{"id":62349,"date":"2009-01-06T00:00:00","date_gmt":"2009-01-06T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/01\/06\/appello-del-mondo-intellettuale-italiano-contro-laggressione-israeliana-a-gaza\/"},"modified":"2009-01-06T00:00:00","modified_gmt":"2009-01-06T00:00:00","slug":"appello-del-mondo-intellettuale-italiano-contro-laggressione-israeliana-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/01\/06\/appello-del-mondo-intellettuale-italiano-contro-laggressione-israeliana-a-gaza\/","title":{"rendered":"Appello del mondo intellettuale italiano contro l&rsquo;aggressione israeliana a Gaza"},"content":{"rendered":"<p>Appello del mondo intellettuale italiano contro l&rsquo;aggressione israeliana a Gaza<\/p>\n<p>31 dicembre 2008<\/p>\n<p>&Egrave; di poche ora fa la notizia che il governo israeliano, capeggiato da un leader sconfitto e corrotto, Ehud Olmert, ha rifiutato la pur tardiva richiesta dell&rsquo;Unione Europea, di concedere alla popolazione di Gaza stremata, una tregua umanitaria di 48 ore nell&rsquo;operazione militare che, con proterva arroganza, &egrave; stata chiamata Piombo fuso. La notizia ci addolora e ci indigna; ma non ci sorprende. Il governo israeliano sta passando, nei confronti dei palestinesi, dalla politica della persecuzione a quella della eliminazione. Come non vedere negli eventi in corso, non da oggi, una tremenda analogia con quello che il popolo ebraico ha sub&igrave;to? Ma le ingiustizie patite non danno titolo, n&eacute; morale n&eacute; politico, a produrre altre ingiustizie ai danni dei pi&ugrave; deboli. Come operatori nel mondo della ricerca, dell&rsquo;universit&agrave;, della scuola, della comunicazione, delle arti, dello spettacolo, intendiamo denunciare l&rsquo;informazione menzognera dei media; e, d&rsquo;altro canto, la vilt&agrave; &ndash; e talora complicit&agrave; &ndash; della classe politica italiana (con impercettibili distinguo nel suo seno). <\/p>\n<p>Non paghi di aver, nel corso dell&rsquo;anno, tributato grandi onori allo Stato d&rsquo;Israele, che festeggiava il suo 60&deg;, dimentichi che quello stesso anniversario ricordava, agli altri, gli arabi di Palestina, la catastrofe del loro popolo ( la Nakba ), politici, opinionisti, organizzatori culturali (insomma ,&ldquo;l&rsquo;&eacute;lite italiana&rdquo;),  stanno ora di nuovo dimostrando una stupefacente smemoratezza e una disonest&agrave; che lascia allibiti. D&rsquo;altronde con &ldquo;l&rsquo;unica democrazia del Medio Oriente&rdquo;, come si continua a ripetere, l&rsquo;Italia (e la Comunit&agrave; Europea ) ha accordi pesanti di collaborazione militare, politica e scientifica. <\/p>\n<p>Mentre le bombe continuano a falciare vite, nel pieno delle festivit&agrave; di fine anno, e si minaccia un attacco di terra, da noi, in nome di un conclamato quanto ingannevole spirito di equidistanza si pongono sullo stesso piano i razzi sparati sulle citt&agrave; del Sud di Israele (che, peraltro, costituiscono una forma di resistenza all&rsquo;invasione), con l&rsquo;osceno massacro indiscriminato in atto a Gaza, gi&agrave; ridotta allo stremo da un embargo illegittimo e immorale. E, adottando la posizione israeliana e statunitense, si chiede ad Hamas di cessare le azioni militari, come passo indispensabile per ottenere una tregua. Si accusa Hamas, che non si dimentica mai di etichettare come &ldquo;organizzazione terroristica&rdquo; (il che non cancella i nostri dissensi politici e per molti aspetti ideali, da Hamas), di aver rotto la tregua in atto da tempo: mentendo, perch&eacute; durante quella &ldquo;tregua&rdquo; fittizia, numerosi palestinesi sono stati uccisi dagli israeliani, i quali hanno anche rapito e sequestrato ministri (in numero di 8) e del legittimo governo di Hamas e deputati del Parlamento (15), nell&rsquo;indifferenza della &ldquo;comunit&agrave; internazionale&rdquo;. <\/p>\n<p>Si insiste sul fatto che Hamas si &egrave; &ldquo;impadronita&rdquo; di Gaza con le armi, dimenticando che Hamas ha vinto libere elezioni, e un colpo di Stato (con il sostegno israeliano, statunitense e gli applausi europei), gli ha negato il governo del Paese, usando Abu Mazen se non come un Quisling, un vero collaborazionista, certo come una sponda utile. Si accetta la versione dell&rsquo;attaccante che ci &ldquo;informa&rdquo; di colpire solo obiettivi militari, e si finge di non sapere che fra tali obiettivi sono sedi universitarie, ospedali, moschee. Si deplorano i morti civili (secondo stime ufficiali dell&rsquo;Onu al 25% della popolazione nei primi giorni dell&rsquo;attacco israeliano, molti dei quali adolescenti e bambini, ai quali &egrave; impedita la stessa possibilit&agrave; di cura, per mancanza di medicinali e di strumentazione, a causa del blocco israeliano), ma si dimentica che da anni Gaza &egrave; il pi&ugrave; grande campo di concentramento a cielo aperto del mondo. E che ebrei sono &ndash; questo il terribile paradosso &ndash; gli aguzzini di quel campo, mentre arabi sono gli internati, ai quali, da anni, vengono negati i pi&ugrave; elementari diritti, a cominciare dal diritto stesso alla sopravvivenza. <\/p>\n<p>Il blocco di Gaza &egrave; una delle pagine pi&ugrave; buie di Israele, a cui noi non chiediamo nulla, convinti che la sua politica sia destinata a produrre effetti contrari a quelli perseguiti e che l&rsquo;odio che sta seminando non solo nella regione, ma in tutto il mondo, non potr&agrave; che accrescersi e produrre conseguenze disastrose per uno Stato che ritiene di poter governare tutto secondo il principio della forza, non solo rispetto ai palestinesi, ma all&rsquo;intera comunit&agrave; internazionale, della quale si fa beffe (si pensi al mancato rientro di Israele nei confini pre-1967, malgrado le innumerevoli risoluzioni dell&rsquo;Onu). E abbiamo piet&agrave; degli israeliani che oggi festeggiano i circa 400 palestinesi uccisi nelle prime ore dell&rsquo;operazione Piombo fuso. La loro danza macabra testimonia come un&rsquo;intera societ&agrave; possa corrompersi moralmente (compresa la gran parte dei cosiddetti intellettuali israeliani dissidenti), sotto il segno della guerra permanente. <\/p>\n<p>La guerra odierna &egrave; tutt&rsquo;altro che improvvisata: proprio come due anni e mezzo fa, nell&rsquo;estate 2006, soltanto un vaghissimo pretesto  fu trovato nella cattura di un soldato israeliano da parte di Hezbollah, per l&rsquo;infelice attacco al Libano, oggi il pretesto sono i razzi Kassam sparati da Gaza. Questa guerra che gli stolti salutano come benefica, oggi,  porter&agrave; a loro &ndash; e purtroppo ad altri &ndash; nuove morti, nuove distruzioni, nuove sofferenze, allontanando ogni possibile pace.  <\/p>\n<p>Chiediamo a quanti operano nei nostri ambienti di adoperarsi, con tutti i mezzi a loro disposizione, per denunciare l&rsquo;occultamento e il capovolgimento della verit&agrave; che, assecondando la campagna propagandistica israeliana, che ha accuratamente preparato il terreno per l&rsquo;attacco, si sta mettendo in campo: oggi, pi&ugrave; che mai, la propaganda non &egrave; un semplice strumento di guerra: &egrave; essa stessa guerra. E nell&rsquo;asimmetria delle &ldquo;nuove guerre&rdquo;, questa scatenata da Israele sul finire di un anno terribile, passer&agrave; alla storia, forse, come la guerra ai bambini. <\/p>\n<p>A noi rimane lo strumento della denuncia affinch&eacute; davanti all&rsquo;&ldquo;informazione&rdquo; manipolata e corriva, abbia libero corso il sapere critico, la riflessione informata, l&rsquo;educazione delle coscienze. Ora, per avviare la nostra mobilitazione, ribadiamo che all&rsquo;intellettuale spetta il duro compito, se vuole salvare non la propria &ldquo;genialit&agrave;&rdquo;, ma la propria &ldquo;dignit&agrave;&rdquo;, di gridare sui tetti la verit&agrave;. Studieremo, nei prossimi giorni, eventuali iniziative comuni, per portare avanti la nostra azione. Ma fin d&rsquo;ora,  anche se servisse a poco e a pochi, pensiamo di non poter rimanere inerti, complici o succubi, davanti alle immagini che ci giungono da Gaza sotto le bombe, alle carni martoriate di quei bimbi innocenti, alle macerie fumanti di una comunit&agrave; che non si arrende, e che, perci&ograve;, rischia l&rsquo;annientamento, mentre noi stappiamo le nostre preziose bottiglie di champagne.   <\/p>\n<p>Angelo d&rsquo;Orsi (Storico, Universit&agrave; di Torino) <\/p>\n<p>le adesioni vanno inviate a: info@historiamagistra.it <\/p>\n<p>Prime adesioni<br \/>\n<br \/>Massimo Zucchetti (docente Politecnico di Torino, Comitato Scienziati e Scienziate contro la guerra)<\/p>\n<p>Franca Balsamo (sociologa, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Diana Carminati (storica, gi&agrave; Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Carmen Betti (storica, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Alfredo Tradardi (organizzatore culturale, International Solidarity Movement, Ivrea-Torino)<\/p>\n<p>Alexander H&ouml;bel (storico, Universit&agrave; di Napoli Federico II)<\/p>\n<p>Marco Albeltaro (dottorando in Storia, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Gianfranco Ragona (storico, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Massimo Sestili (insegnante e studioso di storia, Roma)<\/p>\n<p>Emanuela Irace (giornalista indipendente, Roma)<\/p>\n<p>Renato Caputo (dottorando in Filosofia, Universit&agrave; di Urbino)<\/p>\n<p>Lorena Barale (studiosa di storia, archivista, organizzatrice culturale, Torino)<\/p>\n<p>Antonio Santoni Rugiu (storico, gi&agrave; Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Domenico Losurdo (filosofo, Universit&agrave; di Urbino)<\/p>\n<p>Piero Bevilacqua (storico, Universit&agrave; di Roma Sapienza)<\/p>\n<p>Giovanna Savant (dottoranda in Storia del pensiero politico, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Gesualdo Maffia (dottorando in Storia, Universit&agrave; di Genova)<\/p>\n<p>Fulvio Grimaldi (giornalista e documentarista indipendente, Roma)<\/p>\n<p>Jos&eacute;phine Errante (zootecnica, gi&agrave; Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Valentina Conti (editore &ndash; AE Edizioni, Ancona; assessore Cultura Comune di Jesi)<\/p>\n<p>Alessandra Dino (sociologa, Universit&agrave; di Palermo)<\/p>\n<p>Daniela Marendino (archivista, studiosa di storia, Torino)<\/p>\n<p>Francesca Chiarotto (dottoranda in Studi Politici, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Armando Petrini (Facolt&agrave; di Scienze della Formazione, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Antonio Prete (Professore Letterature Comparate, Universit&agrave; di Siena)<\/p>\n<p>Pasquale Voza (italianista, Universit&agrave; di Bari)<\/p>\n<p>Sandro Mezzadra (storico, Universit&agrave; di Bologna)<\/p>\n<p>Giuseppe Panella (filosofo, Scuola Normale Superiore di Pisa)<\/p>\n<p>Renzo Martinelli (storico, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Filomena Pompa (dottore di ricerca in Storia, Universit&agrave; di Perugia)<\/p>\n<p>Guido Panico (storico, Universit&agrave; di Salerno)<\/p>\n<p>Giorgio S. Frankel, giornalista professionista indipendente<\/p>\n<p>Raimondo Vacca (Scienze della Formazione Primaria, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)<\/p>\n<p>Antonio Calvani (pedagogista, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Marcello Musto (Letterature Comparate, Universit&agrave; Orientale di Napoli)<\/p>\n<p>Giorgio Pecorini (giornalista, Volterra)Giulio Stocchi (poeta, Milano)Deborah Strozier (architetto, Milano)<\/p>\n<p>Gabriella Paolucci (sociologa, Universit&agrave; di Firenze)Flavio Marcolini (giornalista e docente di storia, Montichiari) Silvia Lelli (antropologa, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)Margherita Bassini (funzionario pubblico, organizzatrice culturale) <\/p>\n<p>Fondazione Luigi Longo, Alessandria<\/p>\n<p>Vanna Boffo (ricercatrice, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)<\/p>\n<p>Luigi Punzo (storico della filosofia, Universit&agrave; di Cassino)Flavia Bacchetti (ricercatrice, Universit&agrave; di Firenze)Biagio Cutropia (docente, Bisacquino, Palermo)Anita Troiani ( docente, Brescia)<\/p>\n<p>Roberta Micheli (docente, Massa)<\/p>\n<p>Santiago Zabala (filosofo, Universit&agrave; di Potsdam)Stefano Nutini (redattore Edizioni Unicopli, Milano)<\/p>\n<p>Fabrizio Bertoli (bibliotecario, Universita&#8217; di Verona) <\/p>\n<p>Edoardo Martinelli (Centro Ricerca Formazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana)Jole Silvia Imbornone (dottore di ricerca in Italianistica, Universit&agrave; di Bari)<\/p>\n<p>Mattia Baglieri (studente di Scienze Politiche Universit&Atilde;  di Bologna e scrittore) <\/p>\n<p>Nadia Redoglia (giornalista, Torino)<\/p>\n<p>Stefano Petrella (consulente scientifico WWF Italia, Roma)<\/p>\n<p>Margherita Moles (docente, Universit&agrave; Popolare di Valcamonica-Sebino)Alessio Bortolo Domenighini (formatore, Universit&agrave; Popolare di Valcamonica-Sebino)Carlo Lucchesi (presidente dell&#8217;istituto di ricerche IRES TOSCANA, Firenze)Stefania Pavone (giornalista, Roma)<\/p>\n<p>Liliana Boranga (direttore di radio base popolare network, giornalista, Mestre &#8211; Venezia)<\/p>\n<p>Edoardo Magnone (chimico, Universita` di Tokyo)Ernesto Burgio (ISDE Italia, Cortona)<\/p>\n<p>Salvatore Tassinari (insegnante, Firenze)<\/p>\n<p>Arianna L&#8217;Abbate (operatrice culturale, Roma)Massimo De Santi (fisico, Universit&agrave; di Pisa, Presidente Comitato Internazionale Educazione per la Pace)<\/p>\n<p>Giorgio Barberis (ricercatore, Universit&agrave; del Piemonte Orientale)Alessandra Kersevan (ricercatrice, Universit&agrave; di Udine)Giorgio Riboldi (docente, Milano)Mariella Megna (traduttrice,Cremona)Associazione L&#8217;altra Lombardia &#8211; SU LA TESTA (Milano)Saverio Tommasi (attore, Firenze)  <\/p>\n<p>Romano Colombini (presidente della Commissione scuola ANPI &#8220;Dolores Abbiati, Brescia)<\/p>\n<p>Angelo Chiattella (collaboratore tecnico-scientifico, studioso di storia della scienza, Torino)<\/p>\n<p>Antonio Montefusco (dottorando, Universit&agrave; di Roma &ldquo;Sapienza&rdquo;)<\/p>\n<p>Filippo Bianchetti (medico, Varese)<\/p>\n<p>Eleonora Forenza (italianista, Universit&agrave; di Bari)Manuela Ausilio (Dott.ssa in Filosofia teoretica, Universit&agrave; di Roma &ldquo;Sapienza&rdquo;)Davide Grasso (dottorando in Filosofia, Universit&agrave; di Torino)Federica Zanetti (pedagogista, Universit&agrave; di Bologna)Nicoletta Dentico (giornalista, gi&agrave; direttore generale di MSF Italia)Chiara Giunti (bibliotecaria, Firenze)<\/p>\n<p>Marco Mamone Capria (matematico, Universit&agrave; di Perugia)<\/p>\n<p>Rean Mazzone (artista cinematografico, Roma)Marcantonio Lunardi (documentarista, videomaker, Bagni di Lucca)<\/p>\n<p>Davide Ascoli (ricercatore, Universit&agrave; di Torino)Adriana Caviglia (docente, Savona) Eleonora Cane (ex insegnante, Torino)<\/p>\n<p>Federico Ferrone (regista, Roma)Claudio Cancelli (ingegnere, gi&agrave; Politecnico di Torino)<\/p>\n<p>Ivo Fogliasso (giornalista, Torino)Giovanna Tresso (assistente sociale, Torino)Amala Fogliasso (educatrice, Torino)<\/p>\n<p>Anna Lanaro (insegnante, Castelfranco Veneto)Luciano Vasapollo (docente universit&agrave; La Sapienza, Roma)Sergio Cararo (giornalista, mediattivista Forum Palestina)Marco Santopadre (giornalista, direttore di Radio Citt&agrave; Aperta) <\/p>\n<p>Appello del mondo intellettuale italiano contro l&rsquo;aggressione israeliana a Gaza<\/p>\n<p>31 dicembre 2008<\/p>\n<p>&Egrave; di poche ora fa la notizia che il governo israeliano, capeggiato da un leader sconfitto e corrotto, Ehud Olmert, ha rifiutato la pur tardiva richiesta dell&rsquo;Unione Europea, di concedere alla popolazione di Gaza stremata, una tregua umanitaria di 48 ore nell&rsquo;operazione militare che, con proterva arroganza, &egrave; stata chiamata Piombo fuso. La notizia ci addolora e ci indigna; ma non ci sorprende. Il governo israeliano sta passando, nei confronti dei palestinesi, dalla politica della persecuzione a quella della eliminazione. Come non vedere negli eventi in corso, non da oggi, una tremenda analogia con quello che il popolo ebraico ha sub&igrave;to? Ma le ingiustizie patite non danno titolo, n&eacute; morale n&eacute; politico, a produrre altre ingiustizie ai danni dei pi&ugrave; deboli. Come operatori nel mondo della ricerca, dell&rsquo;universit&agrave;, della scuola, della comunicazione, delle arti, dello spettacolo, intendiamo denunciare l&rsquo;informazione menzognera dei media; e, d&rsquo;altro canto, la vilt&agrave; &ndash; e talora complicit&agrave; &ndash; della classe politica italiana (con impercettibili distinguo nel suo seno). <\/p>\n<p>Non paghi di aver, nel corso dell&rsquo;anno, tributato grandi onori allo Stato d&rsquo;Israele, che festeggiava il suo 60&deg;, dimentichi che quello stesso anniversario ricordava, agli altri, gli arabi di Palestina, la catastrofe del loro popolo ( la Nakba ), politici, opinionisti, organizzatori culturali (insomma ,&ldquo;l&rsquo;&eacute;lite italiana&rdquo;),  stanno ora di nuovo dimostrando una stupefacente smemoratezza e una disonest&agrave; che lascia allibiti. D&rsquo;altronde con &ldquo;l&rsquo;unica democrazia del Medio Oriente&rdquo;, come si continua a ripetere, l&rsquo;Italia (e la Comunit&agrave; Europea ) ha accordi pesanti di collaborazione militare, politica e scientifica. <\/p>\n<p>Mentre le bombe continuano a falciare vite, nel pieno delle festivit&agrave; di fine anno, e si minaccia un attacco di terra, da noi, in nome di un conclamato quanto ingannevole spirito di equidistanza si pongono sullo stesso piano i razzi sparati sulle citt&agrave; del Sud di Israele (che, peraltro, costituiscono una forma di resistenza all&rsquo;invasione), con l&rsquo;osceno massacro indiscriminato in atto a Gaza, gi&agrave; ridotta allo stremo da un embargo illegittimo e immorale. E, adottando la posizione israeliana e statunitense, si chiede ad Hamas di cessare le azioni militari, come passo indispensabile per ottenere una tregua. Si accusa Hamas, che non si dimentica mai di etichettare come &ldquo;organizzazione terroristica&rdquo; (il che non cancella i nostri dissensi politici e per molti aspetti ideali, da Hamas), di aver rotto la tregua in atto da tempo: mentendo, perch&eacute; durante quella &ldquo;tregua&rdquo; fittizia, numerosi palestinesi sono stati uccisi dagli israeliani, i quali hanno anche rapito e sequestrato ministri (in numero di 8) e del legittimo governo di Hamas e deputati del Parlamento (15), nell&rsquo;indifferenza della &ldquo;comunit&agrave; internazionale&rdquo;. <\/p>\n<p>Si insiste sul fatto che Hamas si &egrave; &ldquo;impadronita&rdquo; di Gaza con le armi, dimenticando che Hamas ha vinto libere elezioni, e un colpo di Stato (con il sostegno israeliano, statunitense e gli applausi europei), gli ha negato il governo del Paese, usando Abu Mazen se non come un Quisling, un vero collaborazionista, certo come una sponda utile. Si accetta la versione dell&rsquo;attaccante che ci &ldquo;informa&rdquo; di colpire solo obiettivi militari, e si finge di non sapere che fra tali obiettivi sono sedi universitarie, ospedali, moschee. Si deplorano i morti civili (secondo stime ufficiali dell&rsquo;Onu al 25% della popolazione nei primi giorni dell&rsquo;attacco israeliano, molti dei quali adolescenti e bambini, ai quali &egrave; impedita la stessa possibilit&agrave; di cura, per mancanza di medicinali e di strumentazione, a causa del blocco israeliano), ma si dimentica che da anni Gaza &egrave; il pi&ugrave; grande campo di concentramento a cielo aperto del mondo. E che ebrei sono &ndash; questo il terribile paradosso &ndash; gli aguzzini di quel campo, mentre arabi sono gli internati, ai quali, da anni, vengono negati i pi&ugrave; elementari diritti, a cominciare dal diritto stesso alla sopravvivenza. <\/p>\n<p>Il blocco di Gaza &egrave; una delle pagine pi&ugrave; buie di Israele, a cui noi non chiediamo nulla, convinti che la sua politica sia destinata a produrre effetti contrari a quelli perseguiti e che l&rsquo;odio che sta seminando non solo nella regione, ma in tutto il mondo, non potr&agrave; che accrescersi e produrre conseguenze disastrose per uno Stato che ritiene di poter governare tutto secondo il principio della forza, non solo rispetto ai palestinesi, ma all&rsquo;intera comunit&agrave; internazionale, della quale si fa beffe (si pensi al mancato rientro di Israele nei confini pre-1967, malgrado le innumerevoli risoluzioni dell&rsquo;Onu). E abbiamo piet&agrave; degli israeliani che oggi festeggiano i circa 400 palestinesi uccisi nelle prime ore dell&rsquo;operazione Piombo fuso. La loro danza macabra testimonia come un&rsquo;intera societ&agrave; possa corrompersi moralmente (compresa la gran parte dei cosiddetti intellettuali israeliani dissidenti), sotto il segno della guerra permanente. <\/p>\n<p>La guerra odierna &egrave; tutt&rsquo;altro che improvvisata: proprio come due anni e mezzo fa, nell&rsquo;estate 2006, soltanto un vaghissimo pretesto  fu trovato nella cattura di un soldato israeliano da parte di Hezbollah, per l&rsquo;infelice attacco al Libano, oggi il pretesto sono i razzi Kassam sparati da Gaza. Questa guerra che gli stolti salutano come benefica, oggi,  porter&agrave; a loro &ndash; e purtroppo ad altri &ndash; nuove morti, nuove distruzioni, nuove sofferenze, allontanando ogni possibile pace.  <\/p>\n<p>Chiediamo a quanti operano nei nostri ambienti di adoperarsi, con tutti i mezzi a loro disposizione, per denunciare l&rsquo;occultamento e il capovolgimento della verit&agrave; che, assecondando la campagna propagandistica israeliana, che ha accuratamente preparato il terreno per l&rsquo;attacco, si sta mettendo in campo: oggi, pi&ugrave; che mai, la propaganda non &egrave; un semplice strumento di guerra: &egrave; essa stessa guerra. E nell&rsquo;asimmetria delle &ldquo;nuove guerre&rdquo;, questa scatenata da Israele sul finire di un anno terribile, passer&agrave; alla storia, forse, come la guerra ai bambini. <\/p>\n<p>A noi rimane lo strumento della denuncia affinch&eacute; davanti all&rsquo;&ldquo;informazione&rdquo; manipolata e corriva, abbia libero corso il sapere critico, la riflessione informata, l&rsquo;educazione delle coscienze. Ora, per avviare la nostra mobilitazione, ribadiamo che all&rsquo;intellettuale spetta il duro compito, se vuole salvare non la propria &ldquo;genialit&agrave;&rdquo;, ma la propria &ldquo;dignit&agrave;&rdquo;, di gridare sui tetti la verit&agrave;. Studieremo, nei prossimi giorni, eventuali iniziative comuni, per portare avanti la nostra azione. Ma fin d&rsquo;ora,  anche se servisse a poco e a pochi, pensiamo di non poter rimanere inerti, complici o succubi, davanti alle immagini che ci giungono da Gaza sotto le bombe, alle carni martoriate di quei bimbi innocenti, alle macerie fumanti di una comunit&agrave; che non si arrende, e che, perci&ograve;, rischia l&rsquo;annientamento, mentre noi stappiamo le nostre preziose bottiglie di champagne.   <\/p>\n<p>Angelo d&rsquo;Orsi (Storico, Universit&agrave; di Torino) <\/p>\n<p>Prime adesioni<br \/>\n<br \/>Massimo Zucchetti (docente Politecnico di Torino, Comitato Scienziati e Scienziate contro la guerra)<\/p>\n<p>Franca Balsamo (sociologa, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Diana Carminati (storica, gi&agrave; Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Carmen Betti (storica, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Alfredo Tradardi (organizzatore culturale, International Solidarity Movement, Ivrea-Torino)<\/p>\n<p>Alexander H&ouml;bel (storico, Universit&agrave; di Napoli Federico II)<\/p>\n<p>Marco Albeltaro (dottorando in Storia, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Gianfranco Ragona (storico, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Massimo Sestili (insegnante e studioso di storia, Roma)<\/p>\n<p>Emanuela Irace (giornalista indipendente, Roma)<\/p>\n<p>Renato Caputo (dottorando in Filosofia, Universit&agrave; di Urbino)<\/p>\n<p>Lorena Barale (studiosa di storia, archivista, organizzatrice culturale, Torino)<\/p>\n<p>Antonio Santoni Rugiu (storico, gi&agrave; Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Domenico Losurdo (filosofo, Universit&agrave; di Urbino)<\/p>\n<p>Piero Bevilacqua (storico, Universit&agrave; di Roma Sapienza)<\/p>\n<p>Giovanna Savant (dottoranda in Storia del pensiero politico, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Gesualdo Maffia (dottorando in Storia, Universit&agrave; di Genova)<\/p>\n<p>Fulvio Grimaldi (giornalista e documentarista indipendente, Roma)<\/p>\n<p>Jos&eacute;phine Errante (zootecnica, gi&agrave; Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Valentina Conti (editore &ndash; AE Edizioni, Ancona; assessore Cultura Comune di Jesi)<\/p>\n<p>Alessandra Dino (sociologa, Universit&agrave; di Palermo)<\/p>\n<p>Daniela Marendino (archivista, studiosa di storia, Torino)<\/p>\n<p>Francesca Chiarotto (dottoranda in Studi Politici, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Armando Petrini (Facolt&agrave; di Scienze della Formazione, Universit&agrave; di Torino)<\/p>\n<p>Antonio Prete (Professore Letterature Comparate, Universit&agrave; di Siena)<\/p>\n<p>Pasquale Voza (italianista, Universit&agrave; di Bari)<\/p>\n<p>Sandro Mezzadra (storico, Universit&agrave; di Bologna)<\/p>\n<p>Giuseppe Panella (filosofo, Scuola Normale Superiore di Pisa)<\/p>\n<p>Renzo Martinelli (storico, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Filomena Pompa (dottore di ricerca in Storia, Universit&agrave; di Perugia)<\/p>\n<p>Guido Panico (storico, Universit&agrave; di Salerno)<\/p>\n<p>Giorgio S. Frankel, giornalista professionista indipendente<\/p>\n<p>Raimondo Vacca (Scienze della Formazione Primaria, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)<\/p>\n<p>Antonio Calvani (pedagogista, Universit&agrave; di Firenze)<\/p>\n<p>Marcello Musto (Letterature Comparate, Universit&agrave; Orientale di Napoli)<\/p>\n<p>Giorgio Pecorini (giornalista, Volterra)Giulio Stocchi (poeta, Milano)Deborah Strozier (architetto, Milano)<\/p>\n<p>Gabriella Paolucci (sociologa, Universit&agrave; di Firenze)Flavio Marcolini (giornalista e docente di storia, Montichiari) Silvia Lelli (antropologa, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)Margherita Bassini (funzionario pubblico, organizzatrice culturale) <\/p>\n<p>Fondazione Luigi Longo, Alessandria<\/p>\n<p>Vanna Boffo (ricercatrice, Universit&agrave; degli Studi di Firenze)<\/p>\n<p>Luigi Punzo (storico della filosofia, Universit&agrave; di Cassino)Flavia Bacchetti (ricercatrice, Universit&agrave; di Firenze)Biagio Cutropia (docente, Bisacquino, Palermo)Anita Troiani ( docente, Brescia)<\/p>\n<p>Roberta Micheli (docente, Massa)<\/p>\n<p>Santiago Zabala (filosofo, Universit&agrave; di Potsdam)Stefano Nutini (redattore Edizioni Unicopli, Milano)<\/p>\n<p>Fabrizio Bertoli (bibliotecario, Universita&#8217; di Verona) <\/p>\n<p>Edoardo Martinelli (Centro Ricerca Formazione Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana)Jole Silvia Imbornone (dottore di ricerca in Italianistica, Universit&agrave; di Bari)<\/p>\n<p>Mattia Baglieri (studente di Scienze Politiche Universit&Atilde;  di Bologna e scrittore) <\/p>\n<p>Nadia Redoglia (giornalista, Torino)<\/p>\n<p>Stefano Petrella (consulente scientifico WWF Italia, Roma)<\/p>\n<p>Margherita Moles (docente, Universit&agrave; Popolare di Valcamonica-Sebino)Alessio Bortolo Domenighini (formatore, Universit&agrave; Popolare di Valcamonica-Sebino)Carlo Lucchesi (presidente dell&#8217;istituto di ricerche IRES TOSCANA, Firenze)Stefania Pavone (giornalista, Roma)<\/p>\n<p>Liliana Boranga (direttore di radio base popolare network, giornalista, Mestre &#8211; Venezia)<\/p>\n<p>Edoardo Magnone (chimico, Universita` di Tokyo)Ernesto Burgio (ISDE Italia, Cortona)<\/p>\n<p>Salvatore Tassinari (insegnante, Firenze)<\/p>\n<p>Arianna L&#8217;Abbate (operatrice culturale, Roma)Massimo De Santi (fisico, Universit&agrave; di Pisa, Presidente Comitato Internazionale Educazione per la Pace)<\/p>\n<p>Giorgio Barberis (ricercatore, Universit&agrave; del Piemonte Orientale)Alessandra Kersevan (ricercatrice, Universit&agrave; di Udine)Giorgio Riboldi (docente, Milano)Mariella Megna (traduttrice,Cremona)Associazione L&#8217;altra Lombardia &#8211; SU LA TESTA (Milano)Saverio Tommasi (attore, Firenze)  <\/p>\n<p>Romano Colombini (presidente della Commissione scuola ANPI &#8220;Dolores Abbiati, Brescia)<\/p>\n<p>Angelo Chiattella (collaboratore tecnico-scientifico, studioso di storia della scienza, Torino)<\/p>\n<p>Antonio Montefusco (dottorando, Universit&agrave; di Roma &ldquo;Sapienza&rdquo;)<\/p>\n<p>Filippo Bianchetti (medico, Varese)<\/p>\n<p>Eleonora Forenza (italianista, Universit&agrave; di Bari)Manuela Ausilio (Dott.ssa in Filosofia teoretica, Universit&agrave; di Roma &ldquo;Sapienza&rdquo;)Davide Grasso (dottorando in Filosofia, Universit&agrave; di Torino)Federica Zanetti (pedagogista, Universit&agrave; di Bologna)Nicoletta Dentico (giornalista, gi&agrave; direttore generale di MSF Italia)Chiara Giunti (bibliotecaria, Firenze)<\/p>\n<p>Marco Mamone Capria (matematico, Universit&agrave; di Perugia)<\/p>\n<p>Rean Mazzone (artista cinematografico, Roma)Marcantonio Lunardi (documentarista, videomaker, Bagni di Lucca)<\/p>\n<p>Davide Ascoli (ricercatore, Universit&agrave; di Torino)Adriana Caviglia (docente, Savona) Eleonora Cane (ex insegnante, Torino)<\/p>\n<p>Federico Ferrone (regista, Roma)Claudio Cancelli (ingegnere, gi&agrave; Politecnico di Torino)<\/p>\n<p>Ivo Fogliasso (giornalista, Torino)Giovanna Tresso (assistente sociale, Torino)Amala Fogliasso (educatrice, Torino)<\/p>\n<p>Anna Lanaro (insegnante, Castelfranco Veneto)Luciano Vasapollo (docente universit&agrave; La Sapienza, Roma)Sergio Cararo (giornalista, mediattivista Forum Palestina)Marco Santopadre (giornalista, direttore di Radio Citt&agrave; Aperta)<\/p>\n<p>info@pclavoratori.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appello del mondo intellettuale italiano contro l&rsquo;aggressione israeliana a Gaza 31 dicembre 2008 &Egrave; 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