{"id":62483,"date":"2009-04-14T00:00:00","date_gmt":"2009-04-14T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/14\/lettera-aperta-alle-sinistre\/"},"modified":"2009-04-14T00:00:00","modified_gmt":"2009-04-14T00:00:00","slug":"lettera-aperta-alle-sinistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/14\/lettera-aperta-alle-sinistre\/","title":{"rendered":"LETTERA   APERTA  ALLE  SINISTRE"},"content":{"rendered":"<p>LETTERA   APERTA  ALLE  SINISTRE<br \/>\n<br \/>PER  UNA  SVOLTA  DI  UNITA&#8217;  E  RADICALITA&#8217;<br \/>\n<br \/>NEL  MOVIMENTO  REALE  DELLE  LOTTE <\/p>\n<p>Cari compagni e compagne,<\/p>\n<p>la diversit&agrave; politica e programmatica tra i nostri partiti, che &egrave; alla base  di presentazioni elettorali distinte e alternative, non pu&ograve; e non deve contraddire la ricerca dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione  sul terreno decisivo dell&#8217;iniziativa di massa e della lotta di classe. Tanto pi&ugrave; nel cuore di una crisi capitalistica devastante. Questo &egrave; il senso della lettera aperta che vi rivolgiamo. <\/p>\n<p>AUTONOMIA COMUNISTA E UNITA&#8217; D&#8217;AZIONE<\/p>\n<p>Come sapete, la scelta di fondo della costruzione autonoma del PCL si basa sulla natura del nostro programma e della politica che ne consegue : un programma comunista, di rovesciamento rivoluzionario del capitalismo e di governo dei lavoratori, su scala nazionale e internazionale; e dunque una politica quotidiana tesa a sviluppare in ogni lotta particolare il senso di quella prospettiva generale, a partire da una difesa rigorosa dell&#8217;autonomia di classe del movimento operaio. E&#8217; in virt&ugrave; di questa impostazione che abbiamo rifiutato,a differenza vostra, ogni corresponsabilit&agrave; nel sostegno al governo confindustriale di Prodi; che ci collochiamo all&#8217;opposizione di quelle  giunte di centrosinistra che voi sostenete ( spesso le pi&ugrave; impresentabili); che abbiamo avanzato e avanziamo la parola d&#8217;ordine della cacciata del governo Berlusconi per via della mobilitazione di massa e nella prospettiva di un governo operaio: contro ogni riproposizione, per l&#8217;oggi e per il domani, di una nuova coalizione col PD e coi partiti borghesi. Presentare questo nostro programma ai lavoratori e agli elettori lo consideriamo un diritto- dovere di onest&agrave;: contro ogni logica camaleontica di autocensura, di camuffamento, di mercanteggiamenti elettoralistici, a scapito della chiarezza e dell&#8217;autonomia di una proposta. Convinti, come siamo, che solo un partito basato su principi saldi, non negoziabili, possa ricostruire una prospettiva di liberazione del mondo del lavoro; e che oltretutto solo la lotta per quella prospettiva possa dare un futuro ai comunisti.<\/p>\n<p>Ma la nostra reciproca autonomia e diversit&agrave; non pu&ograve; e non deve impedire la ricerca della massima unit&agrave; d&#8217;azione, nell&#8217;interesse generale del movimento operaio, e nella sua migliore tradizione. Siamo di fronte alla pi&ugrave; grande crisi capitalistica degli ultimi 80 anni, e al governo pi&ugrave; reazionario che l&#8217;Italia abbia conosciuto dal 1960. Siamo di fronte a un&#8217;offensiva sociale e politica devastante, sconosciuta alle ultime generazioni. Possiamo unire le nostre forze in un&#8217;azione comune che sia all&#8217;altezza del livello attuale dello scontro? Pi&ugrave; volte abbiamo posto nei mesi scorsi questa esigenza, su terreni diversi e complementari, politici, sindacali, di movimento. Sia su Il Manifesto, sia su Liberazione, abbiamo ripetutamente avanzato, in forma pubblica, specifiche proposte unitarie. La nostra stessa proposta di un parlamento dei lavoratori e delle sinistre voleva coronare e tradurre un&#8217;istanza generale di fronte unico d&#8217;azione e al tempo stesso di aperto e pubblico confronto. Ma ogni volta abbiamo registrato o il silenzio o il rifiuto. Al punto che la pi&ugrave; altisonante retorica sull&#8217;unit&agrave; elettorale ha spesso coinciso con la pi&ugrave; bassa disponibilit&agrave; all&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione nella lotta . Proponiamo l&#8217;esatto capovolgimento di questo schema. <\/p>\n<p>PER UNA SVOLTA RADICALE NELL&#8217;AZIONE DI MASSA<\/p>\n<p>Proponiamo innanzitutto un&#8217;azione comune di svolta sul terreno dello scontro sociale. Di fronte all&#8217;onda d&#8217;urto di licenziamenti di massa, chiusure aziendali, misure antisciopero, la logica delle manifestazioni trimestrali della Cgil e del sindacalismo di base appare francamente una routine impotente. Tanto pi&ugrave; in una dinamica di reciproca divisione e separazione.  Di pi&ugrave;: Epifani vanta pubblicamente agli occhi della borghesia di &#8220;aver evitato sinora l&#8217;esplosione della rabbia sociale, come in Grecia e in Francia&#8221;. Ma questa &egrave; esattamente la confessione di una logica burocratica, mirata alla riconquista della concertazione. Rifiutare questa logica significa lavorare all&#8217;innesco di quell&#8217;esplosione di lotta che Epifani vuole scongiurare: l&#8217;unico scenario temuto realmente dalla borghesia; l&#8217;unico scenario che pu&ograve; erigere una diga e strappare risultati per le masse. Ma puntare all&#8217;esplosione sociale non significa inseguire, a distanza, lo scadenzario rituale dell&#8217;apparato Cgil, come fanno i gruppi dirigenti del sindacalismo di base, in uno schema di concorrenza tra sigle e di pura autoconservazione. Ecco allora la nostra proposta: lavorare insieme, in ogni luogo di lavoro e in ogni sindacato, alla massima unit&agrave; della lotta e alla massima radicalit&agrave; dell&#8217;azione. C&#8217;&egrave; bisogno dell&#8217;unit&agrave; di lotta tra tutte le forze sindacali estranee all&#8217;accordo governo-CISL-UIL-UGL, a partire dalla Fiom, fuori dal rito demenziale della competizione di date ed etichette. E occorre che questa unit&agrave; si realizzi attorno ad una risposta di lotta tanto radicale quanto  radicale &egrave; l&#8217;offensiva dei padroni e del governo. Occorre unire le forze nella prospettiva di una mobilitazione prolungata ( sino allo sciopero generale ad oltranza), combinata con azioni di massa dirompenti ( occupazione di aziende in crisi), sostenuta da una comune cassa di resistenza, attorno ad una  piattaforma unificante che raccolga tutte le emergenze imposte dalla crisi: a partire dalla rivendicazione del blocco generale dei licenziamenti, della ripartizione generale del lavoro, dell&#8217;assunzione a tempo pieno e indeterminato di tutti gli attuali precari, di una vera indennit&agrave; di disoccupazione per tutti coloro che cercano lavoro e per i giovani in cerca di prima occupazione. Chiediamo : &egrave; mai possibile che di riduzione dell&#8217;orario di lavoro i gruppi dirigenti del PRC parlassero 12 anni fa ( come compensazione d&#8217;immagine del proprio sostegno al primo governo Prodi) ed oggi, proprio di fronte alla crisi drammatica del lavoro, quel tema centrale sia del tutto rimosso? Se c&#8217;&egrave; la crisi e c&#8217;&egrave; poco lavoro, quel lavoro va ripartito fra tutti, in modo che nessuno ne sia privato: la riduzione progressiva dell&#8217;orario, a parit&agrave; di paga, &egrave; la traduzione di questa istanza. Proponiamo una campagna unitaria a sinistra attorno a questo obiettivo strategico. Cos&igrave; sul precariato. Tutte le sinistre hanno votato in 10 anni le peggiori misure di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu alla riconferma della legge 30, (mentre hanno svolto centinaia di convegni contro il precariato). E&#8217; possibile oggi, di fronte ad una crisi che si rovescia in primo luogo sui precari, battersi insieme per la cancellazione di quelle leggi vergognose, a partire dalla richiesta di assunzione piena ed immediata di tutti i lavoratori precari? Un programma di mobilitazione reale, unitaria e radicale, attorno a questi obiettivi, potrebbe unificare grandi masse, contrastare la xenofobia, incidere sui rapporti di forza, ribaltare lo scenario sociale, riaprire dal basso un varco prezioso. C&#8217;&egrave; la volont&agrave; di marciare in questa direzione? O si preferisce continuare a &#8220;denunciare&#8221; le politiche dominanti e a &#8220;solidarizzare&#8221; acriticamente con i sindacati e con la loro politica dell&#8217;impotenza, senza uno straccio di proposta reale e unitaria di lotta di massa (..e pensando solo alle urne) ? <\/p>\n<p>PER LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE E DELLE AZIENDE IN CRISI, SENZA INDENNIZZO E SOTTO CONTROLLO OPERAIO<\/p>\n<p>Di fronte ad una borghesia che per 20 anni ha privatizzato l&#8217;impossibile e oggi parla di &#8220;nazionalizzazioni&#8221;, ci pare  impressionante il balbettio della sinistra ( impregnata da 20 anni di cultura antiliberista, ma non anticapitalista). Le nazionalizzazioni di cui parla la borghesia sono solo la nazionalizzazione dei debiti delle grandi banche e delle grandi imprese  a carico della collettivit&agrave;, cio&egrave; dei lavoratori. E&#8217; possibile una grande battaglia unitaria, politica e sindacale, che rivolga contro la borghesia il suo stesso linguaggio? Che contrapponga la nazionalizzazione delle aziende in crisi e delle banche alla nazionalizzazione dei loro debiti? Sarebbe davvero curioso se le stesse sinistre che hanno votato al governo il fiore delle privatizzazioni degli ultimi 20 anni ( il record delle privatizzazioni in Europa lo realizz&ograve; il primo governo Prodi, con il voto del PRC), ora finissero con l&#8217;avallare il nuovo statalismo della borghesia. Chiedere &#8220;quote di propriet&agrave; pubblica delle banche&#8221;, come fa il PRC, non &egrave; particolarmente originale: &egrave; quello che formalmente propone la Lega, che non esclude di fare Tremonti, che fanno gi&agrave; oggi- in termini a volte pi&ugrave; estesi- Merkel e Sarkosy. E&#8217; una forma indiretta di sostegno ai banchieri, a carico dei contribuenti, in cambio di qualche posto &#8220;pubblico&#8221; nel consiglio di amministrazione. Cos&igrave; chiedere, come fa il PRC, che le regalie pubbliche alle aziende private siano &#8220;vincolate a impegni occupazionali&#8221; significa replicare a sinistra il populismo di Sarkosy: che ha motivato con lo stesso argomento rassicurante  i miliardi dati alla Peugeot, usati in realt&agrave; dall&#8217;azienda per finanziare ristrutturazione e licenziamenti. No, riteniamo necessario farla finita con il rispetto delle compatibilit&agrave; borghesi e con un malinteso &#8220;senso di responsabilit&agrave;&#8221;. Proponiamo una campagna comune che dica: &#8220;Se ne vadano i bancarottieri. Si licenzino i licenziatori. Si nazionalizzino le banche e le aziende in crisi. Senza alcun indennizzo per i grandi azionisti, che si sono gi&agrave; finanziati con decenni di rapine, e sotto il controllo dei lavoratori : che &egrave; la condizione decisiva per abolire il segreto bancario, industriale, commerciale; per ripartire il lavoro fra tutti; per riconvertire eventualmente la produzione con garanzie reali per l&#8217;occupazione; per garantire una direzione aziendale elettiva e revocabile, senza uno straccio di privilegio per i dirigenti&#8221;. Questa vera nazionalizzazione sarebbe una misura capace di garantire un risparmio immenso di danaro pubblico, oggi destinato a banchieri e capitalisti, per dirottarlo verso protezioni sociali, servizi pubblici, risanamento ambientale. Ed &egrave; una misura indispensabile per prospettare la riorganizzazione radicale dell&#8217;intera societ&agrave;, in base al primato dei bisogni. Il PCL ha avviato, su questa proposta una campagna nazionale, che sta raccogliendo l&#8217;adesione di diverse strutture sindacali, aziendali o territoriali, CGIL o di base. E&#8217; possibile sviluppare insieme questa campagna? E&#8217; possibile gestire insieme questa proposta nelle organizzazioni sindacali e nei luoghi di lavoro, dando una proiezione unificante alle mille lotte di resistenza, a difesa del lavoro, che oggi si snodano in ordine sparso in tutta Italia, senza altro sbocco, nel migliore dei casi, della &#8220;riduzione del danno&#8221;? E&#8217; possibile lavorare insieme nelle lotte di resistenza per la parola d&#8217;ordine dell&#8217;occupazione delle aziende che licenziano, che &egrave; il primo passo reale nella lotta per la loro nazionalizzazione? In altri paesi questi obiettivi e queste pratiche sono fatti propri da importanti settori d&#8217;avanguardia del movimento operaio. Perche non assumerli  in Italia? <\/p>\n<p>CONTRO LE RONDE REAZIONARIE, PER STRUTTURE DI CONTROLLO OPERAIO E POPOLARE SUL TERRITORIO<\/p>\n<p>La xenofobia &egrave; il veleno delle classi dirigenti all&#8217;interno delle classi subalterne. Un veleno tanto pi&ugrave; pericoloso in tempi di crisi sociale e in assenza di una risposta anticapitalistica della sinistra. Ma anche un terreno su cui prima la Lega e poi il governo hanno innestato una pratica nuova: quella delle ronde. Quella della mobilitazione e organizzazione parallela di strutture ( di fatto) paramilitari, oggi dedite alla caccia all&#8217;immigrato, domani chiss&agrave;. Di fronte a questa enormit&agrave;, ci pare irresponsabile la totale passivit&agrave; delle sinistre, politiche e sindacali. E ancor peggio che si risponda con l&#8217;invocazione dello Stato e del suo monopolio della forza, come se il G8 di Genova non avesse insegnato nulla. No, crediamo necessaria una risposta vera, autonoma, tempestiva, dell&#8217;insieme delle organizzazioni popolari, dei sindacati, dei partiti della sinistra. Non basta la denuncia del carattere reazionario delle ronde leghiste, o la denuncia del carattere mistificatorio dell&#8217;intera campagna sulla sicurezza, che vuol deviare l&#8217;attenzione delle masse dall&#8217;emergenza sociale e fomentare la guerra tra i poveri. E&#8217; necessario combinare questa denuncia- assolutamente necessaria e prioritaria- con un&#8217;iniziativa pratica che contrasti il rondismo reazionario e prospetti un controllo alternativo del territorio e della sua sicurezza. Perch&eacute; non proporre e promuovere insieme unitariamente strutture di controllo operaio e popolare del territorio? Perch&eacute; non predisporre strutture operative, totalmente autonome da sindaci e prefetti, capaci di difendere la sicurezza di immigrati, donne, anziani, da ogni minaccia, e al tempo stesso di vigilare sullo sfruttamento del lavoro nero, sull&#8217;evasione fiscale, sul saccheggio dell&#8217;ambiente, sull&#8217;inosservanza della sicurezza del lavoro? Sarebbe l&#8217;esatto opposto di un&#8217;iniziativa &#8220;minoritaria&#8221;. Significherebbe contrastare l&#8217;egemonia reazionaria sulla domanda di sicurezza, capovolgendola di segno: condidando il movimento operaio e le sue organizzazioni a garanzia della sicurezza vera, contro tutte le forme di delinquenza, legale o illegale, della borghesia, dei suoi clan, delle sue ronde. Proponiamo a tutti i soggetti politici e sindacali della sinistra di intraprendere unitariamente la preparazione di questa iniziativa. Evitando oltretutto di lasciare spazi impropri a iniziative improvvisate &#8220;fai da te&#8221;, tanto inefficaci quanto rischiose.<\/p>\n<p>IN CONCLUSIONE<\/p>\n<p>Come si vede l&#8217;insieme di queste proposte muove dal totale rispetto dell&#8217;autonomia organizzativa, politica, programmatica delle diverse forze della sinistra. N&eacute; invade il campo, di conseguenza , delle distinte scelte elettorali. Vuole invece verificare se &egrave; possibile, nel rispetto dell&#8217;autonomia di ogni soggetto, realizzare un&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione sul terreno dell&#8217;iniziativa di massa:  attorno a obiettivi non ritagliati sulla ricerca letteraria del minimo comun denominatore, ma imposti dal salto obiettivo del livello di scontro sociale e politico, sullo sfondo della grande crisi capitalistica.  Per quanto ci riguarda partiamo da una precisa consapevolezza: una unit&agrave; d&#8217;azione delle sinistre sulla risposta anticapitalistica alla crisi, attorno alle rivendicazioni proposte, avrebbe una ricaduta preziosa sull&#8217;intero scenario sociale e politico italiano. Per questo abbiamo pi&ugrave; volte avanzato in passato, senza successo, una proposta di fronte unico d&#8217;azione. Per questo, di fronte alla straordinariet&agrave; della crisi, rinnoviamo oggi tale proposta, in forma pubblica: dentro quella prospettiva  generale di un governo dei lavoratori che &egrave; al centro, oggi pi&ugrave; che mai, di tutta la nostra politica di massa, e, di conseguenza, della nostra stessa campagna elettorale indipendente.<\/p>\n<p>Comitato Esecutivo PCL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA APERTA ALLE SINISTRE PER UNA SVOLTA DI UNITA&#8217; E RADICALITA&#8217; NEL MOVIMENTO REALE DELLE LOTTE Cari compagni e compagne, la diversit&agrave; politica e programmatica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-62483","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-prima-pagina","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62483"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62483\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}