{"id":62514,"date":"2009-04-29T00:00:00","date_gmt":"2009-04-29T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/29\/crisi-quale-risposta-dei-lavoratori\/"},"modified":"2009-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2009-04-29T00:00:00","slug":"crisi-quale-risposta-dei-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/04\/29\/crisi-quale-risposta-dei-lavoratori\/","title":{"rendered":"CRISI: QUALE RISPOSTA DEI LAVORATORI ?"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/2457_image.jpg\" alt=\"2457_image.jpg\" \/><br \/>\nPer una svolta di lotta.<br \/>\n<br \/>Per una vertenza generale. <\/p>\n<p>Una crisi drammatica &ndash; Da mesi una crisi economica senza precedenti nel dopoguerra grava sul presente e sul futuro dei lavoratori e dei giovani, rivelando la vera natura del capitale che non ha pi&ugrave; un futuro da offrire se non licenziamenti, precariet&agrave;, insicurezza sul lavoro, miseria, riduzioni dei diritti e degli spazi di democrazia. Invece di risposte positive, il governo cerca la complicit&agrave; dei vertici sindacali per ridurre i diritti dei lavoratori e impedire la loro reazione. Oppure cerca di deviare il malessere sociale contro facili capri espiatori (i rom, gli immigrati) scatenando campagne d&rsquo;odio xenofobo e razzista, che gi&agrave; in passato hanno prodotto esiti tragici. Tutto ci&ograve; non ha finora ricevuto una reazione adeguata. Ovviamente non quella di un PD impotente e complice. Neppure quella di una CGIL che si limita a rivendicare il proprio posto al tavolo della concertazione.<br \/>\n<br \/>Ma purtroppo neppure quella di un sindacalismo di base troppo diviso e autocentrato. <\/p>\n<p>Noi la crisi non la paghiamo &ndash; Eppure non sono mancati segnali forti e positivi, come il movimento dell&rsquo;onda o alcune lotte operaie difensive, che in qualche caso hanno visto una larga partecipazione di lavoratori immigrati, come nel caso vincente di Origgio. Sono segnali di una disponibilit&agrave; a lottare, ad auto-organizzarsi, a ricomporre un&rsquo;unit&agrave; fra diversi settori sociali e di classe che indicano che una svolta &egrave; possibile, che cresce un sentimento di ribellione sociale sintetizzato nella parola d&rsquo;ordine &ldquo;noi la crisi non la paghiamo!&rdquo;<\/p>\n<p>Prepararsi a una prova di forza &ndash; Sia chiaro: non sar&agrave; dalle urne di giugno che uscir&agrave; una soluzione favorevole ai lavoratori e agli sfruttati, ma solo da una ripresa delle lotte su basi chiare. In ultima analisi da un rovesciamento dei rapporti di forza sociali e politici. Ma per questo occorre rimettere in campo tutte le energie del mondo del lavoro, del precariato, dei disoccupati, dei giovani, uno schieramento in grado di contrastare e sconfiggere le politiche borghesi di centrodestra e di centrosinistra, battere le logiche concertative delle burocrazie sindacali, scavalcare l&rsquo;impotenza istituzionale della sinistra, superando anche l&rsquo;estrema debolezza del sindacalismo di base.<\/p>\n<p>Per un&rsquo;assemblea nazionale dei delegati &ndash; Per lavorare a questa ripresa proponiamo a tutte  le organizzazioni sindacali e politiche della sinistra di unire le forze per costruire insieme una assemblea nazionale di delegati che promuova la svolta di lotta di cui c&rsquo;&egrave; bisogno, discutendo una piattaforma di rivendicazioni unificanti e le forme di lotta necessarie.<\/p>\n<p>Per una vertenza generale &ndash; Proponiamo di lavorare insieme per costruire una vertenza generale del mondo del lavoro, del precariato, degli studenti, dei territori, che sfoci in una mobilitazione prolungata che combini lo sciopero generale, l&rsquo;occupazione delle aziende in crisi, l&rsquo;occupazione delle scuole e delle universit&agrave;, la mobilitazione nei territori.<\/p>\n<p>Per una piattaforma unificante &ndash; A questo scopo occorre costruire una piattaforma unificante che miri a ricomporre ci&ograve; che la crisi e la politica padronale divide: lavoratori stabili e precari, italiani e migranti, giovani ed anziani, uomini ne donne. Per parte nostra proponiamo di ripartire da queste rivendicazioni:<br \/>\n<br \/>&#8211;\tblocco generale dei licenziamenti<br \/>\n<br \/>&#8211;\tripartizione fra tutti del lavoro esistente tramite la riduzione dell&rsquo;orario a parit&agrave; di paga<br \/>\n<br \/>&#8211;\tstabilizzazione di tutti i rapporti di lavoro e abolizione delle leggi di precarizzazione<br \/>\n<br \/>&#8211;\taumento salariale per tutti di 300 euro mensili e salario minimo intercategoriale di 1.200 euro mensili<br \/>\n<br \/>&#8211;\tuna vera indennit&agrave; di disoccupazione a 1.000 euro mensili<br \/>\n<br \/>&#8211;\tpermesso di soggiorno per tutti i lavoratori immigrati<br \/>\n<br \/>&#8211;\tno ai tagli alla scuola e all&rsquo;universit&agrave;<br \/>\n<br \/>&#8211;\tun piano di opere pubbliche di vera utilit&agrave; sociale: ricostruzione dell&rsquo;Abruzzo terremotato sotto il controllo dei comitati popolari; risanamento antisismico e ristrutturazione energetica degli edifici pubblici (scuole e ospedali in primis) e di edilizia popolare; risanamento idrogeologico e ambientale; piano energetico fondato sul risparmio e sulle fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>Paghi chi non ha mai pagato &ndash; Queste misure richiedono che a pagare la crisi siano quelli che finora non hanno mai pagato: i grandi capitalisti e le banche (da nazionalizzare sotto il controllo dei lavoratori), tagliando le spese militari, i costi della &ldquo;casta&rdquo;, i privilegi del Vaticano, le grandi opere speculative ed inutili (Expo2015, ponte sullo stretto&hellip;). E&rsquo; possibile trovare in questo modo le risorse necessarie per far fronte alle urgenze sociali e per preservare e ampliare lo stato sociale e le pensioni.<\/p>\n<p>Governino i lavoratori &ndash; A chi obietta che queste proposte sono &ldquo;incompatibili&rdquo; con le attuali regole del gioco rispondiamo che &egrave; vero: il capitalismo &egrave; incompatibile con i bisogni fondamentali dei lavoratori e della maggioranza della societ&agrave;. Per questo occorre una vera alternativa di sistema e di potere. Solo la lotta per cacciare i capitalisti, i banchieri e i loro governi, e per affermare un governo dei lavoratori, pu&ograve; aprire la strada a una vera alternativa di societ&agrave; e di potere in grado di rispondere alla crisi, soddisfare i bisogni sociali, difendere l&rsquo;ambiente, promuovere un progresso civile che metta fine a sfruttamento, insicurezza, xenofobia, razzismo, oscurantismo clericale, e promuova finalmente i fondamentali diritti umani e sociali al di l&agrave; delle differenze di genere, origine etnica e preferenza sessuale.<\/p>\n<p>Per una sinistra che non tradisca<\/p>\n<p>Il Partito Comunista dei Lavoratori &ndash; l&rsquo;unico partito che in questi anni non &egrave; mai sceso a compromessi con i governi e le politiche borghesi &ndash; lavora a questa prospettiva impegnando le proprie forze in ogni luogo di lavoro e di studio e sul territorio per costruire ogni possibile occasione di fronte unitario di lotta.<br \/>\n<br \/>Con questo spirito &egrave; presente oggi in tutte le scadenze di questo 1&deg; Maggio, nei diversi cortei e mobilitazioni in tutta Italia.<br \/>\n<br \/>Con questo stesso spirito lavoriamo, anche con la presentazione elettorale di liste del  Partito Comunista dei Lavoratori, alla costruzione di quella &ldquo;sinistra che non tradisce&rdquo; di cui oggi i lavoratori e le masse degli sfruttati hanno urgente bisogno.<\/p>\n<p>Partito Comunista dei Lavoratori<br \/>\n<br \/>info@pclavoratori.it<br \/>\n<br \/>www.pclavoratori.it<\/p>\n<p>Fip. via Marco Aurelio 7 &#8211; 20127 Milano 28-04-09<\/p>\n<p>info@pclavoratori.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una svolta di lotta. 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