Analisi sulla odierna situazione in Medio Oriente – Nord Africa
Rifiuto la visione di Israele come stato democratico che gestisce allo stesso tempo un regime di occupazione temporanea e che tutta l’area controllata da Israele – all’interno della Linea Verde e in Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza – dovrebbe stabilire un unico sistema che operi secondo un principio organizzativo: raggiungere e mantenere la supremazia di un gruppo di persone (gli ebrei) su un altro gruppo (i palestinesi). È un sistema di apartheid. Nel caso israeliano questo sistema non è emerso dall’oggi al domani piuttosto è stato istituzionalizzato e le sue caratteristiche sono diventate chiare nel tempo. Questi passaggi si sono accumulati nel corso degli anni e si riflettono ampiamente nelle leggi, nella pratica e nel sostegno pubblico e giudiziario, questo stabilisce la dolorosa conclusione che questo sistema deve essere definito apartheid.
Ogni volta che la sinistra vuole analizzare un conflitto usa vecchi strumenti legati alle rivoluzioni. La questione del Marocco sarahawi è un conflitto pluridecennale con molteplici e diversificati elementi che compromettono il futuro del Maghreb e la cui analisi non va basata sulla dialettica rivoluzionaria ma l’ approccio dovrebbe tenere conto della situazione storica. La necessità primaria è ricercare l’ origine del conflitto che ha pesato decine di anni su tutta l’ area coinvolgendo e frustrando le speranze di generazioni illuse nell’ aspettativa di un grande Maghreb e ricercare una possibile soluzione. Importante sarebbe superare il contesto analitico della sinistra limitata alla visione secondo il calcolo politico senza considerare le reali necessità di risoluzione del problema. I paesi arabi negli anni sono rimasti prigionieri dei ceppi al quale ci hanno costretto il colonialismo e gli accordi Sykes Picot privi di alcuna considerazione per la realtà umana, storica, politica ed economica. Il Maghreb fu diviso in stati separati per renderlo ancora luogo di futuro conflitto e lotta della quale beneficia l’ occidente.
La destra e sinistra europea hanno avuto la possibilità di costruire il proprio paese unificandolo geograficamente e politicamente dalla Spagna al nord Europa ed oggi anche verso l’ est creando un paese senza frontiere ed unito per sfidare le altre nazioni sul campo economico e politico, va ricordato che questo processo di rinascita economica iniziò secoli fa con l’ industria del ferro e del carbone.
Oggi la sinistra dovrebbe osservare con attenzione al conflitto del sud del Marocco dove una buona parte di popolazione di origine marocchina ha un identità integrante nella costruzione del Maghreb ed in cui esistono altri cittadini sarahawi rifugiati, meglio dire prigionieri nel sud dell’ Algeria che alimenta ancora il conflitto per diventare la prima potenza economica nell area ricattando un paese con una storia millenaria. Il Marocco non è mai stato un paese colonialista ma sottomesso all’ inizio del secolo scorso da due potenze europee: La Spagna che occupò una parte del nord ed il Sahara marocchino e la Francia che occupò una parte del Sahara accanto alla Mauritania che prima della colonizzazione era parte del Marocco.
Quando il Marocco ottenne l’ indipendenza nel 1955 la Francia continuó a negoziare ai confini con l’ Algeria ma il governo marocchino rifiutò dicendo che un accordo senza la libertà delle frontiere e dell’ Algeria non sarebbe mai stato attuabile.
Il Marocco fu sostenitore della lotta dei partigiani algerini per l’ indipendenza ma una volta che l’ Algeria ottenuta quest’ ultima pretese di tracciare le frontiere e con la venuta di Boumediene al governo algerino intere famiglie marocchine furono cacciate dal territorio algerino negando ogni possibilità di dialogo con il Marocco, ancora oggi nella zona del Sahara ovest esistono famiglie separate dai confini.
In questi ultimi anni il Marocco attuó un proposta politica da osservare con attenzione su un’ autonomia ed uno statuto speciale per risolvere questo cinquantennale conflitto che impedisce lo sviluppo dei paesi del Maghreb.
La storia ricorda che la prima esperienza di integrazione economica del Maghreb nasce durante due conferenze dei ministri dell’ economia: la prima il 26 settembre 1964 la seconda a Tangeri il 26 novembre dello stesso anno che condussero alla creazione del comitato consultivo permanente CPCM incaricato di risolvere tutte le questioni relative alla cooperazione economica.
Nel 1967 il CPCM sostiene nei paesi del Maghreb un programma di riduzione di tasse doganali per permettere la libera circolazione dei prodotti e la creazione di una banca del Maghreb oltre a promuovere lo sviluppo dell’ economia e l’ industrializzazione ma questo programma non ottenne successo.
AbdelMajid Daodagh – PCL sezione Brescia
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