Simpatizzante di Casapound aveva rubato una bandiera
Poi insulti e uno spintone alla donna che voleva fermarlo
VIGEVANO.
Matteo Ardolino, vigevanese di 44 anni, è stato condannato dal Tribunale di Genova a due anni e quattro mesi per le lesioni e le minacce a carico di una militante del Partito Comunista dei Lavoratori. Sulla sentenza si legge che il 44enne «è legato agli ambienti di estrema destra (Casapound)».I fatti risalgono all’ottobre del 2017. La donna stava andando alla “Festa rivoluzionaria del Partito Comunista dei Lavoratori” di Genova. Arrivata sul posto, la donna ha visto, poco prima dell’ingresso, Ardolino sfilare una delle bandiere del partito, per poi spezzarne l’asta. Ha chiesto spiegazioni, ma l’uomo ha risposto prima con un insulto, poi con il lancio dell’asta spezzata – senza colpire la donna – e infine ha spintonato la donna, facendola cadere a terra. Ardolino se n’è andato. A soccorrere la signora è stato un passante che, nel frattempo, era riuscito a fotografare il motorino sul quale Ardolino era scappato insieme a un suo amico. Portata al Pronto soccorso, Ronzitti è stata medicata e dimessa con una prognosi di dodici giorni. Da lì la denuncia, il procedimento giudiziario e la condanna, arrivata lo scorso 19 novembre. La notizia è stata ripresa dai media liguri, che descrivono Ardolino come «un affiliato a Casapound» impegnato a Vigevano in un negozio di abbigliamento a marchio «Pivert», vicino agli stessi ambienti dell’estrema destra. «Pivert non c’entra»Francesco Polacchi, amministratore unico della Pivert srl nonché dirigente di Casapound replica. «Conosco il vigevanese condannato – dice Polacchi. – Non ha mai lavorato per me, se non aiutandoci con degli aperitivi quando abbiamo proposto degli eventi. Non capisco perché il giudice lo abbia condannato a 2 anni e 4 mesi, quando la pubblica accusa chiedeva solo 9 mesi. Mi rifiuto di pensare che l’orientamento politico di una persona possa influenzare il giudizio». Secondo quanto trascritto negli atti, Ardolino non si è mai presentato in tribunale. A inchiodarlo è stato il duplice riconoscimento fotografico avvenuto nella questura di Genova, ma soprattutto, la targa del motorino, a lui intestato, sul quale è scappato quel giorno di ottobre. il legale della vittima«La condanna – spiega Marco Repetto, legale della signora – si riferisce in primis al furto aggravato della bandiera che era esposta, per questo il giudice ha comminato la pena in due anni e quattro mesi. Oltre al furto, sono stati riconosciuti anche i reati di lesioni e minacce, per i quali l’imputato è stato condannato anche al pagamento di una multa da mille euro, oltre al rimborso dei danni patiti dalla mia assistita. Per questo Ardolino dovrà affrontare un secondo processo, questa volta civile, per definire il risarcimento. Già in questa sentenza, però, è scritto che dovrà pagare, in via provvisionale, 3mila euro e le spese legali».
–Selvaggia Bovani
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