{"id":61478,"date":"2006-08-30T00:00:00","date_gmt":"2006-08-30T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2006\/08\/30\/dichiarazione-appello-contro-la-missione-militare-in-libano\/"},"modified":"2006-08-30T00:00:00","modified_gmt":"2006-08-30T00:00:00","slug":"dichiarazione-appello-contro-la-missione-militare-in-libano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2006\/08\/30\/dichiarazione-appello-contro-la-missione-militare-in-libano\/","title":{"rendered":"DICHIARAZIONE&ndash;APPELLO CONTRO LA MISSIONE MILITARE IN LIBANO"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non condividiamo la natura e le finalit&agrave; della missione militare multinazionale in Libano.<\/strong><\/p>\n<p>Il gigantesco dispositivo militare e di guerra previsto dalla spedizione non &egrave; missionario di pace. E&rsquo; piuttosto funzionale ad ottenere il disarmo della resistenza nazionale libanese &ndash; che la guerra israeliana non &egrave; riuscita a conseguire &ndash; entro un disegno di normalizzazione interna del Libano. Il fatto che il disarmo della resistenza sia realizzato direttamente dalle forze multinazionali occupanti o sia perseguito dall&rsquo;esercito libanese, sotto il controllo e &ldquo;l&rsquo;assistenza&rdquo; delle forze occupanti, non cambia la finalit&agrave; dell&rsquo;impresa. Il solo perseguimento di quell&rsquo;obiettivo rischia i precipitare il Libano in una seconda guerra civile &ndash; a tutto vantaggio di Israele &ndash; che coinvolgerebbe inevitabilmente le stesse forze multinazionali. Ma soprattutto la realizzazione eventuale di quell&rsquo;obiettivo non contribuirebbe affatto ad una &ldquo;giusta pace&rdquo; mediorientale: al contrario rafforzerebbe ulteriormente il peso politico e militare dello stato di Israele in Medioriente, a scapito dei popoli arabi e in primo luogo del popolo palestinese. E quindi rafforzerebbe il principale fattore di guerra in Medioriente da mezzo secolo. <\/p>\n<p>Non &egrave; un caso che l&rsquo;amministrazione USA ed il governo israeliano sostengano apertamente la missione in Libano e ne abbiano anzi sollecitato il pi&ugrave; rapido avvio.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;amministrazione americana &ndash; che con Condoleeza Rice &egrave; stata la principale artefice della risoluzione ONU &ndash; considera il coinvolgimento europeo nell&rsquo;azione di polizia internazionale come una via d&lsquo;uscita dalle difficolt&agrave; del proprio unilateralismo in Irak. Peraltro Bush rivendica apertamente la missione multilaterale in Libano come &ldquo;continuit&agrave; della guerra al terrorismo condotta in Afghanistan e in Irak&rdquo; e per questo si congratula con &ldquo;il coraggio dei governi francese e italiano&rdquo;che ne hanno preso il comando.<br \/>\n<br \/>Dal canto suo il governo israeliano, in grave crisi dopo l&rsquo;insuccesso della propria guerra, vede nella missione una ciambella di salvataggio a cui aggrapparsi: e naturalmente la rivendica come strumento di realizzazione dei propri incompiuti obiettivi di guerra<\/p>\n<p>In questo quadro il cosiddetto &ldquo;protagonismo europeo&rdquo; nella missione libanese ha un carattere ben diverso da quello che si &egrave; voluto celebrare. Non siamo affatto in presenza di &ldquo;una nuova autonomia politica europea&rdquo;rispetto agli USA. Al contrario assistiamo al tentativo di riproporre un&rsquo;alleanza Europa-Stati Uniti attorno al governo delle politiche di potenza, gi&agrave; sperimentata in Kosovo e in Afghanistan : un ritorno favorito dalla crisi congiunta dell&rsquo;unilateralismo di Bush e delle velleit&agrave; della Francia.<br \/>\n<br \/>Qui sta &ldquo;il ruolo nuovo dell&rsquo;Onu&rdquo;. La missione in Libano non &egrave; &ldquo;il riscatto dell&rsquo;Onu&rdquo;. Al contrario, l&rsquo;Onu ha semplicemente timbrato con la sua finta neutralit&agrave; giuridica il ricostituito quadro multilaterale tra USA ed Europa. L&rsquo;unilateralismo americano in Irak aveva relativamente marginalizzato l&rsquo;Onu. Il rilancio del multilateralismo euroamericano l&rsquo;ha rivalutato come mezzo e luogo di ratifica del nuovo corso. Ma con ci&ograve; si conferma interamente la dipendenza organica dell&rsquo;ONU dalla politica delle grandi potenze e dalle loro variabili relazioni. Ci&ograve; che interroga la natura reale di questo organismo, fuori da ogni residua illusione.<\/p>\n<p>Lungi dall&rsquo;aver realizzato una &ldquo;svolta pacifista&rdquo; della propria politica estera, il governo italiano &egrave; dentro il nuovo corso multilaterale della politica internazionale. Dopo aver concordato con gli USA tempi e modi del ritiro dall&rsquo;Irak, dopo aver rifinanziato la missione di guerra in Afghanistan, il governo italiano ha utilizzato la crisi dell&rsquo;unilateralismo USA e le incertezze iniziali della Francia per conquistare un ruolo importante, politico e militare, nella nuova spedizione multinazionale.<br \/>\n<br \/>Sotto il profilo politico, il governo si &egrave; mosso in un quadro di stretto accordo con USA e Israele, presentandosi ad entrambi come il pi&ugrave; efficace garante e controllore di una possibile normalizzazione del Libano, per via delle tradizionali entrature politiche e militari di cui l&rsquo;Italia gode in quel paese.<br \/>\n<br \/>Sotto il profilo militare, il governo ha predisposto la pi&ugrave; massiccia spedizione militare italiana dell&rsquo;intero dopoguerra, con una potenziale esposizione ancor pi&ugrave; diretta e gravosa che in Afghanistan e in Irak, e dai costi finanziari e sociali ancor pi&ugrave; consistenti.<br \/>\n<br \/>Sotto tutti gli aspetti, questa missione &egrave; dunque in continuit&agrave; con la politica estera italiana, pur nel nuovo quadro multilaterale. Per questo le forze politiche del centrodestra preannunciano il proprio voto favorevole alla missione: che cos&igrave; ripropone, proprio attorno alla politica estera, quell&rsquo;unit&agrave; nazionale tra gli schieramenti di governo che a sinistra si affermava di voler scongiurare.<\/p>\n<p>In contrapposizione aperta a questa missione militare ci proponiamo un intervento attivo di controinformazione e mobilitazione, teso a realizzare la pi&ugrave; ampia unit&agrave; d&rsquo;azione tra tutte le forze disponibili a contrastare il &ldquo;militarismo umanitario&rdquo;.<\/p>\n<p>Denunciamo apertamente l&rsquo;invasione israeliana del Libano, la guerra devastante che l&rsquo;ha accompagnata, il silenzio assolutorio che l&rsquo;ha seguita. E&rsquo; indegna l&rsquo;impunit&agrave; di cui Israele e il suo esercito godono da sempre in sede ONU, grazie alla copertura americana ed europea. Ancora una volta la risoluzione ONU 1701 e la relativa missione multinazionale avallano la guerra israeliana, tacciono sulle sue responsabilit&agrave; e i suoi orrori. Noi respingiamo questa ennesima copertura diplomatica dei crimini di Israele e ci ripromettiamo, in ogni sede, di documentarli e denunciarli.<\/p>\n<p>Riteniamo importante una autonoma azione di aiuto civile alle popolazioni libanesi colpite da Israele da parte di tutte le organizzazioni e realt&agrave; del movimento pacifista ed antimperialista. Consideriamo tale solidariet&agrave; comprensiva del sostegno alla resistenza nazionale libanese antisraeliana, in particolare a quelle forze laiche, di sinistra, comuniste, ieri impegnate a difendere il proprio paese dall&rsquo;invasione, oggi impegnate nell&rsquo;azione di ricostruzione del Libano e di assistenza alle vittime della guerra.<\/p>\n<p>Ci battiamo per la centralit&agrave; delle ragioni e dei diritti del popolo palestinese. La guerra di Israele al Libano e la missione militare per il disarmo della resistenza libanese, contribuiscono a rimuovere il dramma quotidiano del popolo palestinese nelle colonie israeliane, a partire da Gaza; ed in particolare rimuovere l&rsquo;intensificazione della terribile repressione israeliana nei territori occupati. Rilanciare la mobilitazione a sostegno dei palestinesi, per il loro pieno diritto all&rsquo;autodeterminazione, &egrave; parte centrale della nostra opposizione alla missione in Libano. Come lo &egrave; la rivendicazione dell&rsquo;abolizione del trattato di cooperazione militare tra Italia e Israele.<\/p>\n<p>Ci proponiamo di contrastare quel clima pesante di intimidazione politica e culturale che mira a rappresentare come &ldquo;antisemitismo&rdquo; la denuncia della politica israeliana. Noi non ci faremo intimidire. Da sempre avversi ad ogni forma di antisemitismo, rivendichiamo il diritto ad un&rsquo;aperta battaglia politica e culturale contro il sionismo e l&rsquo;islamofobia, quale parte integrante di una coerente lotta contro la guerra.<\/p>\n<p><strong>Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori; Unione Democratica Araba Palestinese; Forum Palestina; Rete dei Comunisti; Campo Antimperialista; Red Link; Comitato Nazionale per il Ritiro dei Militari Italiani; Comitato Comunista A. Gramsci; Comitato Iraq Libero.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non condividiamo la natura e le finalit&agrave; della missione militare multinazionale in Libano. 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