
Il Partito Comunista dei Lavoratori chiede l’immediata proclamazione dello stato di emergenza ambientale provocata dalle tonnellate di rifiuti non raccolti e giacenti sul territorio del comune.
Già all’inizio di marzo il PCL aveva richiesto un apposito intervento della Protezione civile. In questo contesto, se la pandemia avesse avuto a Reggio Calabria una diffusione appena più elevata, il caos rifiuti avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.
Il PCL rinnova dunque la richiesta di intervento della Protezione civile, e chiede inoltre: la proclamazione dello stato di dissesto del comune; l’annullamento della TARI a fronte di un servizio di fatto non erogato; il ritorno alla gestione dei servizi comunali pubblica e controllata socialmente; l’avvio di una reale politica di riciclo dei rifiuti; il superamento del sistema di smaltimento tramite discariche o inceneritori, sistema che consente enormi profitti ai privati e che è una parte essenziale del potere delle ecomafie.
Il PCL auspica l’avvio di una mobilitazione e di una protesta organizzata e di massa. Il PCL auspica inoltre un sollecito intervento della magistratura per fare chiarezza sui fatti e perché su questo scempio rispondano anche “in solido” gli “insospettabili” responsabili.
Partito Comunista dei Lavoratori – sezione di Reggio Calabria
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