{"id":61736,"date":"2007-05-23T00:00:00","date_gmt":"2007-05-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/05\/23\/dal-rogo-alla-scomunica\/"},"modified":"2007-05-23T00:00:00","modified_gmt":"2007-05-23T00:00:00","slug":"dal-rogo-alla-scomunica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/05\/23\/dal-rogo-alla-scomunica\/","title":{"rendered":"DAL ROGO ALLA SCOMUNICA"},"content":{"rendered":"<p>Transitano veloci circa 400 anni dal &ldquo;fattaccio&rdquo;, ma l&rsquo;opinione della Chiesa non cambia. Si, cambiano i tempi e i modi, ma la sostanza rimane e forse rimarr&agrave; inalterata. La Chiesa ha condannato l&rsquo;uso del rogo, ma per il cardinale Sodano il giudizio definitivo rimane invariato, affermando che quel tipo di condanna: &ldquo;costituisce oggi per la Chiesa un motivo di rammarico&rdquo;. Questa affermazione, oggi pi&ugrave; che mai fa intendere come la libert&agrave; di espressione, le ingerenze delle alte sfere ecclesiastiche sul dibattito sulla laicit&agrave; e della vita quotidiana siano oggi pi&ugrave; che mai attuali. Un passato cos&igrave; vergognoso doveva essere nascosto in uno dei tanti meandri bui del Vaticano, coperto da strati e strati di polvere, improponibile fare un&rsquo;affermazione del genere non prima di aver chiesto scusa alla comunit&agrave; per i tanti delitti compiuti in nome di &ldquo;Cristo&rdquo;. Lui, Filippo Bruno, condannato al rogo perch&eacute; ha espresso le sue idee che andavano contro una delle pi&ugrave; grandi potenze culturali del mondo, la Chiesa. &Egrave; morto per questo, contro le ottusit&agrave; della psiche, contro i pregiudizi, contro ordini prestabiliti, contro il potere temporale della chiesa, contro forze incontrastabili, contro i poteri forti, in nome del libero pensiero. C&rsquo;&egrave; chi ha detto che Bruno sia stato addirittura un: &ldquo;sciupa femmine&rdquo; (Indro Montanelli &ldquo;Corriere delle Sera&rdquo;), o chi ha voluto plasmare il suo pensiero e metterlo alla gogna per le  esigenze di stampo anticlericale e addirittura femminista! Bruno nel suo animo e nel pensiero non portava il cilicio, volava alto con le sue idee, irraggiungibile e non catalogabile. Oggi un discorso cos&igrave; non potr&agrave; mai essere accettato, come non lo &egrave; stato in tempi andati, la necessit&agrave; principe &egrave; quella di sapere l&rsquo;orientamento ideologico e politico dell&rsquo;interlocutore, il libero pensiero e il libero dibattito nella societ&agrave; attuale non potr&agrave; mai essere accettato perch&eacute; &egrave; subdolo, pericoloso e vincolante. Bisogna rifugiarsi e riconoscersi immancabilmente in una corrente politica e culturale per ricercare l&igrave; le proprie certezze e sanare i propri dubbi, mettendo al bando il pensiero scevro da ogni ibridismo ideologico. L&rsquo;8 gennaio del 1600 fu dichiarato eretico, per eterodossia e docetismo, ma non &egrave; importante il fatto che fosse in accordo con le teorie copernicane o no, o che avesse la stessa visione di Dio della Chiesa Cristiana o no, il fatto &egrave; un altro, lui non abiur&ograve; mai port&ograve; avanti sino alla fine dei suoi giorni le sue idee, fu ucciso per quello in cui credeva! Le fiamme e la polvere che si alzarono il 17 febbraio di quello stesso anno sono servite a non farci dimenticare e non rimanere indifferenti. Per questo che essere &ldquo;brunisti&rdquo; &egrave; un qualcosa di innato che va comunque ricercato nella vita, non &egrave; simbolo di diversit&agrave; o una malattia, c&rsquo;&egrave; chi avrebbe detto anche: &ldquo;odio gli indifferenti&rdquo; (Antonio Gramsci &ldquo;Scritti Giovanili&rdquo;) ed &egrave; per questo che al giorno d&rsquo;oggi &egrave; necessario esprimere le proprie idee che quasi sicuramente andranno in pieno contrasto col &ldquo;potere forte&rdquo; non bisogna avere paura o remore di parlare liberamente. Tante persone la pensano come lui, &ldquo;il martire del libero pensiero&rdquo;, ma nessuno ha la forza di esprimersi perch&eacute; si andrebbe contro una &ldquo;grande istituzione&rdquo;, che &egrave; stata superata nei tempi ma continua a fare la storia.<\/p>\n<p>Lai Enrico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Transitano veloci circa 400 anni dal &ldquo;fattaccio&rdquo;, ma l&rsquo;opinione della Chiesa non cambia. 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