Un giorno la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra, scriveva il grande cantante dei The Doors, Jim Morrison, mitico gruppo rock americano degli anni 60/70. ma ancora, purtroppo le guerre e le armi proliferano nel pianeta, gli stati si armano sempre più. Nel 2022, l’Italia, spenderà olre 25 miliardi di euro, più di 8,2 per nuove armi, un aumento del 3,4 % rispetto al 2021 e un balzo di quasi il 20 % in 3 anni. Nell’ultima legge di bilancio varata dal governo Draghi, nelle pieghe di alcuni emendamenti sono state inserite spese per il potenziamento delle forze armate con numerosi milioni di euro, tra cui il supporto per lo screening di massa degli alunni delle scuole per una spesa di 9 milioni di euro piu altri 14,5 milioni per il pagamento di straordinari e oneri di missione del personale militare medico e paramedico impiegato. Altri 200.000 euro stanziati per il conferimento di incarichi a tempo determinato per sei mesi a figure specialistiche nei laboratori del Ministero della Difesa e 185.000 euro per il pagamento di ulteriori prestazioni di lavoro straordinario per i medici militari.
tutto nel segno di militarizzazione dominante nella vita sociale. A corollario di tale indirizzo militaresco, si innesca anche il coinvolgimento delle forze armate anche nelle scuole pubbliche , con l’alternanza scuola-lavoro. Per le scuole superiori siciliane, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) ha firmato un protocollo d’intesa della durata di tre anni con l’esercito italiano per consentire lo svolgimento delle attività scuola lavoroin alcuni reparti militari isolani. Si legge nel documento: “il comando militare dell’esercito riserva particolare attenzione al mondo scolastico , accademico e scientifico per i valori etico-sociali, della storia e delle tradizioni militari, con un focus sulla funzione centrale della cultura della difesa ha svolto e continua a svolgere a favore della crescita sociale, politica, economica e democratica del paese”. Queste le elucubrazioni soldatesche, per la cultura della guerra della forza, per una sinergia bellica. I nostri studenti saranno impiegati, per le attività scuola lavoro a servire gli ufficiali a pelare le patate e lavare piatti, oltre a impratichirsi nella conoscenza delle armi. A dimostrazione di una società capitalista sempre più guerrafondaia, saranno coinvolti anche gli studenti, invece di favorire la cultura della pace della convivenza la conoscenza delle materie umaniste, si proiettano i giovani verso un futuro militaresco e bellico, sfruttando anche la manodopera a costo zero come precedentemente sperimentato nelle aziende private nell’alternanza scuola-lavoro.
Ma la ingerenza militare nella nostra isola chiaramente non si ferma qui, la realtà sempre più evidente di una regione ancor di più militarizzata, specialmente dalle forze armate a stelle e striscie. Un territorio devastato da numerosi siti bellici, tra i piu famosi base di Sigonella, MUOS di Niscemi, aeroporto Trapani-Birgi, i centri radar di Marsala e Notomezzogregorio, la baia di Augusta per l’attracco dei sottomarini a propulsione nucleare, gli hangar scavati dentro una montagna a Pantelleria, i poligoni per le esercitazioni di guerra a Punta Bianca (Agrigento), Piazza Armerina e Corleone, senza dimenticarte i porti di Messina, Catania e Palermo per le soste e i rifornimenti dell IV flotta e delle marine dei paesi della NATO, oltre ai decolli dei bombardieri dagli aeroporti civili di Punta Raisi Fontanarossa e Pantelleria. (fonti fornite dal giornalista messinese Antonio Mazzeo).
una vera e propria enorme base militare, definita dai No War siciliani un tumore maligno.
In questi anni non sono mancate le lotte da parte di numerosi movimenti antimilitaristi e pacifisti, contro il MUOS, contro la militarizzazione dell’isola, come quella di divesri anni fa contro i missili di Comiso.
.Lo Stato ha risposto sempre con lo stesso indirizzo: repressione e persecuzione, criminalizzazione e violenza. Difendendo sempre l’ingerenza americana sull’isola. La Sicilia terra già devastata dall’incuria dalla non curanza del territorio, dalla cementificazione selvaggia dalle speculazioni, dall’inquinamento di territori come Milazzo, Gela e Priolo, subisce anche il peso della militarizzazione con le conseguenze devastanti per l’ambiente, generando distruzioni del territorio e proliferazione di malattie tumorali.
Ma la invasione militare continua, a breve la base di Sigonella, tra Catania e Lentini, allargherà il suo perimetro per l’a mpliamento della pista dei velivoli.
Cento ettari di terreno confinanti con la grande stazione aeronavale nell’ambito del programma NATO denominato Capability Package 9A1301 Air-to-air refueelling assets, per
l’allungamento delle piste per consentire l’atterraggio e il decollo dei grandi aerei cisterna per il rifornimento in volo
di aerei dell’Alleanza Atlantica. Ampliamento bloccato, momentaneamente dalla magistratura per un presunto atto corruttivo, per aumentare il valore dei terreni, implicati due ufficilai italiani.Ma poi si risolve tutto, chiusa l’inchiesta con un nulla di fatto, il progetto va avanti, con la soddisfazione dei militari americano e con il tacito consenso del Parlamento Italiano, mai discusso come pure il dislocamento dei droni di intelligenze e di attacco degli USA, tanto da diventare la più grande base di droni in Europa. Neanche le autorità civili locali e regionali hanno mai discusso di questo ampliamento. Si prevede che tutto saà pronto nella rpimavera del 2024, con un notevole incremento del personale militare americano, con un evidente ricadua sul pianio ambiantale su inquinamento del suoo e acustico. la Sicilia sempre più militarizzata, un isola sempre pù soggiocata alla presenza di ordigni di guerra. La nostra isola, storicamente luogo di accoglienza di pace e di multiculture si trova sempre pù nel mezzo delle strategie guerrafondaie della macchina militare statunitenze, siamo il fulcro del Mediterraneo per i progetti imperialisti e bellici della potenza a stelle e striscie.
Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà sempre in prima linea per tutte le lotte antimperialiste accanto a tutti i movimenti siciliani per la liberazione della nostra terra.
D’arrigo Salvatore
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