{"id":61890,"date":"2007-12-16T00:00:00","date_gmt":"2007-12-16T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/12\/16\/centomila-no-al-dal-molin\/"},"modified":"2007-12-16T00:00:00","modified_gmt":"2007-12-16T00:00:00","slug":"centomila-no-al-dal-molin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2007\/12\/16\/centomila-no-al-dal-molin\/","title":{"rendered":"Centomila No al Dal Molin"},"content":{"rendered":"<p>Dettagliato ed onesto resoconto dell&#8217;inviato de &#8220;Il Manifesto&#8221; sulla manifestazione contro l&#8217;ampliamento della base USA<\/p>\n<p>Per fermare il raddoppio della base Usa <\/p>\n<p>La voce sale di tono ed alla fine &egrave; quasi un urlo liberatorio: &laquo;Siamo pi&ugrave; di ottantamila persone, forse centomila. La cosa del corteo &egrave; ancora chilometri indietro&raquo;. La risposta sono fischietti impazziti, battimani a ripetizione, bandiere bianche con la scritta &laquo;No Dal Molin&raquo;. &laquo;NoTav&raquo;, &laquo;No Mose&raquo;, &laquo;No F35&raquo; sbandierate con forza. Ogni dubbio, ogni timore si &egrave; sciolto come la neve che aveva imbiancato la citt&agrave; durante la notte. Sin dalla mattina i volti scrutavano la stazione di Vicenza per vedere se i treni portavano manifestanti. A Milano arrivano voci di piccoli tafferugli perch&eacute; la polizia non voleva far partire i manifestanti, mentre molti pullman erano in ritardo per le nevicate della notte e del primo mattino.<br \/>\n<br \/>Ma i timori pi&ugrave; forti erano dovuti a quella dichiarazione del presidente della repubblica Giorgio Napoletano che, in visita negli Stati Uniti, aveva mandato a dire che la decisione era presa, che i contrari potevano scrivere lettere o fare altro, tanto nulla avrebbe portato il governo a cambiare la sua scelta. Era dunque inutile anche manifestare in piazza il dissenso e che era per questo meglio restare a casa. Invece la manifestazione di Vicenza contro il raddoppio della base militare statunitense &egrave; andata al di l&agrave; delle pi&ugrave; ottimistiche previsioni degli organizzatori. Non ci sono state neanche le contestazioni a ministri o esponenti di partito presenti nel governo Prodi. Anche perch&eacute; quelli che sono venuti nella citt&agrave; veneta erano davvero pochi. Giovanni Russo Spena, Francesco Caruso, Lalla Tropia di Rifondazione comunista. Franco Turigliatto, eletto nelle file di Rifondazione comunista e ora all&#8217;interno dell&#8217;avventura di Sinistra critica dopo essere uscito dal partito di Franco Giordano. E se Francesco Caruso faceva avanti e indietro per poi fermarsi nei pressi del camion dei Giovani comunisti, gli altri parlamentari erano invisibili, come fantasmatico era lo striscione firmato da &laquo;Sinistra arcobaleno&raquo;, schiacciato tra i militanti del partito comunista dei lavoratori di Ferrando e la galassia dei gruppi anarchici presenti nel corteo.<br \/>\n<br \/>Gi&agrave;, perch&eacute; la lettura politica della manifestazione di ieri &egrave; abbastanza chiara. Le ottanta, centomila persone che hanno percorso in lungo e largo la citt&agrave; veneta hanno espresso una distanza siderale da quanto avviene a Montecitorio o nelle segreterie dei partiti, nessuno escluso, anche se le critiche pi&ugrave; feroci erano indirizzate contro il governo Prodi e la sua ala sinistra, colpevoli secondo i manifesti di aver disatteso le promesse elettorale e gli impegni presi da parte di Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi di porre all&#8217;ordine del giorno un ripensamento sulla decisione di raddoppiare la base statunitense. Come reagir&agrave; il centrosinistra al successo della manifestazione &egrave; per&ograve; argomento del giorno dopo. Pi&ugrave; importante &egrave; cercare di capire come continueranno la mobilitazioni contro l&#8217;inizio dei lavori. Perch&eacute; i protagonisti della manifestazione sono le donne e gli uomini che hanno reagito alla &laquo;strategia del silenzio&raquo; e hanno pacificamente occupato Vicenza.<br \/>\n<br \/>Gran parte dei manifestanti hanno scelto di mettersi dietro il camion del presidio permanente. Sono scout, over-quaranta con un significativo curriculum di pacifismo &laquo;radicale&raquo; alle spalle, attivisti dei centri sociali di ogni dove, militanti dei sindacati di base, abitanti della Val di Susa, agit prop dei comitati contro gli inceneritori della Campania. Tanti, tantissimi i vicentini, che hanno ritmato per tutto il corteo la loro opposizione alla base militare delle loro citt&agrave;, sostenendo con gli striscioni e i &#8211; pochi &#8211; slogan che il rifiuto dei lavori non &egrave; dovuto certo alla convinzione di mantenere lo status quo vicentino. Con un linguaggio avvertito si potrebbe dire che sono l&#8217;altra citt&agrave;, quella che non ama il &laquo;modello di sviluppo del nord-est&raquo;. In un melange di generazioni, culture politiche diverse.<br \/>\n<br \/>I &laquo;No Tav&raquo; si sentono quasi a casa loro. E quando dal palco un loro portavoce invita a &laquo;resistere per esistere&raquo; e che tra Vicenza e la Val di Susa non ci sono molte differenze, allude a una tessitura di una rete &#8211; sociale e politica &#8211; che pensa di poter far valere le proprie ragioni attraverso la costruzione di un consenso che guardi tuttavia criticamente alle realt&agrave; locali da cui prendono avvio le mobilitazioni. In fondo, sono stati proprio i valsusini ad affermare che il rifiuto della Tav non era teso a mantenere la realt&agrave; cos&igrave; come &egrave;, ma per affermare il diritto a prendere il destino nelle proprie mani. La posta in gioco &egrave; proprio questa. Che dalle polis greche in poi &egrave; problema di democrazia, cio&egrave; di chi prende la parola perch&eacute; non ha mai avuto il potere di farlo.<br \/>\n<br \/>Il corteo ha attraversato in lungo e largo la citt&agrave;. Ha attraversato quartieri dove la &laquo;strategia della tensione&raquo; ha portato a chiudere negozi e a sprangare le finestre. Ma quando poi il corteo ha toccato lateralmente il centro cittadino, i negozi erano invece aperti. Infine, i comizi finali con delegati da tutta Europa e dagli Stati Uniti (molti i gruppi di statunitensi, da quelli contro la guerra in Iraq a quelli dei veterani del Golfo a quelli che chiedono l&#8217;impeachment di George W. Bush). Hanno preso la parola Dario Fo, che ha definito pazzi gli esponenti del centrosinistra che si schierano contro i loro elettori, mentre parole al vetriolo sono state pronunciate contro il presidente della repubblica (&laquo;&egrave; andato negli Stati Uniti dove ha fatto la first lady di George Bush&raquo;). Don Gallo ha infine preso la parola per definire &laquo;figli di puttana&raquo; chi ha deciso il raddoppio della base. Espressione per cui valgono le parole della scrittrice Arundhati Roy: &laquo;Avr&agrave; forse ragione, ma non mi piacciono le persone che insultano le donne&raquo;.<br \/>\n<br \/>Poi il corteo si &egrave; nuovamente messo in marcia per raggiungere l&#8217;area dove &egrave; previsto il raddoppio della base militare. A guastare la festa ci ha provato Trenitalia che non voleva far partire i manifestanti venuti da fuori perch&eacute; non avevano pagato il biglietto. Momenti di tensione, ma poi &egrave; intervenuto Gino Sperandio, altro deputato di Rifondazione comunista presente al corteo, che ha pagato il prezzo imposto da Trenitalia.<\/p>\n<p>Benedetto Vecchi &#8211; inviato a Vicenza &#8211; &#8220;Il Manifesto&#8221; 16 dic 2007 pag.5<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dettagliato ed onesto resoconto dell&#8217;inviato de &#8220;Il Manifesto&#8221; sulla manifestazione contro l&#8217;ampliamento della base USA Per fermare il raddoppio della base Usa La voce sale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-61890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61890"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61890\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}