{"id":62490,"date":"2009-04-17T00:00:00","date_gmt":"2009-04-17T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/17\/la-sicilia-e-il-suo-no-al-g8-2\/"},"modified":"2009-04-17T00:00:00","modified_gmt":"2009-04-17T00:00:00","slug":"la-sicilia-e-il-suo-no-al-g8-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/17\/la-sicilia-e-il-suo-no-al-g8-2\/","title":{"rendered":"La Sicilia e il suo NO al G8"},"content":{"rendered":"<p>Documento del Coordinamento ibleo contro il G8<\/p>\n<p>Verranno a Siracusa. Si barricheranno a Ortigia, dentro il castello Maniace dal 22 al 24 aprile. Sono i rappresentanti per l&rsquo;ambiente degli otto governi cosiddetti pi&ugrave; grandi del mondo: grandi inquinatori, grandi devastatori, grandi sostenitori e applicatori delle politiche liberiste, grandi responsabili del declino inarrestabile del Pianeta e dell&rsquo;oppressione dei suoi abitanti, a cominciare dai paria dei paesi del Sud del Mondo.<br \/>\n<br \/>In vista del G8 superblindato de La Maddalena del prossimo mese di luglio, per questo vertice tematico &egrave; stata scelta Siracusa, la citt&agrave; del ministro italiano Stefania Prestigiacomo, che intende in questo modo far valere il proprio peso politico-elettorale sul governo e sul suo territorio. Un territorio le cui classi politiche che lo hanno amministrato da sempre possono fregiarsi del record negativo nazionale in materia di raccolta differenziata dei rifiuti; ma queste sono bazzecole, rispetto agli altri e pi&ugrave; deflagranti motivi che pongono la provincia di Siracusa in posizione centrale in materia di ambiente; motivi noti e tutti negativi: un&rsquo;area industriale che dal capoluogo si estende fino alla provincia di Catania, dove da 40 anni e passa le multinazionali del petrolio e della chimica, italiane ed estere, hanno devastato tutto quello che c&rsquo;era da devastare: aria, terra, acqua e naturalmente l&rsquo;uomo, aggredito dai veleni, ucciso dal cancro, spogliato nelle speranze di un futuro migliore da vivere su una terra irrimediabilmente compromessa, e frustrato per non aver saputo riservare un avvenire migliore del suo ai propri figli, la cui salute e integrit&agrave; fisica &egrave; e sar&agrave; sempre a rischio a causa delle malformazioni genetiche che hanno colpito gli abitanti e tutti gli altri esseri viventi dell&rsquo;area.<\/p>\n<p>Siracusa &egrave; quindi, senza dubbio, il luogo migliore per affrontare le tematiche ambientali, ma abbiamo la certezza che la sua condizione di cesso delle multinazionali e del capitale non c&rsquo;entri nulla con la scelta di tenervi il G8 sull&rsquo;ambiente. Scelta che quindi assume tutto l&rsquo;aspetto di una beffa e di una provocazione cinica contro la popolazione siracusana e siciliana tutta.<br \/>\n<br \/>Nel territorio aretuseo stremato dalla ricerca di profitto e dal falso mito dello sviluppo che ha ammaliato e offuscato le menti di intere generazioni e dopato non pochi &ldquo;sinistri&rdquo; ex anticapitalisiti, oltre allo scempio della chimica e del petrolio, abbiamo assistito anche alla strage dell&rsquo;amianto provocata dallo stabilimento Eternit di contrada Targia, alla piaga delle discariche, all&rsquo;inquinamento delle campagne e della produzione agricola contaminate dalla chimica; mentre oggi si parla di rigassificatori e inceneritori da impiantarvi.<br \/>\n<br \/>In territorio siracusano ricade la base di Sigonella, fonte di inquinamento materiale e di militarizzazione cancerogena, ipoteca sul territorio e sulla Sicilia tutta, centrale operativa di morte sempre pi&ugrave; al centro dei progetti di guerra della Nato. E ancora pi&ugrave; a sud e verso l&rsquo;interno incombe la questione delle trivellazioni in Val di Noto: ancora petrolieri americani a colonizzare e defecare sul nostro territorio. Poco pi&ugrave; in l&agrave; la piana di Gela, ostaggio del petrolchimico, avvelenata e moribonda, con la sua catena di morti, di cancri, di mafie. Sempre nel siracusano, c&rsquo;&egrave; Augusta, con i suoi depositi di armi anche nucleari, con la sua base per sommergibili atomici, ed il rilascio di sostanze radioattive sul territorio e sulle acque della rada. E poi v&rsquo;&egrave; Lentini, con le morti &#8211; non pi&ugrave; sospette &#8211; collegate all&rsquo;inquinamento provocato dal rilascio di sostanze tossiche in seguito ad incidenti di aerei americani. E poco pi&ugrave; in su c&rsquo;&egrave; lo Stretto, con il progetto mostruoso del Ponte, la pi&ugrave; grande di tutte le grandi opere: grande abbuffata di miliardi da parte dei padroni del tondino e del cemento, a rischio (documentato) di infiltrazioni da parte delle cosche mafiose e &lsquo;ndranghetiste. Il Ponte, castigo che si impone ad una Sicilia in ginocchio, arsa dalla sete di lavoro, rovinata dal clientelismo e dall&rsquo;arroganza di una borghesia compradora avida e senza scrupoli, da sempre compromessa con il malaffare.<\/p>\n<p>In quest&rsquo;isola stuprata dai conquistatori di turno, con la complicit&agrave; delle classi dirigenti siciliane, si parla anche di centrale nucleare. Ed &egrave; la faccia angelica di Stefania Prestigiacomo, figlia d&rsquo;arte e ministra, a farlo.<br \/>\n<br \/>Con la sua famiglia controlla diverse aziende presenti nel triangolo della morte Augusta-Priolo-Melilli: la Coemi spa (99%), la Vetroresina engineering development (59,1%), e la fallita Sarplast (6,29%).<br \/>\n<br \/>Un G8 che &egrave; un&rsquo;offesa, un atto di sfida al popolo inquinato. Sarebbe bene quindi preparare una buona accoglienza agli otto Grandi Inquinatori. Siracusa sar&agrave; una citt&agrave; blindata, inaccessibile, militarizzata; e fin da ora siamo certi che la macchina repressiva sia gi&agrave; all&rsquo;opera per neutralizzare ogni volont&agrave; di mettere in piedi ogni manifestazione che non voglia essere solo passerella fine a se stessa, in linea, del resto, con le direttive repressive in materia di scioperi e blocchi stradali e ferroviari definite dal Consiglio dei Ministri.<br \/>\n<br \/>Non siamo cos&igrave; sciocchi da accettare la sfida in campo aperto con le forze del dis-ordine erette a protezione del vertice; non cadremo in nessuna trappola. E tuttavia non staremo con le mani in mano, privilegeremo il territorio siracusano e siciliano per far conoscere le nostre posizioni e far sviluppare una opposizione di base in grado di dimostrare tutta l&rsquo;ostilit&agrave; e la contrapposizione di chi subisce le politiche devastanti dei governi e dei padroni, per proseguire, dopo il vertice, un percorso di riappropriazione delle facolt&agrave; decisionali da parte delle popolazioni, con l&rsquo;obiettivo di liberare noi e la nostra terra dall&rsquo;unico disastro di cui si deve parlare: quello capitalistico-statale.<\/p>\n<p>Il Coordinamento ibleo contro il G8 si propone come tavolo permanente unitario a livello provinciale, e individua i seguenti punti su cui focalizzare il proprio impegno:<br \/>\n<br \/>&#8211; Chiusura delle discariche, necessit&agrave; di far partire la raccolta differenziata.<br \/>\n<br \/>&#8211; Piani costruttivi, piani regolatori e devastazione territoriale.<br \/>\n<br \/>&#8211; Ricatti occupazionali e tematiche ambientali.<br \/>\n<br \/>&#8211; Cementificazione delle coste.<br \/>\n<br \/>&#8211; Trasporti: monopolio di strate e gommato; necessit&agrave; di trasporti pubblici ed ecologii.<br \/>\n<br \/>&#8211; No alla privatizzazione dell&rsquo;acqua.<\/p>\n<p>Coordinamento ibleo contro il G8<br \/>\n<br \/>(hanno fino ad ora aderito: Circolo ARCI L&rsquo;Argent, CUB, RdB, redazione Sicilia libertaria, Gruppo Anarchico di Ragusa, Partito Comunista dei Lavoratori, individualit&agrave; varie).<\/p>\n<p>PCL &#8211; Ragusa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Documento del Coordinamento ibleo contro il G8 Verranno a Siracusa. 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