, i suoi armati, che cerca tutti i mezzi per strangolare la volontà dei lavoratori…”

(Ghinaglia su “Falce e Martello” (19/2/1921)

Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione di Pavia

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