{"id":61980,"date":"2008-03-06T00:00:00","date_gmt":"2008-03-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/03\/06\/il-programma-elettorale-del-partito-comunista-dei-lavoratori-scaricabile-pdf-dalla-sez-download\/"},"modified":"2008-03-06T00:00:00","modified_gmt":"2008-03-06T00:00:00","slug":"il-programma-elettorale-del-partito-comunista-dei-lavoratori-scaricabile-pdf-dalla-sez-download","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/03\/06\/il-programma-elettorale-del-partito-comunista-dei-lavoratori-scaricabile-pdf-dalla-sez-download\/","title":{"rendered":"IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI\n<br>\n<br>                     ( scaricabile &#8211; pdf &#8211; dalla sez. download )"},"content":{"rendered":"<p>PROGRAMMA ELETTORALE<\/p>\n<p>ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI<br \/>\n<br \/>E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA<br \/>\n<br \/>13\/14 aprile 2008<\/p>\n<p>PROGRAMMA ELETTORALE ED INDICAZIONE DEL CAPO DELLA FORZA POLITICA DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n<p>Liste caratterizzate dal contrassegno:<\/p>\n<p>&ldquo;Cerchio su cui insiste l&#8217;icona del mondo, rappresentato in azzurro e schematizzato da un cerchio diviso dai paralleli e dai meridiani, a cui sono sovrapposti il martello e la falce, di colore rosso. Completano il simbolo le parole &#8220;Partito comunista&#8221; e &#8220;dei lavoratori&#8221; poste rispettivamente sopra e sotto l&#8217;icona del mondo&rdquo;<\/p>\n<p>CAPO DELLA FORZA POLITICA: Marco  Ferrando, nato a Genova il 18\/07\/1954.<\/p>\n<p>L&rsquo;annuncio di una nuova era di pace e di progresso dopo il crollo del Muro di Berlino (1989) &egrave; stato smentito dai 20 anni successivi.<\/p>\n<p>Le contraddizioni mondiali si estendono, contro tutte le promesse di un &ldquo;nuovo ordine internazionale&rdquo; e la stessa &ldquo;globalizzazione&rdquo; non si &egrave; affatto tradotta in un miglioramento della condizione dell&rsquo;umanit&agrave;. Al contrario.<br \/>\n<br \/>Le condizioni sociali e di vita della maggioranza della popolazione mondiale conoscono un arretramento progressivo a tutte le latitudini del globo: sotto la spinta di una nuova e pi&ugrave; ampia competizione internazionale che proprio il crollo dell&rsquo;URSS ha liberato e che l&rsquo;emergere della Cina sul mercato mondiale alimenta ogni giorno.<br \/>\n<br \/>Avanza ovunque un attacco radicale ai salari, alla stabilit&agrave; del posto di lavoro, ai diritti sindacali, alle conquiste sociali delle generazioni precedenti.<br \/>\n<br \/>Tornano le guerre imperialiste e le corse coloniali per il controllo di zone d&rsquo;influenza, materie prime, manodopera a basso costo, col loro carico di devastazioni e di orrori.<br \/>\n<br \/>Si affacciano enormi flussi migratori, quali fughe di massa dalla fame e dalla morte, pretesto di nuove campagne razziste e xenofobe.<br \/>\n<br \/>Si aggrava la catastrofe ambientale e gli squilibri ecologici su scala planetaria.<\/p>\n<p>Il modo di produzione capitalista ha dunque celebrato la sua &ldquo;vittoria&rdquo; nel momento stesso in cui non ha pi&ugrave; nulla di progressivo da offrire alle giovani generazioni. Peraltro tutte le domande e rivendicazioni di progresso &ndash; sociali, nazionali, ambientali, di genere &#8211; che salgono dalle classi subalterne, cozzano come non mai con le regole del gioco del capitalismo mondiale e i loro riflessi nei diversi paesi e continenti.<br \/>\n<br \/>Tanto pi&ugrave; nell&rsquo;attuale epoca storica, ogni illusione di riforma socialmente progressiva &egrave; priva di qualsiasi fondamento materiale. Non c&rsquo;&egrave; un solo governo oggi al mondo che promuova riforme sociali progressive di una qualche rilevanza. Ovunque i governi&ndash; siano essi di centrodestra, di centrosinistra o della socialdemocrazia &ndash; gestiscono le medesime politiche di austerit&agrave; sociale e di &ldquo;sacrifici&rdquo;. Le sinistre che entrano in questi governi o che li appoggiano &ndash; quando anche si definiscono abusivamente &ldquo;comuniste&rdquo; &ndash; si fanno complici di quelle politiche contro i lavoratori, i giovani, i popoli oppressi: dal Brasile, all&rsquo;India, dal Sudafrica all&rsquo;Italia.<\/p>\n<p>La verit&agrave; &egrave; che non c&rsquo;&egrave; via d&rsquo;uscita &ldquo;progressiva&rdquo; per l&rsquo;umanit&agrave; dentro il modo di produzione capitalista.<br \/>\n<br \/>Solo una prospettiva socialista su scala internazionale pu&ograve; liberare il mondo dalla regressione storica che l&rsquo;attraversa.<\/p>\n<p>L&rsquo;ATTUALITA&rsquo; DELL&rsquo;ALTERNATIVA SOCIALISTA<\/p>\n<p>Le potenzialit&agrave; di progresso sociale contenute negli sviluppi della tecnica e della scienza, si convertono, entro il quadro capitalistico, in nuovi fattori di oppressione e disuguaglianza.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;incremento della produttivit&agrave; del lavoro incorporato alla tecnica consentirebbe una riduzione progressiva dell&rsquo;orario di lavoro e una distribuzione tra tutti del lavoro che c&rsquo;&egrave;: e invece si combina con un aumento del tempo di lavoro giornaliero e di vita (et&agrave; pensionabile), della disoccupazione, dello sfruttamento.<br \/>\n<br \/>Grandi risorse del sapere scientifico e della ricerca potrebbero essere impiegate nella salvaguardia dell&rsquo;ambiente e nella lotta contro il cancro e l&rsquo;AIDS: e invece sono investite nella spesa per armamenti, che ammonta globalmente a un milione di miliardi e costituisce il principale campo d&rsquo;applicazione dell&rsquo;elettronica e dell&rsquo;informatica.<br \/>\n<br \/>Le potenzialit&agrave; della produzione alimentare consentirebbero di sfamare la popolazione mondiale per un totale di 12 volte la sua attuale entit&agrave;: e invece aumenta massicciamente la fame nel mondo secondo gli stessi dati ufficiali dell&rsquo;ONU, sullo sfondo della desertificazione di intere parti della terra.<\/p>\n<p>La crisi finanziaria dei mutui americani chiarisce una volta di pi&ugrave; la natura antisociale del capitalismo: con i pescecani della grande finanza che speculano sull&rsquo;indebitamento delle famiglie truffando milioni di risparmiatori; e le banche centrali (FED e BCE) che spendono enormi ricchezze, destinabili a ben altri scopi, a sostegno dei banchieri speculatori, per evitare che crolli il loro castello di truffe.<\/p>\n<p>Proprio nell&rsquo;attuale epoca storica si manifesta dunque al massimo grado tutta l&rsquo;irrazionalit&agrave; dell&rsquo;attuale ordine del mondo. Tutta la moderna barbarie di un&rsquo;economia fondata sul profitto che concentra nelle mani di 750 multinazionali, dei loro giochi di borsa, delle loro contese, le leve della ricchezza e delle sue destinazioni d&rsquo;uso. E che affida a un pugno di grandi potenze, in concorrenza tra loro, a partire dagli USA, il controllo del pianeta.<\/p>\n<p>Solo l&rsquo;esproprio della borghesia, riconducendo le leve dell&rsquo;economia e della scienza sotto il controllo pubblico del mondo del lavoro e della maggioranza della societ&agrave;, &egrave; possibile riorganizzare su basi razionali la societ&agrave; del mondo: restituendo alla specie umana il potere di decidere del proprio futuro.<\/p>\n<p>UN PROGRAMMA SOCIALISTA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI<\/p>\n<p>Sono vent&rsquo;anni che le sinistre italiane, politiche e sindacali, accettano di negoziare sulla piattaforma del padronato: prima sulla cancellazione della scala mobile (anni 80 e primi anni 90); poi sui tagli alle spese sociali, sulle privatizzazioni, sull&rsquo;abbattimento della previdenza pubblica (92-96); poi sulla precarizzazione dilagante del lavoro. Ogni volta si &egrave; detto che i &ldquo;sacrifici&rdquo; richiesti servivano a ottenere miglioramenti futuri. E&rsquo; accaduto l&rsquo;opposto: ogni arretramento ha preparato la strada agli arretramenti successivi. Ogni sconfitta ha trascinato con s&eacute; altre sconfitte. Sino alla devastazione attuale: in cui i figli si vedono privati delle conquiste dei loro padri.<\/p>\n<p>Noi diciamo: ora basta Ogni negoziato sui nuovi sacrifici &egrave; inaccettabile e va respinto. Proponiamo quindi di partire dalle esigenze e dalle domande dei lavoratori. Quelle sacrificate da vent&rsquo;anni. <\/p>\n<p>Un forte aumento di salari e stipendi per l&rsquo;insieme dei lavoratori dipendenti: perch&eacute; con 1000 euro (quando va bene) non si raggiunge la fine del mese.<\/p>\n<p>L&rsquo;abolizione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu alla legge Maroni, a partire dall&rsquo;assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori oggi precari: per porre fine alla ricattabilit&agrave; sociale di milioni di giovani, all&rsquo;insicurezza cronica del lavoro e della vita di un&rsquo;intera generazione.<\/p>\n<p>L&rsquo;abrogazione delle controriforme pensionistiche degli ultimi 15 anni, a favore del ritorno della previdenza pubblica a ripartizione: consentendo a milioni di giovani di godere un domani di una pensione decente, vincolata all&rsquo;ultimo stipendio e sottratta al ricatto dei fondi pensione.<\/p>\n<p>Un vero salario garantito per i disoccupati in cerca di lavoro e per i giovani in cerca di prima occupazione: per consentire loro di sottrarsi alla marginalit&agrave; sociale, al ricatto del precariato, alle mani della criminalit&agrave; organizzata.<\/p>\n<p>Un massiccio investimento di risorse sotto controllo popolare, nella scuola pubblica, nella sanit&agrave; pubblica, nei trasporti, nell&rsquo;edilizia popolare, nel risanamento ambientale&hellip;: restituendo innanzitutto ai servizi sociali e alla qualit&agrave; della vita tutto ci&ograve; che le politiche dominanti hanno loro sottratto per vent&rsquo;anni a esclusivo vantaggio delle rendite e dei profitti.<\/p>\n<p>A chi afferma che non vi sono risorse per finanziare queste richieste, rispondiamo che le risorse non solo esistono ma sono immense. Basta prenderle l&agrave; dove sono.<br \/>\n<br \/>Dalle decine di miliardi che le Finanziarie regalano alle grandi imprese private con gli ordinari trasferimenti pubblici (44 miliardi tra il 2000 e il 2006).<br \/>\n<br \/>Dagli immensi profitti realizzati dalle grandi imprese in anni e decenni di supersfruttamento del lavoro e di bassi salari (41 miliardi di profitti nel solo 2005 da parte delle prime venti aziende).<br \/>\n<br \/>Dai giganteschi utili realizzati dalle banche sia con attivit&agrave; di ordinario strozzinaggio (mutui) sia con l&rsquo;espansione del proprio controllo sul grosso dell&rsquo;economia nazionale (crescita del 50% dei profitti nel solo 2006).<br \/>\n<br \/>Dal grande patrimonio finanziario detenuto dal 2% delle famiglie italiane (800 miliardi di euro tra i possessori di patrimoni superiori ai 500.000 euro).<br \/>\n<br \/>Dai 21 miliardi di spese militari previsti dal bilancio dello stato (cresciuti del 13% con la finanziaria 2006) e destinati a costosissimi armamenti, missioni di guerra, e profitti dell&rsquo;industria militare.<br \/>\n<br \/>Per non parlare infine della famigerata evasione fiscale del grande capitale o della Chiesa: una Chiesa che grazie alla scandalosa esenzione di IVA ed ICI ed ai mille benefici di cui gode, sottrae all&#8217; erario pubblico 6 miliardi l&#8217; anno.<\/p>\n<p>Una programma di governo non pu&ograve; limitarsi alla sola redistribuzione della ricchezza, ma chiama in causa il tema stesso della propriet&agrave;.<br \/>\n<br \/>Il fatto che nelle mani di una piccola minoranza della societ&agrave; si concentrino tutte le leve di comando (industria, credito, servizi, telecomunicazioni, stampa) non suscita alcuno scandalo. Al contrario tutti i &ldquo;democratici&rdquo; lo considerano un fatto del tutto normale e inevitabile. Di pi&ugrave;: negli ultimi 15 anni hanno sostenuto o avallato un gigantesco processo di privatizzazioni che ha allargato a dismisura propriet&agrave; e ricchezze del capitale finanziario, a vantaggio di poche grandi famiglie (vecchie e nuove) e a scapito di lavoratori, consumatori, piccoli risparmiatori, oltrech&eacute; della moralit&agrave; pubblica e dell&rsquo;ambiente.<\/p>\n<p>Noi vogliamo ribaltare questa politica. Per questo, a partire dalle lotte dei lavoratori, avanziamo alcune rivendicazioni elementari.<\/p>\n<p>La rinazionalizzazione, sotto controllo operaio e senza indennizzo (se non per i piccoli risparmiatori), di tutte le aziende, i settori, i servizi che sono stati privatizzati negli ultimi 20 anni, a partire dai settori strategici: non &egrave; possibile costruire alcuna alternativa se innanzitutto non si libera il campo dalle devastazioni compiute. Se non si recuperano al controllo pubblico e all&rsquo;interesse pubblico beni fondamentali per la qualit&agrave; della vita, a partire dall&rsquo;acqua.<\/p>\n<p>L&rsquo;unificazione sotto controllo pubblico dell&rsquo;istruzione e della sanit&agrave;: scuola privata e sanit&agrave; privata non solo contraddicono la necessaria universalit&agrave; e gratuit&agrave; di servizi pubblici fondamentali, ma sottraggono grandi risorse al servizio pubblico. Spesso, oltretutto &ndash; come nella sanit&agrave; &ndash; per truffe e speculazioni ignobili sulla pelle dei malati. E&rsquo; inaccettabile. Istruzione e sanit&agrave; debbono essere pubbliche e laiche.<\/p>\n<p>La nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle industrie in crisi, che inquinano, che licenziano. Migliaia di aziende prendono soldi dallo Stato per realizzare ristrutturazioni antioperaie, portare all&rsquo;estero gli impianti, lasciare sulla strada i dipendenti. E&rsquo; intollerabile. E&rsquo; necessario unificare le 4.500 lotte di resistenza oggi in corso nelle fabbriche in crisi a difesa dei posti di lavoro in un ampio fronte unitario di lotta. E&rsquo; possibile solo se la parola d&rsquo;ordine della nazionalizzazione delle aziende in crisi &egrave; fatta propria dal movimento operaio italiano. Come in settori d&rsquo;avanguardia e lotte radicali di altri paesi.<\/p>\n<p>La nazionalizzazione delle assicurazioni e delle banche. Banche e assicurazioni sono l&rsquo;architrave del potere economico in Italia. Ma anche strumento di oppressione verso ampi strati popolari: attraverso il nodo scorsoio di mutui usurai, il raggiro di correntisti e piccoli risparmiatori, i legami con la criminalit&agrave;, la partecipazione, da protagonisti, a truffe gigantesche e scandali nazionali (Cirio, Bond Argentini, Parmalat). La nazionalizzazione delle banche e la loro unificazione in un unico istituto di credito sotto controllo popolare, sarebbe non solo un fattore di eliminazione di irrazionalit&agrave; e sprechi: ma anche una leva di igiene morale e di liberazione dallo strozzinaggio per un&rsquo;ampia parte della societ&agrave;. E un colpo severo a mafia e camorra.<\/p>\n<p>A chi obietta che queste misure, nel loro insieme, sono &ldquo;incompatibili&rdquo; con le leggi economiche dell&rsquo;attuale societ&agrave; e dell&rsquo;attuale Unione Europea, rispondiamo semplicemente che &egrave; vero. Infatti ci battiamo per un&rsquo;altra societ&agrave; e per un&rsquo;altra Europa.<br \/>\n<br \/>Solo un&rsquo;economia europea democraticamente pianificata, basata sul controllo delle leve della produzione e del credito da parte dei lavoratori pu&ograve; consentire una riorganizzazione dei rapporti sociali in funzione dei bisogni dei molti e non del profitto dei pochi.<br \/>\n<br \/>Solo un&rsquo;economia democraticamente pianificata, pu&ograve; affrontare in Italia la moderna questione meridionale, impiegare e valorizzare tutte le capacit&agrave; di lavoro sull&rsquo;intero territorio nazionale, riconvertire l&rsquo;industria bellica o inquinante con piene garanzie occupazionali per i lavoratori, ampliare e qualificare la spesa sociale in direzione di case, scuole, universit&agrave;, ospedali, ricerca, programmare un ampio sviluppo dei servizi per l&rsquo;infanzia, promuovere il riassetto idrogeologico del territorio. E una battaglia per l&rsquo;alternativa anticapitalistica in Italia &egrave; parte della lotta per un&rsquo;Europa socialista, oltrech&eacute; un contributo importante in questa direzione.<\/p>\n<p>Infine il nostro programma di governo non sar&agrave; mai realizzato nell&rsquo;attuale quadro istituzionale. Richiede una trasformazione costituzionale per un altro governo e un altro Stato.<br \/>\n<br \/>Noi ci battiamo per un altro Stato. Perch&eacute; ci battiamo per il potere reale dei lavoratori e delle lavoratrici. Naturalmente lavoriamo per la difesa di tutti i diritti e gli spazi democratici che la classe operaia e le masse popolari hanno conquistato e strappato con durissime lotte. Prima contro il fascismo. Poi contro i manganelli dell&rsquo;attuale &ldquo;democrazia&rdquo; borghese. Ed anzi lottiamo per ampliare (o recuperare) questi diritti contro l&rsquo;involuzione in corso, rivendicando il ritorno a una legge elettorale pienamente proporzionale, la difesa e sviluppo delle libert&agrave; sindacali (dei singoli e delle organizzazioni), la difesa dei diritti e delle libert&agrave; delle donne, la parit&agrave; di diritti tra lavoratori italiani e immigrati, contro ogni forma di xenofobia, la parit&agrave; dei diritti degli omosessuali e di tutte le minoranze oppresse, contro ogni cultura e discriminazione omofobica. Ma non ci limitiamo a questo.<br \/>\n<br \/>Non ci limitiamo a difendere diritti e spazi di tutti gli oppressi dentro l&rsquo;attuale democrazia. Rivendichiamo una democrazia dei lavoratori, delle lavoratrici, della maggioranza della societ&agrave;: l&rsquo;unica peraltro che pu&ograve; realizzare sino in fondo le stesse aspirazioni democratiche. Rivendichiamo in fondo la democrazia reale: quella in cui la maggioranza della societ&agrave; non ha solo il diritto di votare ogni 5 anni chi la governer&agrave; in Parlamento, ma ha il potere di decidere le condizioni della propria vita e del proprio futuro.<br \/>\n<br \/>Per questo rivendichiamo una democrazia fondata sull&rsquo;autorganizzazione democratica dei lavoratori stessi e delle larghe masse popolari, con rappresentanti eletti direttamente nei luoghi di lavoro e sul territorio; con il pi&ugrave; ampio e libero confronto tra diverse proposte, candidature, organizzazioni , partiti, sulla base del principio proporzionale e del comune riconoscimento del potere popolare; dove ogni eletto &egrave; permanentemente revocabile dai suoi elettori e privo di qualsiasi privilegio sociale, economico, giuridico rispetto alla sua base elettiva; dove il potere politico concentra nelle proprie mani sia le funzioni legislative che esecutive; dove tutte le articolazioni del potere e gli stessi strumenti di difesa del nuovo ordine sociale sono basati sulla forza organizzata dai lavoratori stessi e sono posti sotto il loro controllo.<br \/>\n<br \/>A chi obietta che &egrave; una proposta arcaica, rispondiamo che &egrave; l&rsquo;unica risposta progressiva, reale, straordinariamente attuale, alle stesse istanze di moralit&agrave; pubblica, trasparenza, efficienza, economicit&agrave; che la propaganda dominante oggi solleva in modo ipocrita e distorto, e spesso reazionario.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Costi della politica&rdquo;? Nessuna soluzione &egrave; pi&ugrave; economica dell&rsquo;eliminazione degli stipendi faraonici agli attuali parlamentari (o consiglieri regionali); della assegnazione ad ogni deputato del popolo di uno stipendio da lavoratore; della soppressione del bicameralismo (quanto costa il Senato?).<br \/>\n<br \/>&ldquo;Efficienza&rdquo;? Nessuna soluzione &egrave; pi&ugrave; efficiente di quella che unifica poteri legislativi ed esecutivi, che smantella l&rsquo;enorme parassitismo dell&rsquo;attuale burocrazia dello Stato, che affida alla forza organizzata dei lavoratori e alla loro mano pesante (e non ad amministrazioni colluse o impotenti) la repressione della mafia e della grande criminalit&agrave; organizzata.<br \/>\n<br \/>&ldquo;Moralit&agrave; e trasparenza dello Stato&rdquo;?<br \/>\n<br \/>Nessuna soluzione &egrave; pi&ugrave; trasparente di quella che cancella ogni forma di segreto di Stato; che abolisce la diplomazia segreta; che abbatte la separatezza dello Stato, restituendolo alla societ&agrave; civile. E nessuna soluzione &egrave; pi&ugrave; igienica e morale di quella che, abolendo il potere della borghesia e il cinismo del profitto, estirpa alla radice il fondamento stesso della corruzione e del malaffare.<br \/>\n<br \/>La politica &egrave; oggi un costoso strumento di raggiro e di privilegio. Solo il potere dei lavoratori pu&ograve; edificare uno Stato trasparente e a buon mercato, rifondando la natura stessa della politica e trasformandola in strumento di gestione collettiva e libera del bene comune.<\/p>\n<p>Quindi in sintesi proponiamo sei punti azione da cui partire per trasformare il nostro paese:<br \/>\n<br \/>1) la retribuzione di un deputato sia uguale al salario medio di un lavoratore e l&rsquo;abolizione del Senato;<br \/>\n<br \/>2) Contro la barbarie degli omicidi bianchi nei posti di lavoro, l&rsquo;inasprimento delle pene per i padroni responsabili dell&rsquo;insicurezza, l&rsquo;esproprio senza indennizzo per le imprese e sotto controllo operaio;<br \/>\n<br \/>3) Contro l&rsquo;usura dei mutui contratti da milioni di lavoratori, la nazionalizzazione senza indennizzo delle banche (ovviamente senza toccare un euro al piccolo risparmio); la creazione di un&rsquo;unica banca pubblica sotto il controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalle banche;<br \/>\n<br \/>4) il ritiro immediato delle truppe italiane da tutti i teatri di guerra e comunque da tutti i paesi esteri in cui sono attualmente; la nazionalizzazione senza indennizzo dell&rsquo;industria bellica; il riconoscimento del diritto alla resistenza di tutti i popoli oppressi e l&rsquo;abolizione dei servizi e della diplomazia segreti;<br \/>\n<br \/>5) contro l&rsquo;offensiva oscurantista reazionaria del Vaticano contro la scienza e le donne, il rafforzamento del diritto all&rsquo;autodeterminazione delle donne; l&rsquo;abolizione dei fondi pubblici alle scuole e universit&agrave; confessionali, la tassazione progressiva del patrimonio ecclesiastico (oggi esente da IVA e ICI), l&rsquo;esproprio delle grandi propriet&agrave; immobiliari della gerarchia vaticana da destinare ad uso sociale;<br \/>\n<br \/>6) la massima libert&agrave; per la ricerca scientifica perch&eacute; solo la scienza ha favorito il benessere dell&rsquo;umanit&agrave; migliorando le tecniche e aumentando il controllo della natura; ma per migliorare la scienza e la tecnica &egrave; necessario liberarle anche dalle pressioni del mercato, eliminando i brevetti e l&rsquo;utilizzo privato delle scoperte scientifiche. <\/p>\n<p>Per realizzare questo programma, il Partito Comunista dei Lavoratori indica come capo della propria forza politica Marco Ferrando, nato a Genova il 18\/07\/1954.<\/p>\n<p>L&igrave;, &hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;.<br \/>\n<br \/>\t\t\t\t\t\t\t\t&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n<p>\t(Segretario del Partito Comunista dei Lavoratori)<\/p>\n<p>DOMICILIO: &hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;<\/p>\n<p>AUTENTICAZIONE DELLA FIRMA<\/p>\n<p>   A norma dell&#8217;art.21 del DPR 28.12.2000 n. 445, certifico vera ed autentica la firma, apposta in mia presenza, del Sig. &hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;..,<br \/>\n<br \/>da me identificato con il seguente documento di identificazione:<br \/>\n<br \/>&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;<br \/>\n<br \/>Lo stesso &egrave; stato preventivamente ammonito sulla responsabilit&agrave; penale cui pu&ograve; andare incontro in caso di falsa dichiarazione.<\/p>\n<p>&hellip;&hellip;&hellip;&hellip; l&igrave; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br \/>\n<br \/>.                           &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p>info@pclavoratori.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROGRAMMA ELETTORALE ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA 13\/14 aprile 2008 PROGRAMMA ELETTORALE ED INDICAZIONE DEL CAPO DELLA FORZA POLITICA DEL&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-61980","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61980","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61980"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61980\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}