{"id":62592,"date":"2009-06-23T00:00:00","date_gmt":"2009-06-23T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/06\/23\/un-nuovo-soggetto-comune-c-gia-stato-adesso-noi-rilanciamo-e-proponiamo-facciamo-un-parlamento-delle-sinistre\/"},"modified":"2009-06-23T00:00:00","modified_gmt":"2009-06-23T00:00:00","slug":"un-nuovo-soggetto-comune-c-gia-stato-adesso-noi-rilanciamo-e-proponiamo-facciamo-un-parlamento-delle-sinistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2009\/06\/23\/un-nuovo-soggetto-comune-c-gia-stato-adesso-noi-rilanciamo-e-proponiamo-facciamo-un-parlamento-delle-sinistre\/","title":{"rendered":"Un nuovo soggetto comune c&#8217;&egrave; gia stato. Adesso noi rilanciamo e proponiamo: facciamo un parlamento delle sinistre?"},"content":{"rendered":"<p>Marco Ferrando<br \/>\n<br \/>E&#8217; possibile un&#8217;unit&agrave; a sinistra che preservi l&#8217;autonomia di ogni soggetto coinvolto, entro lo sviluppo di un fronte unico d&#8217;azione e di un confronto libero, senza risvolti elettoralistici e furbizie burocratiche? E&#8217; possibile un&#8217;unit&agrave; a sinistra votata allo sviluppo del movimento reale delle masse, pi&ugrave; che a ingegnerie organizzative tra gruppi dirigenti?<br \/>\n<br \/>Pensiamo di s&igrave;, e per questo muoviamo una proposta.<br \/>\n<br \/>Partiamo innanzitutto da una premessa chiarificatrice: il Pcl non &egrave; disponibile a sacrificare la propria autonomia politica e organizzativa a favore di &#8220;federazioni&#8221; o &#8220;costituenti&#8221; con le sinistre ex governative o assessorili. Con tutta franchezza non ci pare stagione di nuove finzioni senza futuro. Un soggetto politico comune e plurale di tutte le sinistre, senza principi comuni e senza programma comune, &egrave; stato gi&agrave; sperimentato per 15 anni, col nome di Rifondazione comunista: e si &egrave; risolto in una compromissione politica ministeriale, in una conseguente diaspora organizzativa, in una drammatica dispersione di tante energie e speranze. Non sentiamo il bisogno di una replica, per di pi&ugrave; in sedicesimo. E non solo perch&eacute; le lancette dell&#8217;orologio non possono tornare all&#8217;indietro. Ma perch&eacute; proprio l&#8217;esperienza di 15 anni ha confermato nel modo pi&ugrave; clamoroso che fuori dalla chiarezza dei principi e di un coerente programma anticapitalistico tutto si riduce prima o poi all&#8217;effimero dell&#8217;immagine, all&#8217;eterno risiko degli organigrammi, alla negoziazione ciclica degli assessori e dei ministri: sino al voto al lavoro interinale e ai Cpt (1997) o alle missioni di guerra e ai regali alle banche (2007). Possiamo rimuovere queste enormit&agrave; riducendole a riparabili &#8220;errori&#8221;? No. I gruppi dirigenti della sinistra (gli stessi) che hanno sostenuto ripetutamente, nell&#8217;arco di 10 anni, queste politiche, spesso nel nome dell'&#8221;unit&agrave; a sinistra&#8221;; e che sempre nel nome dell'&#8221;unit&agrave;&#8221; hanno colpito coloro che le contrastavano, non hanno affatto commesso &#8220;errori&#8221; sulla via impervia del socialismo: sono giunti a votare le politiche del capitalismo contro i lavoratori e il proprio popolo, contribuendo a spianare la strada alla reazione berlusconiana e leghista. E sono dunque corresponsabili di una disfatta storica che va ben al di l&agrave; dell&#8217;asticella dei quorum. Restiamo convinti pi&ugrave; che mai che non vi sar&agrave; rinascita di una sinistra capace di futuro senza una discontinuit&agrave; radicale di posizioni, programmi, gruppi dirigenti della sinistra italiana. Per questo il Pcl &egrave; impegnato con tutte le proprie forze nel lavoro di costruzione di una sinistra rivoluzionaria indipendente.<br \/>\n<br \/>Ma tutto questo non contraddice affatto, per parte nostra, la ricerca dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione con altri partiti e tendenze della sinistra. Al contrario. La migliore tradizione del comunismo rivoluzionario ha sempre rivendicato una politica di fronte unico coi partiti riformisti contro il comune avversario. E questa ricerca unitaria ci pare tanto pi&ugrave; attuale oggi, a fronte della pi&ugrave; grande crisi capitalistica degli ultimi 80 anni e al governo pi&ugrave; reazionario che l&#8217;Italia abbia conosciuto dall&#8217;epoca di Tambroni (1960). Oltre a rispondere a quella sincera domanda unitaria tanto diffusa fra i lavoratori. Su quali terreni allora ricercare l&#8217;unit&agrave;? E come organizzare il confronto per l&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione?<br \/>\n<br \/>I terreni sono imposti dall&#8217;emergenza sociale e politica. Di fronte all&#8217;attuale impasse del movimento operaio, &egrave; possibile lavorare insieme per l&#8217;unificazione e radicalizzazione delle lotte in direzione di un&#8217;autentica esplosione sociale, passando per un&#8217;aperta denuncia del ruolo contrario giocato dalla burocrazia Cgil? E&#8217; possibile sviluppare insieme una campagna di massa per l&#8217;occupazione delle aziende che licenziano, e per la loro nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio, dando finalmente un riferimento unificante alle mille lotte di resistenza a difesa del lavoro? E&#8217; possibile sperimentare e proporre strutture unitarie di vigilanza operaia e popolare sul territorio, che contrastino apertamente le ronde reazionarie e fascistoidi, ben oltre la soglia della pura denuncia? Possiamo rivendicare unitariamente l&#8217;esproprio delle grandi propriet&agrave; immobiliari della Chiesa (non di culto) e la nazionalizzazione senza indennizzo di scuole e sanit&agrave; private, costruendo una tendenza anticapitalistica nel pi&ugrave; vasto movimento anticlericale? Sono solo alcuni esempi, non casuali, tra i tanti possibili. Siamo convinti che ogni pi&ugrave; piccolo passo avanti dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;azione su questi terreni aiuterebbe il movimento reale dell&#8217;opposizione sociale e politica assai pi&ugrave; di infiniti dibattiti sulle geometrie organizzative a sinistra. Eppure ogni confronto unitario sul fare, da noi pi&ugrave; volte proposto, &egrave; stato sinora ignorato. E&#8217; possibile adesso voltare pagina?<br \/>\n<br \/>Proponiamo a tutte le sinistre una sede pubblica di questo confronto. Una sede realmente unitaria, che non precostituisca egemonie burocratiche, che rispetti l&#8217;autonomia politica di ogni soggetto e progetto, che soprattutto coinvolga i lavoratori e il popolo della sinistra sui temi a confronto, fuori da ogni conciliabolo ristretto per addetti ai lavori. Proponiamo insomma un &#8220;Parlamento dei lavoratori e delle sinistre&#8221;. Non ci interessa il nome, che ci pare peraltro appropriato, ma la sostanza della proposta: un&#8217;assemblea permanente, eletta dal popolo della sinistra, in cui ogni soggetto sia presente in proporzione al consenso ottenuto, senza sbarramenti; un&#8217;assemblea aperta alla partecipazione di rappresentanze sindacali, dei movimenti, dell&#8217;associazionismo popolare; un&#8217;assemblea che si articoli in sessioni periodiche di carattere pubblico, combinando il libero confronto politico e la promozione pratica della mobilitazione unitaria contro il governo, la Confindustria, il Vaticano. Un&#8217;assemblea, va da s&eacute;, totalmente autonoma da Pd e Idv.<br \/>\n<br \/>Il Pcl non avrebbe alcuna difficolt&agrave; ad essere eventualmente minoranza in questo &#8220;Parlamento&#8221;, potendo dispiegare pubblicamente, al pari di altri, la propria battaglia politica e proposta. Altre sinistre sono disponibili a rinunciare a rendite di posizione precostituite, rimettendosi interamente alla democrazia del proprio popolo?<br \/>\n<br \/>Di certo, di fronte all&#8217;attuale deriva reazionaria, alla crisi profonda del Pd, all&#8217;estromissione di tutte le sinistre dal Parlamento nazionale ed europeo, la formazione stessa di un Parlamento delle sinistre potrebbe rappresentare un fatto politico rilevante, polarizzare attenzioni, rimotivare energie. E contribuire ad evitare di consegnare a Di Pietro altri settori del mondo del lavoro e dell&#8217;antiberlusconismo popolare. Perch&eacute; non accettare la sfida?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Ferrando E&#8217; possibile un&#8217;unit&agrave; a sinistra che preservi l&#8217;autonomia di ogni soggetto coinvolto, entro lo sviluppo di un fronte unico d&#8217;azione e di un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[],"class_list":["post-62592","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa","entry","simple"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62592"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62592\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}