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Né morire di fame, né morire di cancro!

Un paese civile ed evoluto può permettere che i propri cittadini mettano a rischio la salute,pur di non rimanere senza lavoro? Questo è il triste dilemma di tutti coloro che,in modo diretto o indiretto, hanno legato le loro vite al destino dell’Ilva e della città di Taranto.

NÈ MORIRE Dl CANCRO, NÈ MORIRE Dl FAME!

Oggi a Taranto la situazione non è cambiata, anzi in alcuni casi è peggiorata.

Nella più grande fabbrica industriale situata nel nostro territorio tarantino, le cose vanno avanti come sempre, che sia privata o commissariata: non si è realizzata nessuna bonifica seria nè all’interno né all’esterno dello stabilimento. Dagli ultimi studi si è rilevato che la situazione sanitaria è peggiorata non solo sul cancro ma anche su malattie neurologiche e respiratorie che coinvolgono particolarmente i bambini in tenera età, perchè esposti ai veleni dei metalli pesanti.

La ipotesi governativa è quella di una vendita entro fine anno a una cordata di privati: continuando ad inquinare.

Ribadiamo che è necessario NAZIONALIZZARE ILVA SOTTO CONTROLLO OPERAIO, per realizzare una BONIFICA GENERALE dell’area industriale; al contrario, la clausola riportata nell ultimo decreto “Salva Ilva” darebbe l’immunità sui reati di inquinamento pregressi, presenti e futuri.

Da un lato il nuovo padrone non farebbe nessuna bonifica seria e dall’altro già si prevede una considerevole e massiccia quantità di esuberi, con i l licenziamenti di circa 6000 lavoratori. Bisogna respingere questa svendita dell”lva a un nuovo acquirente.

Consideriamo che l’unica soluzione è la NAZIONALIZZAZIONE della fabbrica: non per darla in gestione a burocrati governativi, che continuerebbero a fare uso e consumo dei propri interessi da casta senza controllo. Ma per NAZIONALIZZARE SOTTO CONTROLLO DEI LAVORATORI, che sono i diretti interessati a migliorare le condizioni di vita interne ed esterne alla fabbrica.

A coloro che dicono in maniera propagandistica di chiudere subito l’industria, noi diciamo che non servirebbe assolutamente a niente, ma andrebbe a peggiorare la situazione perchè ci troveremmo senza lavoro e senza bonifiche, come è già successo ad esempio con la Cementir, che è completamente chiusa e abbandonata a se sritorio, progettando una RICONVERSIONE ECO-SOSTENIBILE, (intanto cominciando a pretendere la COPERTURA COMPLETA DEL PARCO MINERALE, essendo questo già previsto dal decreto ALA).

Rafforzare i servizi sanitari che attualmente sono molto carenti, in particolare rafforzando i reparti oncologici di prevenzione delle malattie, rendendoli del tutto gratuiti per tutti.

Con l’ obiettivo di SALVAGUARDARE I POSTI Dl LAVORO E LA SALUTE dei lavoratori e dei cittadini del territorio jonico .

Non si può sopportare il ricatto tra morire di cancro o morire di fame.

Partito Comunista dei Lavoratori – Sezione di Taranto “N. Latanza”

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