{"id":62843,"date":"2010-02-22T00:00:00","date_gmt":"2010-02-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/02\/22\/la-miseria-delle-sinistre-alla-prova-delle-elezioni-regionali\/"},"modified":"2010-02-22T00:00:00","modified_gmt":"2010-02-22T00:00:00","slug":"la-miseria-delle-sinistre-alla-prova-delle-elezioni-regionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/testblogarticle.thelegendfitness.it\/index.php\/2010\/02\/22\/la-miseria-delle-sinistre-alla-prova-delle-elezioni-regionali\/","title":{"rendered":"LA MISERIA DELLE SINISTRE ALLA PROVA DELLE ELEZIONI REGIONALI"},"content":{"rendered":"<p>Lo scenario delle elezioni regionali, a sinistra, &egrave; davvero sconsolante.<br \/>\n<br \/>In 10 regioni su 13 ( Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria) PRC e PDCI si presentano in coalizione col centrosinistra, talvolta allargato alla UDC ( Piemonte, Liguria). E nelle tre regioni rimanenti ( Lombardia, Marche, Campania) si presentano separatamente solo perch&eacute; scaricati dal PD, come loro stessi lamentano, o perch&eacute; &egrave; saltato il centrosinistra cui erano&rdquo;iscritti&rdquo; ( Bassolino). La sinistra italiana &egrave; dunque ridotta a variabile dipendente dei liberalconfindustriali, in perfetta continuit&agrave; con la tragica subordinazione al centrosinistra ( e alle sue politiche antioperaie) negli anni di Prodi.<br \/>\n<br \/>Le solenni promesse di &ldquo;svolta&rdquo; dei congressi di PRC e PDCI ( &ldquo; in basso a sinistra&rdquo;,&ldquo;autonomia dal PD&rdquo;, &ldquo;mai pi&ugrave; nelle giunte a prescindere&rdquo;) si sono rivelate una volta di pi&ugrave; per quello che sono: recite retoriche per ingannare i militanti, sopravvivere al proprio fallimento, conservare i propri ruoli dirigenti e riprendere il negoziato di governo con i liberali. In un eterno giro di giostra, che dura da 15 anni. Se poi i liberali aprono alla UDC di Casini- Caltagirone-Cuffaro, nessun dramma: pur di restare nel gioco della politica borghese, va bene anche l&rsquo;alleanza con la UDC. Se i liberali si affidano alla candidatura Bonino, gi&agrave; guerrafondaia &ldquo;umanitaria&rdquo;e nemica dell&rsquo;articolo 18, nessun problema: va bene la candidata Bonino. Persino dopo aver riconosciuto testualmente che &ldquo;la Bonino sul terreno sociale &egrave; a destra della Polverini&rdquo; ( Paolo Ferrero, 1 febbraio 2010).<br \/>\n<br \/> In qualche caso si &egrave; cercato di nascondere queste enormit&agrave; dietro la foglia di fico di presunti &ldquo;accordi elettorali, non di governo&rdquo;. Bugia. Quando si entra nel listino dei governatori- come nel caso di Bresso e Bonino- si entra nella ( virtuale) maggioranza di governo di centrosinistra, tanto pi&ugrave; quando si sottoscrive, come nei casi citati, un programma minimo comune ( di immancabili promesse letterarie). Peraltro in altri casi non meno gravi si &egrave; fatto a meno della stessa foglia di fico. Come nel caso del pieno accordo di governo con Burlando e la UDC in Liguria ( su un programma di coalizione talmente esaltativo della scuola privata confessionale,  che persino Sinistra e Libert&agrave; ha posto problemi); o nel caso del pieno accordo di governo con Bortolussi in Veneto, presidente della CGIA, candidato talmente sconcertante per il suo appoggio pubblico alle politiche di Tremonti da essere giudicato &ldquo;imbarazzante&rdquo; persino da un settore del PD e da Repubblica. Eppure in queste situazioni, gli assessori di PRC e PDCI &ndash; in caso di &ldquo;vittoria&rdquo;(?)- sono gi&agrave; prenotati, senza pudore.<br \/>\n<br \/>Peraltro non c&rsquo;&egrave; bisogno di citare i cosiddetti casi &ldquo;estremi&rdquo;. E&rsquo; sufficiente l&rsquo;ordinaria amministrazione degli accordi realizzati col PD. Come quello in Toscana, dove in cambio di assessori garantiti, PRC e PDCI hanno siglato un programma di coalizione comprensivo di &ldquo;inceneritori&rdquo; e&ldquo;centri di espulsione di migranti&rdquo; , benedetto da Monte Dei Paschi. O quello in Calabria, dove PRC e PDCI restano abbarbicati a Loiero, nonostante lo scempio compiuto e rivendicato contro la sanit&agrave; pubblica, e nonostante una presenza talmente consistente di malaffare che pi&ugrave; di met&agrave; del Consiglio regionale &egrave; inquisito..<br \/>\n<br \/>In questo quadro generale presentare la candidatura di Ferrero in Campania in alternativa a De Luca come &ldquo;prova&rdquo; di rigore politico del PRC &egrave; davvero grottesco. Tanto pi&ugrave; dopo aver fatto parte per 15 anni del bassolinismo , con assessori a tutti i livelli. E dopo aver cercato sino all&rsquo;ultimo minuto un accordo col marcescente PD campano su un nome meno &ldquo;inquinato&rdquo;.La realt&agrave; &egrave; ben diversa: siccome il Bassolinismo &egrave; crollato, siccome tutta la coalizione di centrosinistra in Campania d&agrave; per persa la Regione ,  siccome non sono pi&ugrave; in ballo assessorati, ognuno ha giocato in libert&agrave; una partita propria.  Che nel caso del PRC non solo non contraddice, ma non riesce neppure a mascherare, la linea generale di accordo, senza principi, col centrosinistra su scala nazionale.<br \/>\n<br \/>Questo scenario generale impone una sola conclusione: i vecchi gruppi dirigenti della sinistra italiana, gi&agrave; responsabili di una catastrofe politica, sono e restano irreversibilmente su un binario morto. Ogni residua illusione su un loro possibile ripensamento o rigenerazione &egrave; ancora una volta smentita dai fatti.<br \/>\n<br \/>Una volta di pi&ugrave; si conferma la scelta del Partito Comunista dei Lavoratori di costruirsi, nelle lotte, su basi indipendenti attorno a principi chiari, e di unire i comunisti attorno a questi principi.  Puntando ovunque possibile alla propria autonoma presentazione elettorale quale sinistra anticapitalista, in alternativa e in contrapposizione al centrodestra e al centrosinistra.<\/p>\n<p>PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scenario delle elezioni regionali, a sinistra, &egrave; davvero sconsolante. 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