{"id":62152,"date":"2008-07-19T00:00:00","date_gmt":"2008-07-19T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/07\/19\/vii-congresso-provinciale-prc-savonaintervento-di-saluto\/"},"modified":"2008-07-19T00:00:00","modified_gmt":"2008-07-19T00:00:00","slug":"vii-congresso-provinciale-prc-savonaintervento-di-saluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/07\/19\/vii-congresso-provinciale-prc-savonaintervento-di-saluto\/","title":{"rendered":"VII Congresso Provinciale PRC Savona\n<br>Intervento di saluto"},"content":{"rendered":"<p>Le illusioni trasmesse ai Lavoratori della Ferrania hanno portato alla soluzione finale.<br \/>\n<br \/>I compagni della valbormida, oggi militanti del PCL lo avevano lo avevano previsto fino dal 2004, inizio della crisi<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi &egrave; arrivato l&rsquo;invito del PRC di Savona a presenziare alla relazione del Segretario uscente Marco Ravera al VII congresso provinciale.<br \/>\n<br \/>Siamo andati oggi 19 Luglio con la compagna Gianna Cerrato,e, non senza una certa emozione, abbiamo espresso i nostri auguri di buon lavoro, a nome del Partito Comunista dei Lavoratori, ricordando la lezione della storia degli ultimi 150 anni : &ldquo;quando i partiti comunisti hanno fatto alleanza con i governi borghesi  hanno sempre perso&rdquo;, Abbiamo ribadito quindi che non siamo disponibili ad alleanze di governo, ma siamo pronti a batterci unitariamente sulle scelte politiche condivisibili, e per la vittoria dei lavoratori, e di un loro governo.<br \/>\n<br \/>Abbiamo riportato qui il nostro intervento che ha differito sostanzialmente da tutti gli altri, non tanto e soltanto nel merito, ma nel metodo e nel contenuto, di semplice ma non formale augurio di un buon lavoro. Non abbiamo ne commentato la relazione del Segretario Ravera ne espresso nostri desiderata, ne i suggerimenti per il posizionamento e l&rsquo;azione strategica del PRC.<br \/>\n<br \/>Il PRC a conclusione del dibattito congressuale sapr&agrave; cosa fare e dove andare e quali strategie e scelte politiche adottare, per ri-apparire &hellip; Ci preme tuttavia in questa comunicazione dissentire profondamente dall&rsquo;opinione del Segretario provinciale del Partito Democratico Giovanni Lunardon sulla vicenda Ferrania e sulla sorte dei dipendenti della vecchia azienda valbormidese..<br \/>\n<br \/>Le ultime vicende che vedono in cassa integrazione  la quasi totalit&agrave; dei lavoratori e il nuovo assetto societario (Fuori Malacalza e Gavio, dentro solo i Messina) confermano le pi&ugrave; nere previsioni che noi vedemmo fin dal 2004 (alleghiamo nostro intervento con la previsione della fine della vicenda).In quell&rsquo;intervento  le proposte di lotta e di  soluzione, da noi avanzate, avrebbero garantito i lavoratori,fino da allora, senza far loro coltivare speranze e illusioni che oggi si rivelano crudelmente illusorie. (Consigliamo la lettura del commento di Gian Paolo Carlini alla pagina 49 de La stampa di oggi 19\/07\/08)<\/p>\n<p>Giorgio Magni<br \/>\n<br \/>Portavoce provinciale del Partito Comunista dei Lavoratori<br \/>\n<br \/>Sezione Bruno Luppi Savona<\/p>\n<p>Occupazione!<br \/>\n<br \/>I lavoratori Ferrania hanno perso una battaglia, ma insieme possono vincere la guerra<\/p>\n<p>I lavoratori della Ferrania oggi a mio avviso potrebbero aver perso una grande occasione per difendere il loro posto di lavoro e mantenere una unit&agrave; di classe che grazie al coraggio di pochi eroici compagni avevano dimostrato.<br \/>\n<br \/>Il capo del personale dott. Pino Corizia &egrave; riuscito, non chiarendo quasi nulla della reale situazione dell&#8217;azienda, con un abile e fumoso intervento all&#8217;assemblea dei lavoratori a spostare l&#8217;asse della lotta a suo favore. Facendo la storia dell&#8217;intervento manageriale (e societario) dal momento della cessione dei brevetti della Ferrania a Kodak, perpetrato dalla allora proprietaria, la Imation, il capo del personale ha convinto una parte dei lavoratori a sospendere l&#8217;agitazione promossa dagli stessi per la difesa del posto di lavoro.<br \/>\n<br \/>Si &egrave; rotta cos&igrave; l&#8217;unit&agrave; e in pratica i dipendenti della Ferrania si sono consegnati mani e piedi alle decisioni del management della azienda. In pratica il dott. Corizia ha convinto i lavoratori a non usare l&#8217;unica arma di pressione a loro disposizione per costringere la dirigenza Ferrania a mettere sul piatto e discutere con i lavoratori il reale piano industriale e conoscere il loro destino e quello della fabbrica. Non remate contro l&#8217;azienda ha detto il capo del personale, tornate a produrre, questo &egrave; l&#8217;unico modo di contribuire a salvare il vostro posto di lavoro e la fabbrica per la quale lavorate. Ha addirittura negato che almeno una parte dei dipendenti sia a rischio.<br \/>\n<br \/>Noi siamo di parere opposto a quella del dirigente della Ferrania. Sappiamo che la produzione della azienda di materiale fotosensibile, unica azienda italiana del settore, come tutte le altre che in questo comparto esistono, &egrave; investita da una crisi che &egrave; comune alle altre quattro aziende che nel mondo producono pellicole per fotografia e lastre radiografiche. L&#8217;avvento del &#8220;digitale&#8221; sia nel comparto fotografico che in quello medicale ha comportato il licenziamento di almeno 20.000 unit&agrave; lavorative e altri tagli sono preventivati da parte di Kodak, Fuji e Konika. Sappiamo anche, delle difficolt&agrave; di liquidit&agrave; della Ferrania e delle posizioni debitorie della stessa nei confronti delle banche e dei fornitori.<br \/>\n<br \/>L&#8217;abbandono della Finanziaria di riferimento Permira, l&#8217;intervento della ADT partner che, acquistata una parte minoritaria del pacchetto azionario della Ferrania S.p.A., sta valutando se entrare a tutto titolo a sostegno dell&#8217;azienda e l&#8217;indebitamento presso le banche, hanno creato un aggravamento delle condizioni della vita della Ferrania. Questo sono elementi che, non solo a nostro giudizio, causeranno inevitabilmente una riduzione del personale.<br \/>\n<br \/>Non venendo rinnovati e ampliati i finanziamenti degli istituti di credito non sappiamo quale sar&agrave; il destino di questa importante azienda, la pi&ugrave; grande della intera Valle Bormida, ma possiamo immaginarlo. Amministrazione controllata, l&#8217;anticamera del fallimento o dello spezzettamento, con un danno irreversibile per i lavoratori.<br \/>\n<br \/>L&#8217;intervento di Sviluppo Italia sollecitato da pi&ugrave; parti e in certo qual modo promesso dal Presidente della Regione Liguria (che potrebbe anche funzionare da garanzia per i creditori di tutti i tipi) richiede una procedura che non ci risulta immediatamente perseguibile e comunque la creazione di una specie di consociata che si dovrebbe occupare di sviluppare progetti che purtroppo non ci &egrave; dato di conoscere proprio per la mancata illustrazione del piano industriale della Ferraia da parte della dirigenza dell&#8217;azienda.<br \/>\n<br \/>Ma alcune considerazioni, riteniamo di dover fare. Secondo noi gli scenari che la attuale situazione di Ferrania si aprono sono estremamente gravi. Il rifiuto delle banche di continuare a finanziare le attivit&agrave; dell&#8217;azienda porter&agrave; ad un corposo taglio degli occupati in forza oggi, in quanto per stessa ammissione del capo del personale il settore del fotografico essendo in forte discesa di produzione non sarebbe pi&ugrave; sostenibile. Il fotosensibile medicale tradizionale andr&agrave; sempre diminuendo e il comparto del digitale richiede molto meno personale di quello oggi impiegato. Lo stesso discorso del comparto arti grafiche, gia in parte abbandonato, che vedr&agrave; ampliarsi i tagli occupazionali.<br \/>\n<br \/>Nello scenario dell&#8217;amministrazione controllata, per i tempi che richiede la nomina del commissario e per la comprensione del nodo Ferrania produrr&agrave; molti pi&ugrave; danni di quelli preventivabili oggi con la gestione ordinaria. In tutti e due casi i lavoratori sono a rischio anche perch&eacute; l&#8217;et&agrave; media dei dipendenti Ferraia &egrave; di 39 anni e l&#8217;utilizzo degli ammortizzatori sociali &egrave; difficile e non risolver&agrave; i problemi della disoccupazione.<br \/>\n<br \/>Questo spettro non lascia alcuna speranza e l&#8217;unico fronte di resistenza per i lavoratori pu&ograve; contemplare pi&ugrave; alternative:<br \/>\n<br \/>&bull;\tlo sciopero ad oltranza per spingere da un lato l&#8217;azienda ad uscire allo scoperto dando ai lavoratori informazioni complete e dall&#8217;altro porre il problema all&#8217;attenzione delle forze di governo statale per un intervento ben pi&ugrave; corposo di quello di Sviluppo Italia, non per rifinanziare l&#8217;azienda e consentirle di fare quello che vuole, ma che realizzi un forte controllo o addirittura un esproprio senza alcun indennizzo;<br \/>\n<br \/>&bull;\tuna forte manifestazione di protesta in tutte le forme pi&ugrave; percorribili;<br \/>\n<br \/>&bull;\tun intervento unitario dei lavoratori per il controllo aziendale e produttivo e commerciale.<br \/>\n<br \/>Il patrimonio complessivo della Ferrania, immobiliare territoriale e professionale, potrebbe essere meglio impiegato dello stato attuale. Siamo convinti che questo intervento di togliere l&#8217;azienda Ferrania agli attuali proprietari potrebbe essere una ancor pi&ugrave; rivoluzionaria soluzione, non tanto per garantire la sopravvivenza della dirigenza Ferrania, ma per garantire ai lavoratori un futuro meno nero di quello che gli scenari sopra ipotizzati prevedono.<br \/>\n<br \/>Uscendo da un Consiglio Comunale aperto al Comune di Cairo dove i lavoratori hanno giustamente espresso il loro risentimento per l&#8217;abbandono nel quale ritengono di essere rimasti vittime, ho detto: &laquo;occupate la fabbrica&raquo;. E a mio avviso questa &egrave; la soluzione, che potrebbe dare una svolta positiva alla situazione del complesso Ferrania. L&#8217;alta professionalit&agrave; dei dipendenti della azienda, la stessa specialissima tecnologia, che in Ferrania esiste, pu&ograve; cambiare la situazione, rendendo molto pi&ugrave; rosea la stessa, permettendo una risalita, anche se non sar&agrave; indolore per nessuno. Occorreranno grandi sacrifici e un notevole sforzo unitario da parte di tutti.<br \/>\n<br \/>Sono convinto che non si possa disperdere questo patrimonio che &egrave; di valore molto pi&ugrave; grande dello stesso patrimonio complessivo dello stabilimento cairese. I lavoratori tutti, fino a livello di quadri (esautorando i dirigenti che fino ad oggi hanno dimostrato di essere incapaci di una direzione in positivo di questo grande patrimonio industriale) potrebbero mettere a disposizione del comparto produttivo e commerciale la loro grande professionalit&agrave; e, pur uscendo da regole che possono portare solo allo sfacelo o allo smembramento di una realt&agrave; produttiva unica in Italia, avrebbero la possibilit&agrave; di ribaltare la situazione in tutti i settori delle attivit&agrave; della Ferrania.<br \/>\n<br \/>Il fatto stesso che le altre aziende del settore siano in difficolt&agrave; e dismettano settori importanti nel fotografico e nel medicale, a mio avviso, consentirebbe un miglioramento sostanziale delle attivit&agrave; della azienda in questo settore (costruendo e potenziando un eventuale settore di nicchia) nonch&eacute; il mantenimento e l&#8217;inserimento nel mercato del fotosensibile (applicando un sano protezionismo), se gli stessi lavoratori gestissero e dirigessero tutto il processo industriale e di commercializzazione.<br \/>\n<br \/>Pu&ograve; parere agli sprovveduti una fantasiosa e impossibile riedizione di vecchie occupazioni storiche. Mi viene in mente la Orsi Mangelli di Modena che in tempi passati, quasi smantellata e dimessa dalla propriet&agrave;, fu salvata dai dipendenti che diressero in proprio l&#8217;azienda e la resero produttiva riconsegnandola, purtroppo, ai padroni dopo il risanamento. A mio avviso le potenzialit&agrave; per fare una cosa del genere esistono e sono praticabili.<br \/>\n<br \/>Occorre tuttavia per fare questo intervento, che tutti, azionisti e sindacati chiariscano i lati oscuri di questa vicenda, che a me par quasi un maldestro tentativo per consegnare la Ferrania il suo patrimonio di uomini e di cose alla pi&ugrave; bieca speculazione padronale.<br \/>\n<br \/>L&#8217;occasione di praticare un tentativo di tal genere, se fosse persa, sarebbe una sconfitta che purtroppo i lavoratori pagherebbero con la qualit&agrave; della loro vita e con la disoccupazione. Ancora una volta vincerebbero il padronato pur incapace di difendere se stesso, e la speculazione finanziaria.<br \/>\n<br \/>Giorgio Magni<br \/>\n<br \/>Segretario del Circolo Bella Ciao di Cairo Montenotte<br \/>\n<br \/>Cairo Montenotte &#8211; 2 Febbraio 2004<\/p>\n<p>Giorgio Magni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le illusioni trasmesse ai Lavoratori della Ferrania hanno portato alla soluzione finale. 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