{"id":62264,"date":"2008-10-22T00:00:00","date_gmt":"2008-10-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/10\/22\/volantino-universita\/"},"modified":"2008-10-22T00:00:00","modified_gmt":"2008-10-22T00:00:00","slug":"volantino-universita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2008\/10\/22\/volantino-universita\/","title":{"rendered":"VOLANTINO  UNIVERSITA&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>_________________________________________<\/p>\n<p>Contro la riforma Moratti e la Gelmini<br \/>\n<br \/>Contro Rettori e baroni, che difendono i loro interessi<br \/>\n<br \/>PER UN UNIVERSITA&rsquo; STATALE, PUBBLICA E DI MASSA<br \/>\n<br \/>OCCUPIAMO TUTTE LE FACOLTA&rsquo;<\/p>\n<p>Il governo Berlusconi ha ripreso in questi mesi la controriforma dell&rsquo;Universit&agrave; italiana.<\/p>\n<p>Nel 2005 aveva approvato la riforma Moratti (riforma dei concorsi e dello statuto giuridico dei docenti), sospesa ma intoccata dal governo Prodi, che reintroduce modelli piramidali di governo delle Facolt&agrave; (pochi Ordinari), accentra i meccanismi di reclutamento a livello di ateneo rafforzando i poli dominanti, introduce un sistema di precariet&agrave; strutturale nella ricerca e nella didattica universitaria.<\/p>\n<p>Quella riforma, silente fino ad ora in quanto non sono mai stati approvati i decreti attuativi, si prepara ad essere applicata pienamente dalla Gelmini nei prossimi mesi. Nel frattempo il nuovo governo Berlusconi ha:<br \/>\n<br \/>tagliato 600 milioni di euro dal finanziamento di funzionamento normale degli atenei, rendendo difficile se non impossibile l&rsquo;erogazione nei prossimi anni della normale attivit&agrave;<br \/>\n<br \/>incluso l&rsquo;Universit&agrave; nel blocco del turn over, assumendo dal 1 gennaio 2009 un docente ogni 5 posizioni che si liberano (per pensionamento o passaggio di carriera)<br \/>\n<br \/>prospettato la trasformazione degli atenei in fondazioni, che lungi dal garantire un entrata di fondi privati nell&rsquo;universit&agrave; (scarsa &egrave; la spesa in ricerca e sviluppo nell&rsquo;industria italiana, gi&agrave; presente e incidente l&rsquo;influenza in alcuni Dipartimenti e progetti di ricerca delle grandi aziende), permette semplicemente di &ldquo;scaricare&rdquo; la pubblica amministrazione dal dovere di garantire il funzionamento minimo ed essenziale delle Universit&agrave;.<\/p>\n<p>Contro questi ultimi provvedimenti, che si aggiungono i tagli e alle controriforme nella scuola, stanno manifestandosi e mobilitandosi in queste settimane studenti, docenti, ricercatori, dottorandi, lavoratori dell&rsquo;universit&agrave; ed anche i rettori. <\/p>\n<p>Ma l&rsquo;unit&agrave; di tutte questi diversi soggetti contro scelte e provvedimenti che bloccano e destrutturato le universit&agrave; italiane non pu&ograve;, e non deve, occultare le diverse responsabilit&agrave; ed i diversi interessi.<\/p>\n<p>Ormai da vent&rsquo;anni &egrave; in corso una lenta e progressiva controriforma dell&rsquo;universit&agrave; italiana, che garantendo prima l&rsquo;autonomia gestionale (1989) e poi quella didattica (1997) ai diversi Atenei, ha inseguito tenacemente il progetto di importare il modello anglosassone nel nostro paese: <\/p>\n<p>una forte differenziazione e gerarchizzazione tra atenei (serie A, serie B, ma anche serie Z)<\/p>\n<p>una differenziazione dei titoli di studio, per livelli (Diplomi, Specialistica, Master), sedi dove si conseguono e piani di studio, per spezzare il mercato del lavoro &ldquo;intellettuale&rdquo; e la forza contrattuale dei lavoratori in nicchie fra di loro isolate<\/p>\n<p>una piramidalizzazione del corpo docenti (pochi ordinari di ruolo, molti precari nella ricerca e nella docenza), <\/p>\n<p>una professionalizzazione dei curricula e della ricerca, piegati agli immediati interessi del sistema produttivo, creando corsi estremamente specifici per singole imprese o settori e centri di ricerca che lavorano su commessa industriale (i parchi scientifici e tecnologici).<\/p>\n<p>Questo progetto nel corso degli anni ha trovato infiniti ostacoli e problemi di realizzazione.<br \/>\n<br \/>L&rsquo;Italia non sono gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Non ci sono i centinai di miliardi di dollari riversati sul sistema universitario dal governo americano, per sostenere azioendalizzazione e professionalizione degli atenei (vedi il programma &ldquo;guerre stellari&rdquo; e quello &ldquo;biotech&rdquo; negli anni &rsquo;80): i parchi scientifici e tecnologici languono, le grandi imprese italiane che investono in Ricerca e sviluppo si sono ridotte in questi anni. <\/p>\n<p>Non c&rsquo;&egrave; una politica industriale di lungo periodo, tale per cui abbia senso costruire consoliate filiere formative specifiche: vedi il destino dei corsi di laurea in specifiche tecnologie per i distretti industriali, che hanno iniziato a sfornare laureati quando i distretti hanno iniziato a migrare altrove (&egrave; la formazione continua, bellezza. Ricomincia da capo, al limite senza passare dal Via &ndash; ti riconosco qualche credito, qualche esame).<\/p>\n<p>Il baronato accademico ed i tanti interessi politici territoriali hanno utilizzato i margini dell&rsquo;autonomia didattica ed amministrativa per costruire atenei, corsi di laurea e sedi distaccate che spesso rispondono pi&ugrave; ad interessi locali e di docenti e ricercatori, pi&ugrave; che a sensate esigenze formative.<\/p>\n<p>La CRUI e i Rettori italiani sono stati conniventi e compartecipi ha questo processo di progressiva disgregazione e disfacimento, di una controriforma pensata per piegare gli Atenei al servizio del mondo produttivo ideologica, velleitaria e per di pi&ugrave; rimasta incompiuta. Chi per ritagliarsi spazi di potere e clientele locali (anche personali, come dimostrato dalle gestioni decennali di molti Rettori in diversi Atenei), chi per perseguire con determinazione e convinzione un modello &ldquo;produttivista&rdquo; e americano di universit&agrave;.<\/p>\n<p>I NOSTRI INTERESSI NON SONO I LORO. LA NOSTRA UNIVERSITA&rsquo; NON E&rsquo; LA LORO.<\/p>\n<p>Dopo il 3+2, il proliferare dei corsi di laurea, la differenziazione e la contemporanea rigidit&agrave; dei piani di studi, la ricerca di una professionalizzazione al servizio di un mercato del lavoro segmentato e diviso (spesso pi&ugrave; immaginario che reale), gli aumenti delle tasse di iscrizione e la disgregazione del diritto allo studio (principio del &ldquo;costo pieno&rdquo; dei servizi, dalle mense alle case dello studente) &egrave; evidente che il movimento degli studenti non pu&ograve; battersi solo contro la Gelmini. Non pu&ograve; battersi semplicemente a fianco dei Rettori e dei docenti universitari.<\/p>\n<p>E tanto meno pu&ograve; permettersi di delegare a docenti e Rettori la gestione della lotta, affidando a questi soggetti il blocco della didattica, la sospensione degli anni accademici o la trattativa con il Ministero e la Gelmini.<\/p>\n<p>I BLOCCHI DELLA DIDATTICA SI FANNO, NON SI CHIEDONO.<br \/>\n<br \/>LE UNIVERSIT&Agrave; SI OCCUPANO, NON SI CHIEDE AI RETTORI DI CHIUDERLE.<\/p>\n<p>Riprendiamoci uno spazio di riflessione e di progettazione nelle universit&agrave;, ricostruiamo una soggettivit&agrave; studentesca, costruiamo una vertenza generale del movimento degli studenti, elaborando piattaforme e metodi di lotta non subordinati ad altri soggetti.<\/p>\n<p>CONTRO LA GELMINI, IL TAGLIO DEL FONDI, IL BLOCCO DEL TURN OVER E LA PROPOSTA DELLE FONDAZIONI<\/p>\n<p>CONTRO L&rsquo;AUTONOMIA DEGLI ATENEI, CHE PRODUCE PICCOLI E GRANDI BARONI<\/p>\n<p>CONTRO UN UNIVERSITA&rsquo; PROFESSIONALE AL SERVIZIO DELLE IMPRESE<\/p>\n<p>OCCUPIAMO LE FACOLT&Agrave;<\/p>\n<p>COSTRUIAMO COORDINAMENTI CITTADINI E NAZIONALI<br \/>\n<br \/>DEGLI STUDENTI<\/p>\n<p>COSTRUIAMO UNA NOSTRA PIATTAFORMA PER UN UNIVERSIT&Agrave; STATALE, PUBBLICA E DI MASSA<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<br \/>\n<br \/>Per contatti: info@pclavoratori.it<br \/>\n<br \/>F.to in proprio, 22-10-2008, Via Marco Aurelio 7 &#8211; 20127 Milano.<\/p>\n<p>info@pclavoratori.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>_________________________________________ Contro la riforma Moratti e la Gelmini Contro Rettori e baroni, che difendono i loro interessi PER UN UNIVERSITA&rsquo; STATALE, PUBBLICA E DI MASSA&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-62264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62264\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}