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La strage continua

Mercoledì 9 maggio, bollettino di guerra: muore un operaio di 19 anni schiacciato da un blocco di cemento alla Fincantieri di Monfalcone (GO) e uno studente di 16 anni, in stage, si semi-amputa una mano con una fresa in provincia di Udine

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Ennesimo morto sul lavoro, ennesimo infortunio di uno studente in stage. Non si tratta di drammatiche fatalità. In un sistema economico dove la contraddizione principale è tra interessi dei lavoratori e capitale, tra sicurezza nei luoghi di lavoro e disperata ricerca di profitto a scapito dell’incolumità dei lavoratori stessi, tutto assume un significato più vasto.

Non è possibile tutelare la sicurezza dei lavoratori senza porsi in contrapposizione alle logiche padronali.

Per questo come Partito Comunista dei Lavoratori ci schieriamo incondizionatamente dalla parte degli studenti e delle studentesse che non si piegano ai ricatti e ai crimini della Buona Scuola, e ai lavoratori che hanno incrociato le braccia dopo la tragedia ai cantieri navali di Monfalcone.

Riprendere la mobilitazione studentesca contro la Buona Scuola deve significare rivendicare l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, funzionale solo agli interessi delle aziende, rimettendo in campo la forza del movimento del maggio 2015, che fece vacillare il governo e fu tradito dalle burocrazie sindacali. Fermare la Buona Scuola era possibile e, come ci insegnano i lavoratori e studenti francesi in queste settimane, solo la lotta di massa può far indietreggiare i governi e ribaltare i rapporti di forza a favore degli sfruttati.

L’abolizione di tutte le controriforme nel mondo della scuola e nel mondo del lavoro (Buona Scuola, Jobs Act, Legge Fornero, etc..) possono avvenire soltanto attraverso la mobilitazione di massa e di classe degli studenti e dei lavoratori. Nessun partito della borghesia ha come interesse la tutela dei diritti della classe lavoratrice e la difesa della scuola pubblica. I lavoratori e gli studenti possono contare solo ed unicamente sulla loro forza e la loro organizzazione.

È necessario ribaltare i rapporti di forza sui luoghi di lavoro e nelle scuole, ponendo in ogni lotta e in ogni mobilitazione la questione dell’autorganizzazione democratica degli studenti e dei lavoratori, dell’unità delle lotte, della costruzione del più ampio fronte unico di classe e di massa contro padronato e governo, qualunque esso sia.

Nella consapevolezza che solo abbattendo questo sistema economico basato sul profitto e instaurando un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, basato sulla loro forza ed autorganizzazione, è possibile tutelare davvero l’interesse dei lavoratori, degli studenti e della maggioranza della società.

– Per una scuola libera, pubblica, laica e al servizio dei proletari e delle masse popolari!

– Per l’abolizione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro!

– Per una svolta unitaria e radicale del movimento operaio!

– Come nel ’68 e come in questi giorni: fare come in Francia! Mobilitiamoci, organizziamoci, ribaltiamo i rapporti di forza!

In un mondo in cui le scuole diventano aziende e le aziende sfruttano gli studenti, ricercare l’unità tra movimento studentesco e movimento operaio diventa una questione irrinunciabile. È la ragione stessa dell’attività degli studenti del Partito Comunista dei Lavoratori.

Partito Comunista dei Lavoratori – Commissione studenti

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