{"id":62575,"date":"2009-06-13T00:00:00","date_gmt":"2009-06-13T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/06\/13\/a-proposito-di-unita-delle-sinistreimbrogli-burocratici-o-fronte-unico-di-lotta\/"},"modified":"2009-06-13T00:00:00","modified_gmt":"2009-06-13T00:00:00","slug":"a-proposito-di-unita-delle-sinistreimbrogli-burocratici-o-fronte-unico-di-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/06\/13\/a-proposito-di-unita-delle-sinistreimbrogli-burocratici-o-fronte-unico-di-lotta\/","title":{"rendered":"A PROPOSITO DI &ldquo;UNITA&rsquo; DELLE SINISTRE&rdquo;\n<br>IMBROGLI BUROCRATICI  O FRONTE UNICO DI LOTTA?"},"content":{"rendered":"<p>La sincera domanda di unit&agrave; a sinistra  si esprime in milioni di lavoratori ed elettori merita un rispetto profondo. Proprio per questo non pu&ograve; essere usata , strumentalmente, dai gruppi dirigenti delle sinistre come leva di una  propria autoassoluzione; men che meno come arma impropria di una loro(ennesima) guerra interna &ldquo;per bande&rdquo;, a prescindere dal merito politico delle posizioni, dei bilanci, delle prospettive.<\/p>\n<p>UN CICLO POLITICO SI E&rsquo; CHIUSO COL FALLIMENTO DEI GRUPPI DIRIGENTI DELLA SINISTRA<br \/>\n<br \/>Dopo 15 anni un ciclo politico si &egrave; chiuso a sinistra. Quel patrimonio grande di ragioni sociali, energie, aspettative che si era raccolto negli anni 90 attorno al PRC &egrave; stato prima colpito dai governi di centro-sinistra &ndash; con la corresponsabilit&agrave; di tutte le sinistre- e poi privato di ogni rappresentanza istituzionale in sede nazionale ed europea.<br \/>\n<br \/>L&rsquo; &ldquo; unit&agrave; delle sinistre&rdquo; non &egrave; affatto mancata quando Diliberto, Salvi, Ferrero votavano uniti come un sol uomo missioni di guerra, regalie alle banche, precarizzazione del lavoro. E&rsquo; mancata quando gli stessi gruppi dirigenti dovevano contendersi, gli uni contro gli altri, il controllo dei rispettivi partiti e la propria sopravvivenza istituzionale. Non &egrave; mancata l&rsquo;unit&agrave; quando si trattava di colpire la propria base sociale; &egrave; mancata quando si trattava di difenderla. In questa semplice verit&agrave;  sta la radice del disastro politico compiuto, e l&rsquo;anagrafe impietosa delle responsabilit&agrave; storiche, incancellabili, degli stati maggiori della sinistra.<\/p>\n<p>NEL NOME DELL &ldquo;UNITA&rsquo;&rdquo;, SOLO INGEGNERIE DI AUTOCONSERVAZIONE.<br \/>\n<br \/>Chiedo: possono oggi candidarsi a ricostruire la sinistra quei gruppi dirigenti che l&rsquo;hanno distrutta?<br \/>\n<br \/>Tutte le vecchie o nuove formule organizzative e politiche che oggi vengono avanzate , nel nome dell&rsquo; &rdquo;unit&agrave; &ldquo;( &ldquo; federazioni, &ldquo; costituenti&rdquo; ecc) hanno un punto comune singolare : la permanenza al posto di comando di tutti i responsabili della disfatta. Di pi&ugrave;: ogni formula &egrave; confezionata si misura, al di l&agrave; delle chiacchere, attorno alla sopravvivenza di ruolo, o alle nuove ambizioni, di chi la propugna. In una guerra di tutti contro tutti.<br \/>\n<br \/>La cosiddetta &ldquo; federazione&rdquo; della sinistra alternativa allude alla centralit&agrave; inamovibile della segreteria Ferrero nel Prc, in perfetto bilanciamento tra minoranze bertinottiane, aree togliattiane ed eventuali  &ldquo;sinistre critiche&rdquo;. L&rsquo; &ldquo; unit&agrave; dei comunisti&rdquo; allude ad una nuova leadership Diliberto-Grassi  a scapito dei Ferreriani. La &ldquo; costituente della sinistra&rdquo; propone la leadership di Vendola-Fava su un nuovo soggetto  che rompa il PRC e scalzi Ferrero\/Diliberto&hellip;<br \/>\n<br \/>Il tutto senza alcun bilancio autentico delle proprie responsabilit&agrave; verso i lavoratori e senza alcuna svolta strategica di prospettiva e di proposta. Laddove la cosiddetta &ldquo; autonomia dal Pd&rdquo; evocata da Ferrero convive con la continuit&agrave; inossidabile della propria permanenza nelle giunte pi&ugrave; impresentabili di centro-sinistra. E la cosiddetta &ldquo;Sinistra innovativa&rdquo; sbandierata da Vendola si candida a negoziare l&rsquo;ennesimo &ldquo; nuovo centrosinistra&rdquo; con l&rsquo;atteso D&rsquo;Alema.<\/p>\n<p>IL PCL NON SI SUBORDINA AI GENERALI DELLA DISFATTA<br \/>\n<br \/>Il Partito Comunista dei Lavoratori non  &egrave; interessato a queste ingegnerie burocratiche perch&eacute; ne contesta il presupposto: non ci sar&agrave; nessuna via di uscita dalla crisi storica della sinistra senza una svolta radicale di posizioni, programmi, gruppi dirigenti; senza una radicale rottura  con la cultura sedimentata del governismo, nazionale e locale; senza il recupero di un programma anticapitalista e rivoluzionario che assuma come unico vincolo l&rsquo;interesse generale dei lavoratori e del movimento reale, non l&rsquo;interesse particolare della propria autoconservazione di ceto. Il nostro piccolo partito &egrave; nato , in controtendenza, con questa precisa ispirazione di svolta. Per questo non solo non &egrave; disponibile subordinarsi ai gruppi dirigenti fallimentari della sinistra , ma assume il cambio radicale di direzione della sinistra italiana come asse centrale del proprio impegno e della propria costruzione indipendente. Anche a partire dall&rsquo;allargamento, in tutta Italia, delle proprie radici sociali e territoriali.<\/p>\n<p>LA NOSTRA BATTAGLIA PER L&rsquo;UNITA&rsquo; DI LOTTA DEI LAVORATORI  E DELLE SINISTRE.<br \/>\n<br \/>Significa forse che non  ci interessa l&rsquo;&rdquo;unit&agrave;&rdquo;? Al contrario. Significa che rispondiamo alla domanda unitaria del popolo della sinistra non dal versante del &ldquo;nostro&rdquo; interesse di Partito, ma dal versante dell&rsquo;interesse generale dei lavoratori. <\/p>\n<p>In primo luogo &ndash; e non da oggi- siamo noi a sfidare all&rsquo;unit&agrave; di lotta tutte le sinistre politiche e sindacali di questo paese.<br \/>\n<br \/>Perch&eacute; non lavorare insieme ad una proposta di unificazione e radicalizzazione della lotta sociale, a partire dalle aziende in crisi? Perch&eacute; non batterci insieme  in una campagna per la nazionalizzazione , senza indennizzo e sotto controllo operaio, delle banche e delle aziende che licenziano  o che causano omicidi bianchi? Perch&eacute; non promuovere insieme sul territorio, a partire dal Nord, strutture unitarie di vigilanza e  di controllo operaio e popolare contro il dilagante rondismo xenofobo e la criminalit&agrave;  quotidiana del capitale( sfruttamento del lavoro nero, evasione fiscale, crimini ambientali&hellip;) ? Abbiamo avanzato pubblicamente queste e altre proposte unitarie ben prima dell&rsquo;ultima campagna elettorale, con ripetute lettere aperte e numerosi appelli. Ma n&egrave; &ldquo; i federatori&rdquo;, n&egrave; i &ldquo; costituenti&rdquo; , n&egrave; i retori dell&rsquo; &ldquo;unit&agrave; comunista&rdquo; hanno sentito il bisogno di aprire un confronto di merito. Forse che l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo; azione dei lavoratori e delle sinistre nella lotta di classe &egrave; meno importante delle sofisticate alchimie del proprio risiko organizzativo? <\/p>\n<p>LA NOSTRA PROPOSTA DI &ldquo;PARLAMENTO DEI LAVORATORI E DELLE SINISTRE&rdquo;.<br \/>\n<br \/>In secondo luogo, rilanciamo con forza  la nostra proposta di Parlamento dei lavoratori e delle sinistre, gi&agrave; avanzata pubblicamente un anno fa, e oggi pi&ugrave; attuale di ieri. Se tutte le sinistre sono estromesse da ogni parlamento, perch&eacute; non lavorare insieme ad un&rdquo; Parlamento delle sinistre&rdquo;,  quale pubblica tribuna di libero confronto e sede naturale dell&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;azione? Un &ldquo;Parlamento delle sinistre&rdquo;, come noi li intendiamo, salvaguarderebbe  la piena autonomia di ogni sua componente; si baserebbe su una rappresentanza rigorosamente proporzionale dei diversi soggetti politici della sinistra , e sul coinvolgimento attivo del loro popolo, a partire da un elezione democratica, dal basso, delle  sue rappresentanze; consentirebbe un dibattito trasparente  nella sinistra italiana ove ciascuno si assumerebbe pubblicamente le responsabilit&agrave; delle proprie posizioni, fuori dalla logica dei cenacoli ristretti e della diplomazia segreta di corridoio; favorirebbe la promozione del fronte unico d&rsquo;azione, su obiettivi comuni, nel movimento reale delle lotte: e anche  per questo dovrebbe aprirsi alla partecipazione piena di tutte le rappresentanze del sindacalismo di classe, dei movimenti di lotta, dell&rsquo; associazionismo  popolare anti-fascista e anti-razzista&hellip;<br \/>\n<br \/>Questa proposta, come si vede, ha una caratteristica molto semplice: non precostituisce egemonie burocratiche a favore di nessuno, n&egrave; tutela alcuna rendita di posizione. Muove unicamente dall&rsquo;esigenza generale di un confronto vero e largo nel popolo della sinistra, e dalla necessit&agrave; della massima unit&agrave; di lotta contro il governo Berlusconi e la Confindustria.<br \/>\n<br \/>Il Pcl &egrave; disponibile  ad essere minoranza  in questo parlamento delle sinistre, impegnandosi al contempo in una aperta battaglia per le proprie idee Le altre sinistre sono disponibili a mettersi in gioco in un confronto vero, senza bilancini prefabbricati e reti protettive, rispettando la democrazia del proprio popolo?<\/p>\n<p>In conclusione. Il Pcl non ha rendite burocratiche, da difendere ha solo un programma per cui battersi: quello del governo dei lavoratori. Per questo la piena autonomia politica del nostro partito convive con la battaglia  per l&rsquo;unit&agrave; dei lavoratori. Ci&ograve; che non accetteremo mai &egrave; la subordinazione del nostro programma , e quindi del nostro partito, al programma di autoconservazione degli stati maggiori della sinistra italiana. Anche quando si maschera  , furbescamente, dietro la parola &ldquo; unit&agrave;&rdquo;. <\/p>\n<p>MARCO FERRANDO ( Partito Comunista dei Lavoratori)<\/p>\n<p>info@pclavoratori.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sincera domanda di unit&agrave; a sinistra si esprime in milioni di lavoratori ed elettori merita un rispetto profondo. 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