{"id":61670,"date":"2007-03-19T00:00:00","date_gmt":"2007-03-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/03\/19\/capitalismo-o-sistema-criminale\/"},"modified":"2007-03-19T00:00:00","modified_gmt":"2007-03-19T00:00:00","slug":"capitalismo-o-sistema-criminale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/03\/19\/capitalismo-o-sistema-criminale\/","title":{"rendered":"Capitalismo o Sistema criminale?"},"content":{"rendered":"<p>Il capitalismo viene definito come un sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attivit&agrave; economiche, stabilendo una separazione fra chi possiede i mezzi di produzione e chi offre la propria manodopera. Le caratteristiche essenziali sarebbero la libert&agrave; economica, la competitivit&agrave; e il libero mercato. Ma oggi nel mondo prevale davvero un modello con tali caratteristiche? Forse sarebbe pi&ugrave; esatto sostenere che esistono pi&ugrave; &#8220;capitalismi&#8221;. Ne possiamo distinguere almeno due tipi: un tipo di capitalismo che chiameremo &#8220;teorico&#8221; e un altro definito capitalismo selvaggio o dei compari. Il capitalismo teorico coincide con la definizione classica del capitalismo quale sistema basato sull&#8217;imprenditoria privata. Il secondo tipo &egrave; stato definito &#8220;capitalismo dei compari&#8221; dall&#8217;economista Premio Nobel Joseph Stigliz[1], in riferimento al gruppo di imprese statunitensi che si appropriano delle risorse del paese e intascano grossi profitti. Le grandi imprese americane ricevono dal governo enormi somme, attraverso il Corporate Welfare. Spiega Stigliz: <\/p>\n<p>Gli imprenditori generalmente sono contrari ai sussidi, tranne che per se stessi&#8230; il cosiddetto Corporate Welfare sembra quasi un omaggio delle abbondanti risorse del nostro paese. Le societ&agrave; minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente. Quando, nei primi anni dell&#8217;amministrazione cercammo di farle pagare, fummo messi in minoranza&#8230; Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l&#8217;utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese, i magnati dei media, avevano costruito cos&igrave; le loro fortune. I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto e incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto&#8230; Raggiungemmo un accordo con il capogruppo dei repubblicani al senato, Robert Dole, per introdurre una tassa a carico delle emittenti televisive per l&#8217;uso dello spettro e per un breve periodo sembr&ograve; che la cosa potesse andare in porto. Ma alla fine, la reazione dei media contro questo progetto riusc&igrave; a soffocarlo.[2] <\/p>\n<p>L&#8217;&eacute;lite americana del capitalismo selvaggio riceve sussidi dallo Stato, oppure, grazie alle loro lobby, ottiene sconti fiscali per milioni di dollari.<br \/>\n<br \/>Questo tipo di capitalismo grava su tutti i cittadini, in quanto le ricchezze dell&#8217;&eacute;lite dominante sono pagate dai cittadini.<br \/>\n<br \/>Il capitalismo selvaggio o dei compari viene sostenuto dai governi americani in tutti i settori. Ad esempio, la guerra per il petrolio dell&#8217;Iraq &egrave; pagata dai contribuenti americani, ma i vantaggi dell&#8217;appropriazione dei pozzi petroliferi vanno alle grandi societ&agrave; petrolifere private come la General Electric e la Halliburton. Anche la ricerca scientifica negli Usa &egrave; spesso sovvenzionata con denaro pubblico, ma quando i ricercatori raggiungono un importante risultato, i capitalisti selvaggi possono brevettarlo e ottenere profitti privati da un investimento pubblico.   <\/p>\n<p>Nel capitalismo teorico c&#8217;&egrave; libert&agrave; imprenditoriale (basta avere il capitale) e l&#8217;imprenditore persegue il benessere materiale della propria famiglia e di riflesso anche della societ&agrave;. Nel capitalismo dei compari, invece, non c&#8217;&egrave; un obiettivo di benessere sociale, ma soltanto di accumulazione senza fine dei capitali. Cio&egrave; bisogna espandersi all&#8217;infinito, come se ci&ograve; fosse possibile. La ricchezza deve per forza aumentare, ma ci&ograve; non dovr&agrave; corrispondere al maggior benessere di tutte le persone, ma semplicemente all&#8217;aumento fine a se stesso del capitale finanziario. Come osservano gli studiosi del gruppo Marcuse: <\/p>\n<p>La nostra organizzazione socioeconomica esige che la ricchezza prodotta non smetta di aumentare, anzi che aumenti sempre pi&ugrave; velocemente. E&#8217; necessario che il tasso di crescita sia sempre superiore a quello dell&#8217;anno precedente. In tale contesto, una crescita &#8220;soltanto&#8221; costante della ricchezza nazionale costituisce un insopportabile rallentamento, di cui noi subiamo le conseguenze pi&ugrave; o meno a breve termine, poich&eacute; le nostre risorse si riducono sempre pi&ugrave; ai soli redditi monetari&#8230; un buon numero di evoluzioni, quali l&#8217;urbanizzazione e l&#8217;estensione del salariato, spesso percepite unilateralmente come progressi, hanno anche reso gli individui sempre pi&ugrave; dipendenti da un movimento economico che &egrave; sempre pi&ugrave; indipendente dai loro bisogni.[3] <\/p>\n<p>La pretesa di una crescita infinita crea una spirale distruttiva, in cui la crescita ritenuta necessaria avviene a discapito della salute e della vita umana.<br \/>\n<br \/>Il capitalismo teorico prevede la possibilit&agrave; per tutti di intraprendere un&#8217;attivit&agrave; economica, a seconda delle proprie aspirazioni e dei propri talenti. Il capitalismo selvaggio elimina la concorrenza in maniera spietata, utilizzando metodi mafiosi e terroristici. Negli ultimi venti anni, le Corporation hanno acquisito un potere mai avuto prima, a discapito delle piccole e medie imprese. Le grandi imprese sono &#8220;entit&agrave; virtuali&#8221; ma hanno diritti come gli esseri umani. Esse non hanno alcun legame con luoghi particolari, eppure esercitano potere ovunque. Oggi possono utilizzare l&#8217;arma del &#8220;ricatto occupazionale&#8221;, potendo trasferire l&#8217;attivit&agrave; industriale nei luoghi in cui la manodopera costa pochissimo e dove ottengono privilegi fiscali. Attraverso il Wto sono state imposte regole che difendono il potere dell&#8217;&eacute;lite economico-finanziaria, eliminando concorrenza e competitivit&agrave;. Spiega Colin Crouch: <\/p>\n<p>Il capitalismo post-industriale&#8230; ha iniziato il tentativo di smantellare gli accordi fatti dai suoi predecessori nell&#8217;industria e abbattere le barriere alla commercializzazione e mercificazione imposte dal concetto di cittadinanza tipico degli anni Cinquanta-Sessanta. In questo &egrave; stato fortemente aiutato dal World Trade Organisation (Wto)&#8230; (che) non riconosce altre priorit&agrave; umane&#8230; L&#8217;unico diritto che il Wto protegge contro la libera concorrenza &egrave; il diritto di brevetto &#8211; da qui il suo appoggio alle multinazionali farmaceutiche per impedire ai Paesi poveri di mettere in commercio medicine di vitale importanza in preparazioni economiche e competitive&#8230;. Il Wto ha identificato il welfare state, compresi la pubblica istruzione e i servizi sanitari, come aree che dovrebbero essere aperte al mercato o alla privatizzazione&#8230; In seguito a queste pressioni, i contenuti del concetto di cittadinanza sono stati messi in discussione ovunque.[4] <\/p>\n<p>Nel capitalismo selvaggio, i concetti considerati propri del capitalismo, quali &#8220;competitivit&agrave;&#8221; e &#8220;libero mercato&#8221;, vengono dunque a costituire principi validi, di fatto, soltanto per la classe media e la gente comune. L&#8217;&eacute;lite dominante, lungi dal rispettare le regole, basa il suo potere sulle agevolazioni e le sovvenzioni dello Stato, e sulla possibilit&agrave; di infrangere qualsiasi legge, valendosi dell&#8217;egemonia finanziaria ed economica. In un sistema siffatto, le grandi Corporation concludono accordi fra loro, rafforzando cos&igrave; il loro potere.<br \/>\n<br \/>Il capitalismo teorico deve nascere nella libert&agrave; di azione dell&#8217;uomo, e deve tendere a dare benessere materiale in modo spontaneo, senza pressioni di alcun genere. Il solo limite consiste nel rispetto delle leggi e dei diritti umani universali. <\/p>\n<p>Il capitalismo selvaggio, invece, mette al primo posto la sopravvivenza dello stesso sistema economico iniquo, mentre le vite umane possono essere spezzate a milioni pur di salvaguardare lo status quo. Tale sistema &egrave; basato sull&#8217;esistenza di un&#8217;area demografica agiata, che lo rafforza attraverso il consenso ideologico e il consumismo. Ma per la sua sopravvivenza occorre anche un&#8217;area disagiata.  Per abbassare il costo del lavoro occorre che essa sia quanto pi&ugrave; possibile ampia. Il sistema del capitalismo selvaggio attua tecniche di vario genere per creare povert&agrave; ed eliminare la manodopera in sovrappi&ugrave;, distruggendo le economie dei paesi pi&ugrave; deboli. Esso si impone con la forza, e fa credere che l&#8217;economia sia una scienza esatta e quindi immune da ogni libera dissertazione. Ma l&#8217;economia non pu&ograve; essere una scienza esatta come la matematica, la fisica o la chimica, perch&eacute; si basa sulle capacit&agrave; d&#8217;arbitrio dell&#8217;uomo e possono esistere pi&ugrave; sistemi economici. <\/p>\n<p>Come la Sociologia o la Psicologia , anche se utilizza la matematica, non pu&ograve; dirsi una scienza &#8220;pura&#8221;. Le &#8220;leggi&#8221; che possono emergere dalle analisi o dalle ricerche economiche hanno sempre un margine di arbitrio, devono essere sottoposte all&#8217;analisi empirica, e non possono assurgere a conoscenze assolute e immodificabili. Ritenere che la disoccupazione, la povert&agrave; o la guerra debbano per forza esistere significa abbracciare il modello economico che l&#8217;&eacute;lite dominante ci presenta come unico possibile o come migliore. Essa esercita tutto il suo potere per fare in modo che il suo modello non venga messo in discussione da nessuno, nemmeno dagli stessi economisti. L&#8217;&eacute;lite dominante assolda i propri &#8220;economisti&#8221; e assegna loro i posti pi&ugrave; importanti nelle universit&agrave;, curandosi che soltanto determinate idee e teorie saranno diffuse. <\/p>\n<p>Ad esempio, negli anni Ottanta e Novanta impose la cosiddetta &#8220;Scuola di Chicago&#8221;, e dette fama a mediocri economisti, come Robert Lucas, disposti a sostenere che l&#8217;economia avesse una sua propria razionalit&agrave; perfetta e in grado di garantire un perfetto equilibrio. Di conseguenza, non occorreva alcuna legge o intervento dello Stato. Secondo questa teoria, l&#8217;economia sarebbe come un&#8217;entit&agrave; perfetta a s&eacute; stante, capace di una perfezione che nessun essere vivente possiede. Gli economisti della scuola di Chicago dovevano convincere tutti che era necessario &#8220;globalizzare&#8221; l&#8217;economia e distruggere il potere dei governi. Le tesi pi&ugrave; insensate vennero sostenute da questi economisti, come spiega Walter Graziano: <\/p>\n<p>Qualsiasi economista che non appartenesse (alla) corrente o che osasse rinnegarla era guardato poco meno che come un dinosauro&#8230; Se non avesse agito sotto l&#8217;ala protettrice di Chicago, con queste teorie Lucas avrebbe probabilmente suscitato grande ilarit&agrave;&#8230; Secondo Lucas&#8230; se il governo non si immischia in faccende economiche si riuscir&agrave; facilmente a raggiungere un tasso pieno di occupazione&#8230; come per magia arriver&agrave; la piena occupazione&#8230; anche i migliori stipendi possibili per tutti i lavoratori di qualsiasi paese del mondo e di qualsiasi epoca.[5] <\/p>\n<p>I capitalisti selvaggi impongono restrizioni di tipo culturale, economico e politico; il sistema che loro prediligono &egrave; la dittatura. La libert&agrave; &egrave; libert&agrave; per loro stessi di dettare le regole, di eliminare la competitivit&agrave; e di decidere chi deve andare avanti e chi deve essere portato al fallimento. Secondo questo modello deve dominare un&#8217;unica cultura, un unico gruppo e un unico potere politico. Per questo motivo le popolazioni devono essere tenute sotto controllo, anche nella loro crescita demografica. Thomas Robert Malthus (la sua teoria sar&agrave; ripresa da Lucas) sosteneva che le carestie e le epidemie erano &#8220;salutari&#8221; rimedi all&#8217;aumento demografico, indicato come problema pi&ugrave; grave del pianeta. L&#8217;&eacute;lite anglo-americana &egrave; seguace di Malthus, ma si rif&agrave; anche alle idee di Charles Darwin, secondo il quale la specie pi&ugrave; forte domina, e quella pi&ugrave; debole si estingue. Lo scopo di queste teorie &egrave; quello di imporre il sistema creato dall&#8217;&eacute;lite dominante anglo-americana, che non lascia libert&agrave; n&eacute; accetta una vera competizione, ma impone un assetto favorevole soltanto a pochi. Un falso capitalismo spacciato per vero. <\/p>\n<p>Le scuole in cui nascono queste teorie sono finanziate dagli stessi personaggi che fanno parte dell&#8217;&eacute;lite, come John D. Rockefeller, finanziatore della scuola di Chicago. Le industrie petrolifere, farmaceutiche, belliche ecc., oggi controllano le maggiori universit&agrave; del mondo. Possono dunque decidere ci&ograve; che &egrave; &#8220;scienza&#8221; e ci&ograve; che non lo &egrave;, ci&ograve; che va divulgato e ci&ograve; che va occultato. Persino il Premio Nobel per l&#8217;economia non &egrave; possibile conferirlo liberamente. Infatti, esso in realt&agrave; non &egrave; un vero Premio Nobel perch&eacute; non viene dato dalla Fondazione Nobel ma da un gruppo di banchieri della Banca Centrale Svedese. Solo i banchieri si arrogano il potere di valutare i sistemi economici, per paura che le teorizzazioni umane possano spaziare liberamente, come avviene in qualsiasi altro campo dello scibile. Il modello da loro premiato[6] &egrave; quasi sempre quello liberale o neo liberale, che non mette in discussione lo strapotere delle banche e delle Corporation. <\/p>\n<p>Oggi l&#8217;analisi economica critica viene scoraggiata. Nelle universit&agrave; prevalgono gli studi occultamente dogmatici, in cui la scissione fra teoria e pratica non permette adeguate valutazioni e dissertazioni. Ogni discorso autenticamente critico viene malvisto e caricato di significati nefasti. Gli economisti pi&ugrave; brillanti vengono bollati, nella migliore delle ipotesi, come &#8220;utopisti&#8221;, &#8220;antiamericani&#8221; e &#8220;contro ogni sviluppo economico&#8221;, mentre nella peggiore ipotesi vengono accusati di essere &#8220;terroristi&#8221;. Il modello ultraliberale viene implicitamente considerato come il migliore, e viene indicato come l&#8217;unico che possa garantire un sistema democratico. Queste argomentazioni, ovviamente, omettono che questo modello costringe l&#8217;80% della popolazione mondiale a vivere in povert&agrave;, e utilizza mezzi criminali per impedire alla gente di avere governi democratici. <\/p>\n<p>Lasciare la libert&agrave; assoluta a questo gruppo di persone fa s&igrave; che si abbia il mondo di oggi, in cui milioni di persone soffrono la fame e la miseria e in cui vige la legge del pi&ugrave; forte. Tutto dipende dalle decisioni arbitrarie di queste poche persone: da loro dipende la vita o la morte, l&#8217;occupazione o la disoccupazione, l&#8217;investimento nell&#8217;industria o nelle rendite finanziarie ecc. Da queste persone dipendono anche le crisi economiche, le guerre, l&#8217;espansione dell&#8217;economia, la recessione ecc. <\/p>\n<p>Oggi l&#8217;&eacute;lite ha deciso di promuovere il capitalismo finanziario, che significa guadagnare denaro sul denaro stesso, senza produrre o lavorare. Coi flussi finanziari si nutre un&#8217;economia o la si distrugge, si sceglie chi deve vincere una guerra, o si decide chi deve vivere e chi morire. Ad esempio, nel 1997, il Fmi dette 17 miliardi di dollari alla Thailandia, 57 alla Corea del Sud e 40 all&#8217;Indonesia. Gli interessi chiesti erano altissimi. Le condizioni poste costringevano questi paesi a svendere le aziende locali a investitori stranieri. Si prometteva &#8220;sviluppo economico&#8221;, che consisteva negli investimenti delle aziende straniere che andavano a sfruttare la manodopera locale e ottenevano agevolazioni fiscali. Inoltre, il Fmi poneva come obbligo la chiusura di alcune banche e la svalutazione della moneta locale. In tal modo il gruppo di imprese straniere, gi&agrave; molto forti, acquisiva un potere enorme, e bastava ritirare gli investimenti per far crollare l&#8217;economia e ottenere altre ricchezze locali a prezzi irrisori. <\/p>\n<p>Cosa che puntualmente avvenne. La distruzione delle economie dei paesi asiatici faceva parte di un ampio piano per ridurre la competitivit&agrave;. Al contrario che nel capitalismo teorico, nel capitalismo selvaggio si distrugge e si uccide pur di non avere concorrenti pericolosi. Il capitalismo selvaggio non vuole concorrenti, non vuole dare libert&agrave; se non ai pochi &#8220;compari&#8221; e diffonde povert&agrave; ovunque, spesso con l&#8217;inganno. Le vere caratteristiche di questo sistema vengono sistematicamente nascoste dietro argomentazioni filantropiche che fanno credere alla storiella del capitalismo che nel tempo da&#8217; benessere a tutti. Gli intellettuali da loro assoldati ricercano formule efficaci per convincere la gente che tale modello &egrave; capitalistico e che &egrave; il migliore. Ad esempio, Richard N. Haass e Robert E. Litan, direttori del Dipartimento di Politica Estera e di studi economici alla Brookings Institution di Washington, sostengono che gli Usa hanno una &#8220;missione&#8221; economica nel mondo e che &#8220;(non si pu&ograve;) abbandonare l&#8217;impegno americano alla diffusione dei mercati e della democrazia in tutto il mondo proprio nel momento in cui queste idee sono in ascesa&#8221;.[7] <\/p>\n<p>Nel capitalismo selvaggio, &#8220;libero mercato&#8221; significa la libert&agrave; per l&#8217;&eacute;lite dominante di decidere il prezzo delle materie prime e di imporre a tutti i paesi regole favorevoli soltanto a loro stessi. Le autorir&agrave; dei paesi del G8 tutelano il loro commercio ma impongono ai paesi poveri di aprire i loro mercati, rafforzando cos&igrave; relazioni economiche diseguali.<br \/>\n<br \/>Il capitalismo selvaggio, che si erge a modello assoluto e unico, prevede anche la necessit&agrave; e l&#8217;ineliminabilit&agrave; della guerra. Pi&ugrave; il potere si accentra nelle mani di pochi, pi&ugrave; si rafforza il militarismo e cresce la possibilit&agrave; di guerra e di repressione. L&#8217;&eacute;lite diventa feroce, si aggrappa al potere e manifesta un totale disprezzo vero i popoli, che insidiano il suo potere. <\/p>\n<p>Il capitalismo teorico non richiede guerre, anzi, &egrave; nella pace che si esprime e si sviluppa, mentre il capitalismo selvaggio, essendo basato sul saccheggio e sulla legge del pi&ugrave; forte, ha bisogno della guerra per imporre le sue regole mafiose, che propagander&agrave; come &#8220;libert&agrave;&#8221; e &#8220;democrazia&#8221;.<br \/>\n<br \/>Gli economisti Lipsey e Lancaster hanno creato una teoria economica detta del &#8220;Teorema del secondo best&#8221;. L&#8217;analisi dei due economisti prova che un sistema economico migliore per tutti i cittadini &egrave; quello in cui esistono leggi e interventi statali anche nel settore economico. <\/p>\n<p>Ci sono due modi di intendere la partecipazione statale alla vita economica: uno &egrave; quello sostenuto dall&#8217;&eacute;lite dei capitalisti selvaggi, che vogliono appropriarsi delle risorse statali col pretesto di &#8220;far crescere l&#8217;economia&#8221;. L&#8217;altro &egrave; quello in cui potrebbe realizzarsi un capitalismo teorico, cio&egrave; in cui lo Stato agisce a tutela di tutti i cittadini, specie dei pi&ugrave; deboli. Ci&ograve; richiede leggi che limitino l&#8217;azione delle societ&agrave;, che non sono &#8220;autoregolamentabili&#8221;, ma richiedono, come gli individui, regole e leggi all&#8217;interno delle quali poter agire senza calpestare i diritti umani. <\/p>\n<p>L&#8217;&eacute;lite dominante ha cercato in tutti i modi di non diffondere le idee di Lipsey e Lancaster, perch&eacute; erano diametralmente l&#8217;opposto rispetto alla cosiddetta &#8220;globalizzazione&#8221;. Quest&#8217;ultima non &egrave; altro che l&#8217;estensione del capitalismo selvaggio al mondo intero, attraverso il saccheggio e la devastazione dell&#8217;economia dei paesi. I capitalisti selvaggi, avendo acquisito attraverso le guerre e attraverso l&#8217;egemonia economica-finanziaria un potere enorme, hanno imposto il proprio modello ai popoli attraverso istituzioni spacciate per &#8220;internazionali&#8221;, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Questi istituti sono nati durante la Conferenza di Bretton Woods, nel 1944, voluta dagli Usa che stavano vincendo la guerra per far capire chi comandava e avrebbe imposto le regole anche in economia.[8] La Bm e il Fmi, attraverso la trappola del debito, hanno costretto moltissimi paesi del Terzo Mondo a distruggere il potere dello Stato e l&#8217;economia, provocando miseria e fame per milioni di persone. <\/p>\n<p>Nel capitalismo teorico la &#8220;libert&agrave;&#8221; &egrave; libera azione di intraprendere un&#8217;attivit&agrave; economica nel rispetto delle leggi, e non libert&agrave; totale delle imprese, come fossero poste al di sopra delle leggi. Non pu&ograve; esser data a nessuno la libert&agrave; di commettere crimini contro l&#8217;ambiente, la salute e la vita umana, nemmeno alle Corporation. <\/p>\n<p>Economia come impresa o come forma di tirannide? Se il potere dell&#8217;&eacute;lite predominer&agrave; e si rafforzer&agrave; in tutto il mondo, nessun essere umano potr&agrave; esprimersi in contrasto con l&#8217;ideologia dominante senza subire criminalizzazioni. L&#8217;&eacute;lite al potere crede che lo smantellamento di una sola base americana, o se anche soltanto un piccolo paese potesse avere la libert&agrave; di gestire la propria economia, il sistema imposto crollerebbe. Questo spiega la ferocia delle truppe americane contro piccoli paesi  come il Vietnam, la Cambogia o Haiti, dove centinaia di migliaia di civili sono stati ferocemente uccisi per &#8220;salvare&#8221; il capitalismo selvaggio. Oggi continua il massacro, in Iraq, in Afghanistan, in Birmania, in Somalia, in Nigeria, in Sud America, in Liberia e in molti altri paesi. Le lotte social-comuniste contro il capitalismo non hanno fatto abbastanza chiarezza su cosa si intendesse per &#8220;capitalismo&#8221; e non hanno messo a fuoco quest&#8217;&eacute;lite crudele, disposta a tutto pur di rimanere al potere. Non si tratta di lottare contro un sistema economico, ma contro un sistema mafioso, un gangsterismo, che si basa sulla legge del pi&ugrave; forte e sperimenta sempre nuove armi per piegare i popoli. Nessuno &egrave; al sicuro. Occorre capire gli inganni e rifiutare i crimini che per tanto tempo ci sono stati propagandati come necessari perch&eacute; parte del &#8220;capitalismo&#8221;. Oggi forse occorrerebbe dire &#8220;uomini di tutto il mondo, unitevi!&#8221;. Non si tratta di fare un&#8217;altra guerra, ma di acquisire la pi&ugrave; profonda consapevolezza che la guerra, il crimine, l&#8217;abuso, la povert&agrave;, la miseria e la diseguaglianza non sono caratteristiche ineliminabili della realt&agrave; umana. Un futuro senza questi crimini &egrave; possibile se si sottrae potere a quelle poche persone che hanno creato l&#8217;attuale sistema. <\/p>\n<p>Antonella Randazzo ha pubblicato Roma Predona. Il colonialismo italiano in Africa, 1870-1943, (Kaos Edizioni, 2006); La Nuova Democrazia. Illusioni di civilt&agrave; nell&#8217;era dell&#8217;egemonia Usa (Zambon Editore 2007) e Dittatori. La Storia Occulta (Edizione Il Nuovo Mondo, 2007).<\/p>\n<p>Antonella Randazzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitalismo viene definito come un sistema economico e sociale in cui il capitale privato viene investito in attivit&agrave; economiche, stabilendo una separazione fra chi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-61670","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teoria","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61670"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61670\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}