{"id":62461,"date":"2009-04-03T00:00:00","date_gmt":"2009-04-03T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/03\/documento-degli-studenti-del-pcl\/"},"modified":"2009-04-03T00:00:00","modified_gmt":"2009-04-03T00:00:00","slug":"documento-degli-studenti-del-pcl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/03\/documento-degli-studenti-del-pcl\/","title":{"rendered":"Documento degli studenti del PCL"},"content":{"rendered":"<p>domenica 29 marzo 2009<\/p>\n<p>LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI E I BANCHIERI! <\/p>\n<p>&ldquo;Noi la crisi non la paghiamo!&rdquo;: questo slogan ha infiammato e infiamma tuttora le lotte delle nuove generazioni di tutta Europa, dall&rsquo;Italia alla Grecia. Una nuova generazione che si affaccia alla lotta di classe non sente pi&ugrave; parlare dei miti fasulli e menzogneri sulla &ldquo;fine del comunismo&rdquo; o su un &ldquo;nuovo ordine mondiale&rdquo; che sarebbe sopraggiunto dopo la caduta del Muro di Berlino, ma prova in maniera reale sulla propria pelle il costo di una crisi catastrofica del capitalismo che porta tutti i governi capitalisti ad attaccare pesantemente i posti di lavoro, i salari, lo stato sociale, il diritto allo studio e in generale le condizioni di vita dei lavoratori e dei loro figli.<br \/>\n<br \/>E&rsquo; in questo contesto che si &egrave; svolta la lotta esemplare degli studenti italiani (insieme a genitori, insegnanti e lavoratori della scuola) contro i tagli criminali del governo Berlusconi sui fondi destinati alla scuola e all&rsquo;universit&agrave; pubbliche, e contro il progetto di controriforma della ministra Gelmini.<br \/>\n<br \/>PERCHE&rsquo; L&rsquo;&rdquo;ONDA&rdquo; NON HA VINTO?<br \/>\n<br \/>Tuttavia la sconfitta subita dal movimento con l&rsquo;approvazione dei decreti e la fine delle mobilitazioni ci impongono una seria riflessione per capirne le cause e per non ripetere gli stessi errori nell&rsquo;ipotesi di un rilancio del movimento.<br \/>\n<br \/>A questo scopo &egrave; utile confrontare l&rsquo;&rdquo;Onda&rdquo; italiana con esperienze di lotta vittoriose, come il movimento anti-Cpe in Francia, che attraverso una lotta esemplare di studenti e lavoratori uniti &egrave; riuscito a sconfiggere l&rsquo;odioso Contratto di Primo Impiego. In Italia invece, la mancanza di una prospettiva concreta della lotta e la mancanza di una vera prova di forza contro il governo (nella convinzione che una vittoria si potesse ottenere facendo pi&ugrave; kilometri possibile nei cortei) hanno progressivamente sprecato le forze e portato gli studenti ad abbandonare gradualmente la lotta.<br \/>\n<br \/>La prova di forza contro i governi si fa soltanto con l&rsquo;unit&agrave; di lotta tra studenti e lavoratori, ci&ograve; che ha permesso in Francia di creare un movimento di massa che ha sconfitto il governo Chiraque, uno dei pi&ugrave; reazionari , sul Cpe. Chi sostiene, come la Rete per l&rsquo;Autoformazione (disobbedienti) che ha diretto in maniera autoritaria il movimento a Roma, che &ldquo;la classica parola d&rsquo;ordine dell&rsquo;unit&agrave; studenti-operai &egrave; oggi definitivamente superata&rdquo; (www.uniriot.org) mistifica la realt&agrave; e non ha a cuore la vittoria del movimento ma soltanto interessi burocratici di controllo su di esso, come hanno dimostrato Francesco Raparelli e la relativa linea politica &ldquo;post autonoma&rdquo;.E&rsquo; quando scende in campo la classe operaia, cio&egrave; chi manda avanti la produzione, che i padroni e i loro governi cominciano ad avere paura ed &egrave; possibile perci&ograve; creare prove di forza vincenti. Nascondendo questa realt&agrave; i disobbedienti non hanno fatto altro che indebolire la lotta.<br \/>\n<br \/>E proprio questa burocrazia ha impedito una qualsiasi forma democratica di partecipazione degli studenti al movimento; per paura di perdere il controllo su di esso hanno rifiutato e combattuto con metodi autoritari la forma di organizzazione pi&ugrave; democratica che possa esistere per una lotta e che ha animato le esperienze di movimento vittoriose operaie e studentesche: un coordinamento a vari livelli (da quello d&rsquo;ateneo a quello nazionale) formato da delegati eletti dalle assemblee degli studenti e revocabili in qualsiasi momento dalle stesse. Questo principio &egrave; profondamente diverso da quello della delega borghese, fatto di deputati e senatori corrotti che non rispondono a nessuno del loro mandato. Il coordinamento per delegati &egrave; al contrario la forma di democrazia pi&ugrave; diretta che avrebbe consentito, oltrech&eacute; di centralizzare e coordinare meglio la lotta, di coinvolgere la massa degli studenti attivamente nel dibattito all&rsquo;interno del movimento.<br \/>\n<br \/>AUTORIFORMA O LOTTA IN DIFESA DELL&rsquo;UNIVERSITA&rsquo; PUBBLICA?<br \/>\n<br \/>Altro elemento centrale che ha rappresentato un punto debole &egrave; stato la proposta centrale appioppata dai disobbedienti al movimento della cosiddetta &ldquo;autoriforma&rdquo; incentrata sull&rsquo;&rdquo;autoformazione&rdquo;: ma cosa c&rsquo;&egrave; dietro queste parole? Il progetto dei disobbedienti (se ci credono veramente) &egrave; quello di costituire nel quadro di un&rsquo;universit&agrave; scadente dei percorsi di didattica &ldquo;autogestita&rdquo; dagli studenti. Oltre a rappresentare una proposta vaga e deleteria, essa implica l&rsquo;accettazione dell&rsquo;autonomia universitaria, il primo male che ha partorito tutte le attuali controriforme, e non mette in dubbio il modello universitario attualmente propinato. La questione centrale che si deve affrontare &egrave; quella di una lotta per un&rsquo;universit&agrave; pubblica, gratuita, di massa, di qualit&agrave; e al servizio delle masse popolari e non dei privati. Soltanto questa piattaforma &egrave; in grado di difendere il diritto allo studio e di far diventare la mobilitazione degli studenti una lotta di massa e popolare, coinvolgendo gli altri settori oppressi della societ&agrave;.<br \/>\n<br \/>PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO, PER L&rsquo;UNITA&rsquo; DI LOTTA STUDENTI-LAVORATORI!<br \/>\n<br \/>Allo stato attuale, dopo il riflusso, &egrave; oggettivamente difficile far ripartire immediatamente una mobilitazione delle dimensioni viste nei mesi scorsi: ma la crisi mondiale sta producendo e preparando in Europa e in tutto il mondo grandi esplosioni sociali contro le condizioni di vita imposte dal capitalismo. Quando i lavoratori e le nuove generazioni torneranno a mobilitarsi sar&agrave; necessaria per&ograve; una svolta nella direzione: servir&agrave; una piattaforma di lotta all&rsquo;altezza della situazione e al di fuori delle castronerie irreali propinate ad esempio dai disobbedienti. Questa &egrave; la piattaforma che come Coordinamento Studenti Rivoluzionari abbiamo proposto al movimento e riteniamo sia un punto di partenza indispensabile nel caso di un suo rilancio:<br \/>\n<br \/>&bull; LOTTA AD OLTRANZA IN DIFESA DELLA SCUOLA E DELL&rsquo;UNIVERSITA&rsquo; PUBBLICH<br \/>\n<br \/>&bull; PER L&rsquo;ABROGAZIONE DELL&rsquo;AUTONOMIA UNIVERSITARIA E DI TUTTE LE CONTRIRIFORME DEGLI ANNI &lsquo;90 A PARTIRE DALLA ZECCHINO-BERLINGUER<br \/>\n<br \/>&bull; ABOLIZIONE DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI AI PRIVATI, MASSICCI INVESTIMENTI PER LA SCUOLA E L&rsquo;UNIVERSITA&rsquo; PUBBLICHE<br \/>\n<br \/>&bull; PER UN&rsquo;ISTRUZIONE PUBBLICA, GRATUITA, DI MASSA E DI QUALITA&rsquo; E AL SERVIZIO DELLE MASSE POPOLARI<br \/>\n<br \/>&bull; UNITA&rsquo; DI LOTTA COL MONDO DEL LAVORO<br \/>\n<br \/>&bull; ORGANIZZARE LE LOTTE CON UN COORDINAMENTO PER DELEGATI ELETTI DALLE ASSEMBLEE E REVOCABILI IN QUALSIASI MOMENTO<br \/>\n<br \/>&bull; CACCIARE BERLUSCONI, PER UN&rsquo;ALTERNATIVA ANTICAPITALISTA<br \/>\n<br \/>Sulla base di questo programma proponiamo come CSR un fronte unico di lotta a tutte le organizzazioni che si riconoscono in esso.<br \/>\n<br \/>Paghi chi non ha mai pagato!<br \/>\n<br \/>COORDINAMENTO STUDENTI RIVOLUZIONARI &ndash; Roma<br \/>\n<br \/>www.csrstudenti.blogspot.com csrstudenti@gmail.com<\/p>\n<p>csrstudenti@gmail.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>domenica 29 marzo 2009 LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI E I BANCHIERI! &ldquo;Noi la crisi non la paghiamo!&rdquo;: questo slogan ha infiammato e infiamma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-62461","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62461"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62461\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}